by ILARIA CENTONI – Socia CUN, Socia G.R.U. SHADO Lucca, Referente di zona G.A.U.S

Video Presentazione del libro:

“ALIENI…. e cosa mangiano” di Roberto Pinotti
Appendice di Ilaria Centoni, dal titolo:
“Nutrizionismo: i suggerimenti degli Alieni”

Dedicato a tutti i Ricercatori che si sono prodigati per alleviare le sofferenze del genere umano.

Grazie per la vostra attenzione.

ILARIA CENTONI
Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)
Socia G.R.U. SHADO – Lucca
Referente di zona G.A.U.S – Scandicci
Blog: sentieroignoto.wordpress.com
Facebook: Ilaria Centoni
Skype: ilaria.centoni
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https://www.youtube.com/channel/UC4giTp030-pe6ev_kVySNhg

GLI INDIZI NEGATI

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ILARIA CENTONI

Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)
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E.mail: ilariacentoni@yahoo.it

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Grazie per la vostra attenzione

ILARIA CENTONI

Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)
Socia G.R.U. SHADO – Lucca
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DIXIT DEUS: “FIAT  LUX!” ET  LUX  FACTA  EST

LA SINFONIA DELLE FREQUENZE
Prima parte: Dall’imposizione delle mani alla Lastra Bioelettrica
di Ilaria Centoni

CONFERENZA del 01 Novembre 2019
FESTIVAL  DELL’ORIENTE
Complesso Fieristico “Carrara Fiere”
Ingresso N.5 Via Maestri del Marmo
Marina di Carrara (MS)

SLIDE SHOW  al link: https://youtu.be/l5hocvmIJmY

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Informazioni biografiche

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Dixit Deus: “fiat  lux!” et  lux  facta  est

La magia dei quanti di luce

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VANGELO DI S. LUCA  4, 40

(Guarigione della suocera di Pietro e altri prodigi)

Dopo  il  tramonto  del  sole,  tutti  coloro  che avevano degl’infermi colpiti da varie malattie, li  conducevano  a Lui; ed Egli, imponendo  le mani a ciascuno di loro, li guariva.

Dall’imposizione delle mani alla Lastra Bioelettrica

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Le nostre  Cellule  sono delle  Batterie

Le nostre cellule sono delle batterie e vivono e funzionano bene purché rimanga inalterata la differenza di potenziale fra il nucleo (acido) e il citoplasma (alcalino).

Dal punto di vista biofisico le nostre cellule si comportano come un condensatore: c’è il DNA che ha una carica elettrica negativa, a causa dei numerosi gruppi fosfato che compongono il suo scheletro ed infatti viene anche detto polianione… per questo motivo, nel nucleo esso è legato strettamente agli istoni, proteine fortemente basiche (cariche positivamente perché ricche di Lisina ed Arginina), per formare le unità di base della cromatina, dette nucleosomi.

Poi c’è il nucleo in cui è immerso che ha una carica elettrica positiva, poi c’è il citoplasma dove è immerso il nucleo che ha una carica elettrica negativa e poi c’è la matrice extracellulare che ha una prevalenza di cariche elettriche positive, ma è più esatto dire che presenta meno cariche negative.

Ogni organo ha un polo negativo e un polo positivo e l’insieme di tutti gli organi, cioè il corpo umano ha un polo positivo che è stato individuato nel cervello e un polo negativo che è stato individuato nel fegato.

La cellula normale ha un potenziale che è mediamente -0,70 mV, (con meno interno) [il potenziale varia a seconda del tipo di cellula] mentre una cellula infiammata ha un potenziale di circa -0,40/0,50 mV e una cellula tumorale ne ha ancora meno, ovvero -0,15/ 0,20 mV. Al di sotto di questo valore la cellula muore. Poi c’è il fluido nel quale sono immerse le cellule, altrimenti denominato matrice extracellulare ed è importantissimo perché è lì che si svolgono gli scambi cellulari. Semplificando, è lì che il sangue porta il nutrimento per le cellule ed è lì che la cellula scarica i suoi rifiuti. La matrice extracellulare ha una prevalenza di cariche elettriche positive.

Secondo Greeley, il segno della carica delle particelle colloidali protoplasmatiche è variabile e dipende, come i colloidi ordinari, dall’alcalinità o acidità del mezzo in cui esse si trovano.

Per cui è ipotizzabile che se nelle zone della matrice extracellulare, cioè il colloide dove sono immerse le cellule, il quale presenta meno cariche negative, si crea troppa acidità, cioè un accumulo di cariche elettriche positive, questo possa alterare la differenza di potenziale e la stimolazione continuativa di particelle elettro-positive possa indurre un’alterazione della funzionalità del nucleo cellulare.

Continuando l’azione lenta ma continua delle cariche elettriche positive, alcune cellule potrebbero acquistare una carica positiva e agire come un nucleo o sorgente di stimolazione per le cellule adiacenti di nuova formazione, con questo processo si potrebbe formare un tumore, in quanto le cariche elettriche positive stimolano la mitosi.

A questo punto la sorgente originale di stimolazione elettro-positiva agisce in sinergia con le cellule in cui l’equilibrio elettrico normale è stato disturbato e che sono diventate elettro-positive e si completa il processo degenerativo: proliferazione, infiltrazione dei tessuti, colonizzazione degli organi distanti, fino ad arrivare alla morte.

All’interno della cellula l’energia viene prodotta dal mitocondrio, (nella cellula ce ne sono diversi) il quale pompa acqua e quindi elettroni, dall’esterno verso l’interno. Se il mitocondrio è efficiente produce ATP, (Adenosintrifosfato) cioè energia, se non lo è si scarica piano piano come una pila.

Quindi la condizione affinché il mitocondrio sia efficiente è che possa disporre abbondantemente di ossigeno.

E’ evidente che se nella matrice extracellulare si accumulano troppe sostanze tossiche che l’organismo non riesce a smaltire, si crea un ristagno del flusso dei fluidi colloidali e  il trasporto dell’ossigeno non può essere efficiente, per cui questa carenza alla fine determina acidità, con conseguente accumulo di cariche elettriche positive e alterazione della differenza di potenziale.

I risultati che si ottengono nella remissione di patologie gravi, con l’alimentazione vegetale naturale, suggeriscono che i cibi svolgono un ruolo chiave nel fornire all’organismo l’energia con la corretta lunghezza d’onda, necessaria al mantenimento dell’equilibrio elettromagnetico.

I cibi ricchi di ossigeno sono i carboidrati complessi, cioè verdura, cereali integrali e semi.

Dobbiamo tenere presente che prima di un’alterazione chimica che è quella che la medicina tradizionale occidentale ha preso in esame fino ad oggi, si è verificata un’alterazione elettrica.

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Se  si  collegasse  il  polo  positivo e  il  polo  negativo di  ogni  Cellula del  nostro  corpo,  l’insieme  di  queste Cellule fornirebbe  energia  ad  una  lampadina  per  un  giorno  intero…

Le nostre cellule viventi sono come minuscole lampadine con filamenti sottilissimi atti a vibrare con frequenze adeguate; eccessi di voltaggio o amperaggio possano creare vere e proprie “fulminazioni”, vedi il fenomeno delle morti bianche, di bambini di pochi mesi messi a dormire e non più risvegliati, fenomeno inspiegabile per la medicina ufficiale, non certo per chi studia la Geobiologia.

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Elettricità – Origine del termine

I primi studi dei fenomeni elettrici risalgono al filosofo greco Talete di Mileto che nel VI secolo a.C. studiò le proprietà dell’Ambra, una resina fossile che se viene sfregata attrae altri pezzetti di materia: il suo nome greco era électron (ἤλεκτρον), e da questo termine deriva la parola Elettricità.

Mileto – Asia Minore, (640/625 A.C.) – (548/545 A.C.)

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Struttura atomica della materia

Il moto dell’elettrone genera un campo magnetico, mentre la variazione della sua energia e della sua accelerazione causano l’emissione di fotoni; è inoltre responsabile della conduzione della corrente elettrica e del calore.

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Nozioni  di  elettrostatica

Un atomo è elettricamente neutro quando il numero dei protoni (particelle con carica positiva)  è uguale al numero di elettroni (particelle con carica negativa).

Ma quando per esempio si strofina una bacchetta di Ambra con un panno di lana alcuni elettroni, che sono le particelle libere di muoversi, lasciano il panno di lana e si trasferiscono sulla bacchetta, la quale acquista una carica elettrica negativa, ovvero gli atomi si trasformano in ioni negativi (Anioni).

Il panno invece avendo perso elettroni si carica positivamente, ovvero gli atomi si trasformano in ioni positivi  (Cationi).

Dunque quando si strofinano due corpi, uno si elettrizza positivamente e l’altro negativamente. https://it.wikipedia.org/wiki/Elettrostatica

I mezzi di ionizzazione sono:

  • Il calore che per la collisione delle molecole nel corso della loro vibrazione produce il distacco di elettroni.
  • Un potente campo elettrico come fra i terminali di un rocchetto di induzione.
  • La luce per la vibrazione degli elettroni.

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L’elettrizzazione dei corpi

Esistono due tipi di stati o cariche elettriche:

Positivo, come quello che assume un panno elettrizzato.

Negativo, come quello che assume l’Ambra.

Cariche dello stesso segno si respingono, mentre cariche di segno opposto si attraggono.

L’elettrizzazione di un corpo si può ottenere con tre metodi differenti:

  • Per strofinio
  • Per contatto (elettrizzazione  permanente)
  • Per induzione (elettrizzazione  temporanea)

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Proprietà elettriche

  • La corrente elettrica è uno spostamento (migrazione) di elettroni all’interno di un conduttore, il quale crea un campo magnetico. Questo accade quando le cariche non sono uguali.
  • La differenza di potenziale (tensione) è proporzionale al lavoro necessario (energia)  per separare cariche elettriche di segno opposto.
  • La tensione aumenta quanto più crescono: la carica totale, la distanza e le forze resistenti  (resistenze),  intercorrenti tra le cariche.
  • Per una convenzione stabilita da Benjamin Franklin il verso della corrente è rappresentato  dal flusso delle cariche positive.   
  • L’intensità del campo elettrico è la forza esercitata su una carica.
  • L’intensità del campo e la distanza sono inversamente proporzionali.

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Il verso della corrente

Rappresentazione del moto delle cariche elettriche Positive o Negative in un conduttore. Convenzionalmente, il verso della corrente è quello delle cariche positive e quindi è opposto al verso del moto degli elettroni.

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Il campo elettrico naturale

Tutto ciò che esiste sulla Terra è immerso in un grande campo elettrico naturale generato dalle cariche elettriche.

Inoltre la Terra possiede 2 poli magnetici (polo nord e polo sud) e tra questi 2 poli esiste, ovviamente, un campo magnetico che avvolge tutta la Terra.

La superficie terrestre rappresenta il Polo Negativo di questo grande condensatore sferico, come è stato ipotizzato già nella metà del  1700 e verificato da Peltier nel 1836, mentre il Polo positivo si trova a grandissima altezza sulle nostre teste (Ionosfera) e l’atmosfera che sta in mezzo, detta anche Dielettrico, è la sede del campo elettrico.

Il potenziale elettrico di questo campo aumenta con l’altitudine (dal mare ai monti) e con la latitudine (nella zona equatoriale ha un valore minimo) e presenta variazioni giornaliere, variazioni stagionali e variazioni rapide durante le manifestazioni temporalesche.

http://www.progettomem.it/appr_campinaturali.php?id=9

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Il 90 % degli  Ioni negativi  presenti nella nostra Atmosfera è generato dai Fulmini

“L’acqua pura genera corrente. L’oscillazione coerente dell’acqua, ovvero i domini di coerenza che si formano in opportune condizioni nell’acqua pura, generano corrente. L’acqua coerente è ricca di elettroni quasi liberi, quindi, mettendo in contatto due quantità d’acqua con un differente grado di coerenza, con dissimili concentrazioni di elettroni liberi, tra le due si crea una differenza di potenziale che può generare una corrente elettrica.

D’altra parte che l’acqua emetta elettroni è provato dal fenomeno del fulmine, in quanto, le nuvole sono insiemi di goccioline d’acqua pura e producono scariche elettriche eccezionali”.

(Emilio Del Giudice, Fisico teorico, Ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophysics di Neuss (Germania). Napoli, 1º gennaio 1940 – Milano, 31 gennaio 2014).

I  temporali convertono l’energia solare in energia elettrica.

Ricaricano la superficie terrestre e costituiscono la principale fonte di Ioni negativi, indispensabili per la nostra salute.

I fulmini avvengono quando la differenza di potenziale esistente tra due punti (fra nuvola e nuvola o fra nuvole e terra)  è tale da superare la loro resistenza di isolamento e quindi avviene un riequilibrio di cariche tramite un passaggio di corrente nel Dielettrico (Atmosfera) che fino a poco prima era il mezzo isolante.

Questa scarica di energia genera un’esplosione di fotoni (Lampo) e un’onda d’urto molto rumorosa (Tuono) dovuta all’espansione del canale ionizzato in seguito alla scarica elettrica.

Francesco Oliviero e Maurizio Stefani, “ Il segreto delle cellule sane”, edizione Nuova IPSA Editore Palermo Novembre 2015 pag. 41

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La nascita della  Materia

Se un fotone che è privo di Massa ma dotato di un’elevata energia, va ad impattare contro un bersaglio subendo un urto anelastico, cioè un urto in cui l‘energia meccanica totale non si conserva, improvvisamente esplode in una coppia di particelle cariche, un elettrone (Materia) e un positrone (Antimateria) che si respingono e si allontanano. L’interazione tra elettroni avviene sempre con lo scambio di fotoni, i quali sono insensibili ai campi elettrici e magnetici e si fanno carico di stabilire un contatto informativo tra materia e materia, portando con sé l’identità chimico-fisica della massa di provenienza. Quindi la luce proveniente da Sirio ha una composizione spettrale differente da quella proveniente da Proxima Centauri, perché porta con sé l’identità chimico-fisica della massa di provenienza. Atti Della Fondazione Giorgio Ronchi, Anno LXII N.3 pag. 321

Una emissione di fotoni si può avere anche quando un elettrone in movimento deve usare dell’energia per saltare tra le orbite esterne degli elettroni. Dunque l’emissione di un fotone è una perdita di energia da parte di un elettrone in movimento.

Carlo Rubbia, vincitore del premio Nobel per la fisica nel 1984, ha dimostrato che la materia del mondo visibile è soltanto la miliardesima parte della realtà, ovvero se si concentrasse tutta la materia di una sostanza in un punto, chiamato nucleone, il rapporto fra questo punto e l’energia contenuta in detta sostanza, composta da fotoni, sarebbe di 1 a 1.000.000.000.

La materia dunque nasce dalla luce (fotoni) e non è altro che energia compressa. Le forme che assume la materia nel corpo seguono un ordine prestabilito che esclude la casualità. La materia è subordinata a processi energetici di natura elettromagnetica che gestiscono lo stato organizzativo dei processi che avvengono all’interno del nostro organismo. I fotoni, privi di massa, rappresentano i quanti energetici della luce. Il fotone infatti è una forza energetica che, interagendo con la materia, la compone e la scompone, generando un elettrone di carica negativa e un positrone di carica positiva, cioè due particelle a polarità diversa che, nel fondersi, spariscono sintetizzando e liberando un nuovo fotone.

http://valdovaccaro.blogspot.it/2013/04/fotoni-particelle-e-quantistica.html

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Emissione  di  raggi gamma e  Antimateria

Osservazioni compiute a partire dagli anni novanta mediante l’uso di telescopi spaziali (come, ad esempio Compton Gamma Ray Observatory, lanciato nel 1990), hanno rivelato l’inaspettata emissione di radiazioni elettromagnetiche a più alta energia, fin nello spettro dei raggi gamma: i cosiddetti Terrestrial Gamma Ray Flash (TGFs). Queste osservazioni hanno rivelato l’esistenza di un fenomeno inatteso e piuttosto inspiegabile che pone serie sfide alla teoria dei Fulmini, specialmente quando si sono scoperti i segni evidenti della produzione di Antimateria.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fulmine

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Le altre fonti di ioni negativi

  • Tramite il contatto con la Terra
  • In riva al Mare
  • Sotto il  Sole dell’Alta montagna
  • Vicino alle Cascate

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Come si acquisiscono gli ioni negativi

  • Con la  Respirazione
  • Attraverso la  Superficie cutanea
  • Con il   Cibo
  • Tramite il  Sangue
  • Con le Oscillazioni cellulari

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Concentrazioni medie degli ioni negativi (per cm³)

  • Montagna: (a 2.050 metri s.l.m) 800/1.000
  • Collina: 250/600
  • Mare: 400/600
  • Città: 100/200
  • Ambiente chiuso in città: 70/150 

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Variazione  della  concentrazione  degli  Ioni negativi                                                                                                                             

Ulteriori ricerche condotte dal Prof. Leitgeb  (autore del libro: Radiazioni, onde, campi, ISBN* 3-923819-04-8 Thieme/dtv Monaco)   indicano valori di circa 100.000 ioni/cm3, in prossimità di cascate e di circa 10.000 in boschi di conifere.

Inoltre viene dimostrato come poco prima di un temporale o di rinforzi di vento secco, le concentrazioni ioniche diminuiscano (a volte sotto il 2%) per salire, a concentrazioni altissime, durante lo scatenarsi dell’evento atmosferico in questione.

Alcuni autori collegano questa rapida mutazione ionica nell’aria al malessere percepito da persone meteoropatiche.

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La Risonanza Schumann

La Risonanza Schumann è costituita da un gruppo di picchi nella porzione di spettro delle frequenze estremamente basse (ELF) del campo elettromagnetico terrestre, scoperti dal fisico  Winfried Otto Schumann nel 1952 e sono generati dalle scariche elettriche dei Fulmini. La frequenza fondamentale della risonanza Schumann è un’onda stazionaria nella cavità Terra – Ionosfera con una lunghezza d’onda uguale alla circonferenza della Terra ed è pari a  circa 7,83 Hz.

Questo “battito cardiaco” che pulsa tra la superficie della Terra e la base della ionosfera vibra proprio come i livelli di onde cerebrali Alfa e Teta del cervello umano. Si tratta di uno stato di rilassamento profondo e di sintonia intuitiva. https://it.m.wikipedia.org/wiki/Risonanza_Schumann

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Onde elettromagnetiche e  Sistema biologico

Negli anni successivi al 1950, il Ricercatore  tedesco  S. Lang ipotizzò che tutti gli esseri viventi sulla Terra  fossero sintonizzati su frequenze comprese fra 7,8 Hz e 10 Hz, in quanto, la frequenza fondamentale della risonanza di W. O. Schumann pari a circa 7,83 Hz, risuonava con la frequenza dell’ippocampo del nostro cervello!

I picchi della Risonanza Schumann sono le frequenze che eccitano gli elettroni dell’acqua interfacciale del nostro organismo (Domini di coerenza, EZ, 4° stato dell’acqua, etc.) e li fanno oscillare alternativamente da uno stato di alta energia ad uno stato di bassa energia affinché vengano rilasciati.

Gli elettroni rilasciati vengono ossidati dall’ossigeno per produrre l’energia necessaria affinché il metabolismo si mantenga di tipo Aerobico. https://youtu.be/FP0-iLfFFN0

Negli anni ‘60  il prof. Michael Persinger ha verificato che l’assenza della frequenza di Schumann al di fuori della ionosfera causava problemi fisiologici agli astronauti durante i primi voli nello spazio.

Il problema è stato risolto con l’installazione di generatori Schumann studiati appositamente (Persinger 1967) in grado di rigenerare quelle condizioni elettromagnetiche naturali che venivano a mancare allontanandosi dalla Terra e dalla Ionosfera .

https://www.orbis783.com/orbis783-informazioni/

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Conferme dallo Spazio

II 5 agosto 1956 il contattista  Howard Menger fu invitato a fare un giro su un’astronave, ma prima fu informato che sarebbe stato necessario cambiare la frequenza del suo corpo per renderla uguale a quella del velivolo, affinché non accusasse alcun malessere.

Poco tempo dopo, nel settembre del 1956, Howard  fu condotto a fare un giro sulla Luna, ma all’incirca una settimana prima gli  Alieni lo sottoposero ad un trattamento di tipo fisico per cambiare  la polarità elettrica, la frequenza e la vibrazione  di ogni atomo del suo corpo, affinché Howard potesse passare dalla condizione di equilibrio con la forza di attrazione  elettromagnetica  della Terra  a quella della  Luna.

BASE TERRA, autore: Timothy Good, edizioni  Corbaccio, Milano, 1998, pagg. 254-255

La massa della terra crea un campo gravitazionale che attrae gli oggetti verso di essa con una forza inversamente proporzionale al quadrato della distanza tra il centro dell’oggetto e il centro della terra. A grandi distanze dal nostro pianeta, pertanto, tale forza si riduce considerevolmente.

Sono stati fatti esperimenti sulla terra in condizioni  di microgravità che hanno prodotto i seguenti risultati: due pezzi dello stesso metallo, ben puliti e lisci, tenuti premuti l’uno contro l’altro, si saldano perfettamente.

Inoltre per quanto riguarda gli esseri umani nella prima fase di adattamento all’assenza di gravità, aumenta la pressione del sangue nel cervello e nel torace, diminuendo negli arti, perché il sistema circolatorio non è più sottoposto al peso che trascina i liquidi verso il basso e il fluido in eccesso viene espulso sotto forma di grandi quantità di urina.

I tessuti cerebrali si gonfiano e restano compressi nel cranio, provocando terribili mal di testa e difficoltà respiratorie dovute al sollevamento del diaframma. Il volto si arrotonda, le palpebre si gonfiano e la voce diventa nasale a causa delle mucose gonfie.

A lungo termine gli ormoni prodotti dalla tensione nervosa portano all’arteriosclerosi e al danneggiamento delle cellule cerebrali, per cui gli astronauti invecchierebbero presto.

Il vestibolo, organo dell’equilibrio (piccola cavità dell’osso temporale nell’orecchio interno) non funziona, perché il suo ruolo è quello di fornire al sistema nervoso la sensazione dell’alto e del basso basandosi sulla forza di gravità, lavorando insieme agli occhi e ai sensori dei muscoli e dei tendini, ma nello spazio, in condizioni di gravità alterata, non possono trasmettere messaggi coerenti al cervello, per cui si ha confusione del sistema nervoso centrale, cattiva sincronizzazione dei movimenti, vertigini e nausea. (Space Motion Sickness [SMS] o mal di spazio).

Nella carotide c’è un sensore che comunica a tutto l’organismo se siamo in piedi o sdraiati e in che posizione è la testa rispetto al resto del corpo. In assenza di gravità il sensore non funziona, per cui il sistema circolatorio è incapace di regolare la pressione sanguigna.

Il cuore tende a diventare più piccolo e a mettersi in posizione orizzontale. La quantità del sangue cala notevolmente, diminuiscono i globuli rossi, i globuli bianchi e i linfociti, s’impoverisce il sistema immunitario.

Le proteine dei muscoli si scindono in amminoacidi elementari e i muscoli si sciolgono letteralmente nel sangue.

Il calcio si stacca dalle ossa, le quali perdono dal 4% al 5% del loro peso e torna in circolo nel sangue. Vene varicose e artrosi scompaiono, le rughe si distendono, le vene si dilatano, il collo s’ingrossa, il torace s’allarga, fianchi, addome e glutei si riducono. La colonna vertebrale si raddrizza (la statura può aumentare fino a 6 cm) le gambe diventano esili.

Per quanto riguarda gli esperimenti sulla riproduzione degli organismi in microgravità, si è verificato quanto segue: gli embrioni di uova di uccello, in assenza di peso, sviluppano le zampe invece delle ali. Questo accade perché nella “morula embrionale” che è la fase che attraversa un organismo durante i primi stadi della gestazione, c’è un polo nord e un polo sud e se si stacca una cellula dal polo nord verso occidente che mettiamo sia destinata a diventare una parte di un arto superiore sinistro e si trapianta a sud, verso oriente, si vedrà che diventa un arto inferiore destro.

La conclusione scientifica è che la cellula non ha in sé nessun potere di diventare braccio o gamba, ma è la posizione spaziale in cui si sviluppa che determina la proprietà di essere braccio o gamba, di un lato o dell’altro del corpo. Quindi la gravità e tutto ciò che ne consegue rappresenta una “gabbia invalicabile” per tutti gli organismi viventi. L’unico modo per uscire da questo pianeta e viaggiare nello spazio è ricreare delle condizioni simili alla terra… a meno che non si riesca a modificare le nostre frequenze come hanno fatto gli Alieni con Howard Menger.

UFO International Magazine n.1 Ottobre 2019 – Interrogativi di fondo: spazio, ultima frontiera… “Per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima”… di Marco La Rosa. pagg. 56-57.

Estratto dalla rivista “Sicurezza del Volo” edita dall’AMI destinata ai reparti di volo militari (non di libera diffusione)

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Osservazioni sugli  *Ultracentenari*

E’ noto che il campo elettrico cresce d’intensità con l’altitudine ed è interessante notare quanto segue: Josè David, un contadino dell’Equador che viveva nella valle di Vilcabamba, a 1300 metri sul livello del mare, raggiunse la veneranda età di ben oltre 100 anni e a memoria d’uomo in quella zona non si era mai verificato un caso di cancro. Anche il sistema cardiovascolare dei loro abitanti funzionava perfettamente. Nelle regioni del Caucaso, nella parte meridionale dell’Unione Sovietica, vivevano 4.500 persone  che avevano superato il traguardo dei 100 anni. In particolare nel piccolo villaggio di Chlou c’erano circa 40 persone  fra uomini e donne la cui età superava di gran lunga i 100 anni. A Ochandara addirittura c’era una coppia formata da  Makhty di 112 anni e da Dzyrkuy Khagva  di 102 anni.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 69-70

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Le zone più longeve della *Sardegna*

Comuni/Altitudine (metri s.l.m)      

Villagrande Strisaili: 700

Arzana: 672

Baunei: 480

Talana: 682

Urzulei: 511

Ulassai: 775

Perdasdefogu: 600

Tiana: 564

Ovodda: 751

Ollolai: 960

Gavoi: 777

Fonni: 1000

Mamoiada: 644

Orgosolo: 620

Oliena: 339

Seulo: 797

Valter Longo, “ Alla tavola della longevità ”,  edizione Antonio Vallardi, Milano 2017, pagg. 54-55

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Senza il campo elettrico la vita si spenge

Se gli ultracentenari vengono tolti dal loro ambiente naturale, non potendo più usufruire del campo elettrico favorevole, muoiono entro breve tempo. Questo è stato accertato e testimoniato dal Dr. Nikolai Sichinava a Sukhumi, una città della Abcasia, Georgia, dove secondo un censimento del 1970 si erano trasferiti 16 centenari per vivere insieme ai loro figli.

Il medico disse anche che i montanari del Caucaso erano praticamente immuni da malattie come il cancro, gli attacchi di cuore, le malattie del fegato e le disfunzioni organiche.

La loro alimentazione variava da una zona all’altra e quindi non era facile individuare alcuni cibi come coadiuvanti della longevità, ma i loro pasti erano contraddistinti sempre dalla frugalità e da pochissima carne.               

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 69-70

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I CEM  modulano la proliferazione del Cancro

E’ stato osservato che in animali acclimatati ad altitudini elevate, riportati in pianura, innestati con tumori e quindi riportati ad altitudini elevate, i tumori risultavano spiccatamente inibiti nell’accrescimento e qualche volta si verificava la loro totale regressione.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pag. 23

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Il campo elettrico interagisce con gli esseri viventi

Negli anni ‘80 l’Ing. Bartolomeo Audisio (1916-1991)  avvalendosi della collaborazione di alcuni validi Ricercatori, effettuò degli esperimenti che mostrarono che il campo elettrico produceva all’interno del corpo una corrente elettrica, la quale attraversava tutte le cellule, eccitava il sistema nervoso e stimolava il metabolismo e tutte le altre funzioni fisiologiche, compresa la corretta divisione cellulare.

Dobbiamo tenere presente che il corpo umano è composto principalmente da Acqua e quindi da idrogeno (formula H2O) [2 atomi di idrogeno e  1 atomo di ossigeno] che può essere influenzato da un campo elettrico.

Francesco Oliviero e Maurizio Stefani, “ Il segreto delle cellule sane”, edizione Nuova IPSA Editore Palermo Novembre 2015 pag. 5

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L’Italia  porta i  CEM  all’attenzione mondiale

L’ottavo Congresso della Bioelectrochemistry Society (BECS)   svoltosi a Bologna alla fine di Giugno 1984 vide l’Italia al centro delle attività scientifiche sui possibili effetti esercitati da deboli campi elettromagnetici CEM sui biosistemi. E’ stata la prima volta che questo argomento è stato portato all’attenzione mondiale. Fu seguito dalla riunione annuale della Union Radio Science International (URSI)  svoltosi a Firenze nell’agosto 1984 e proseguì con il  Corso Interactions Between Electromagnetic Fields and Cells svoltosi a Erice nel settembre 1984 ed articolato in un NATO Advanced Workshop   seguito dal Quinto Corso della Scuola Pure and Applied Biostructure, presso il Centro E. Majorana.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 12 -13

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L’aspirazione dei Ricercatori

I Ricercatori ritenevano che i complessi processi biologici potessero essere modulati reversibilmente da appropriati segnali elettromagnetici, in quanto, mentre essi si potevano descrivere secondo il linguaggio della biochimica, la logica che ne coordinava e organizzava il funzionamento sembrava governata da altre leggi. L’aspirazione era quella di poter modificare un processo biologico con l’impiego della corretta forma d’onda di un campo elettromagnetico. (Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 12 -13)

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I primi risultati

In alcuni interventi a Erice fu documentata la possibilità di indurre effetti misurabili su sistemi biologici a seguito dell’esposizione a campi elettromagnetici ben inferiori a 100 millivolt (Mv) per centimetro e a campi di induzione magnetica ben inferiori a 10 microtesla (uT). Le “finestre” elettromagnetiche prese in esame furono: una nella regione delle onde millimetriche e l’altra nella regione delle frequenze inferiori al megahertz (MHz).

Una possibile risonanza di strutture biologiche a onde millimetriche era stata teoricamente prevista da tempo da  Herbert Fröhlich  (9 Dicembre 1905 – 23 Gennaio 1991).  Mentre esisteva già una notevole quantità di prove sperimentali che CEM di bassa frequenza potevano modificare le funzioni cellulari in vitro.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 12 -13

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Fenomeni elettrici correlati al Cancro

Ambrose, Abercrombie, Heaysman, James e Lowick (v. Abercrombie et Heaysman, 1953; Ambrose, James e Lowick, 1956) scoprirono una variazione nella distribuzione delle cariche elettriche indotte sulla superficie esterna delle cellule cancerose che ne determinava la proliferazione maligna (Graff, 1956). (Da non confondersi con le variazioni del potenziale di membrana).

Si trattava di un comportamento straordinario, anomalo che si manifestava quando le cariche elettriche divenivano disordinate, confuse, inutilizzabili, in sintesi: DEPOLARIZZATE e che farebbe aumentare la mitosi con produzione di tessuto cicatriziale.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pag. 25

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I primi esperimenti sugli animali

In seguito a queste osservazioni  Bartolomeo Audisio, Cassiano O., Poletti T., Angeli S., predisposero i primi esperimenti sui topini bianchi. Li divisero in due gruppi. Immersero il primo gruppo in un campo elettrico e poi spennellarono giornalmente Benzopirene o Metilcolantrene dietro il loro padiglione auricolare, allo scopo di causare l’insorgenza di tumori, come insegnato dalla letteratura specifica, ma nessun tumore comparve!            

Nel gruppo di controllo invece qualche soggetto accusò forme tumorali proprio in corrispondenza delle spennellature.                                        

Questo risultato suggeriva che il campo elettrico in cui erano immersi i topini del primo gruppo aveva causato una evidente inibizione dei processi tumorali. Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pag. 40

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Il primo esperimento ufficiale

Fu organizzato quindi un esperimento ufficiale, nei locali dell’Ufficio di Igiene di Torino, grazie all’aiuto di  personale qualificato di un reparto  dell’Ospedale Civile di Novara,  specializzato nello studio e nella sperimentazione di fenomeni tumorali.

Furono innestate cellule di tumore di Ehrlich a tre gruppi di topi di venti unità ciascuno.

Successivamente i 47 soggetti che risultarono positivi all’attecchimento furono divisi in tre gruppi:

  • 17 Unità furono sottoposte all’influenza costante di un campo elettrico artificiale.
  • 17  Unità furono poste in una gabbia di Faraday.
  • 13 Unità vennero sottoposte ad un campo elettrico naturale.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 40-41-42

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Descrizione dell’esperimento di Torino

  • 17 Unità furono sottoposte all’influenza costante di un campo elettrico artificiale pari a 2 k V/m  senza soluzione di continuità e in 2 topi si verificò una regressione totale del tumore che si era sviluppato fino al ventesimo giorno. Essi sopravvissero senza recidive per altri due anni, godendo di un ambiente con un campo elettrico naturale e morendo poi di vecchiaia, mentre gli altri 15 morirono mediamente a circa 54 giorni dall’innesto.
  • 17 Unità furono poste in una gabbia di Faraday, quindi con campo elettrico nullo  e morirono tutte nell’arco di 35 giorni.
  • 13 Unità vennero portate in aperta campagna in contenitori trasparenti al campo elettrico naturale e morirono tutte nell’arco di 43 giorni.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 40-41-42

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I CEM  rallentano i processi biologici

Questi risultati furono indicativi di un’azione rallentante del campo elettrico sui processi biologici e a questi esperimenti ne seguirono altri riportati in una serie di pubblicazioni che mostrarono sempre una sicura, precisa, diretta e immediata influenza del campo elettrico su tutti i soggetti trattati:

  • Audisio B., Cassiano O.: pH gastrico e campo magnetico stabile, Minerva anestesiologica, vol. 28, 1962
  • Audisio B., Cassiano O.: Influenza di campi elettrostatici sul pH gastrico, Minerva anestesiologica, vol. 28, 1962
  • Audisio B., Cassiano O.: pH gastrico e campo elettrico variabile, Minerva anestesiologica, vol. 28, 1962
  • Audisio B., Cassiano O.: Influenza di campi elettrostatici sulla coagulazione del sangue, Minerva anestesiologica, vol. 31, 1965.
  • Audisio B., Cassiano O.: Ricerche sull’influenza di campi elettrici e di campi magnetici su topine gestanti, Archivio per le scienze mediche, vol. 121, n. 6, pagg. 349-358, 1966.
  • Audisio B., Cassiano O.: Alcune risposte neurovegetative all’azione di campi elettromagnetici nell’uomo, Minerva anestesiologica, 1965.
  • Audisio B., Poletti T., Angeli S., Potenziale elettrico atmosferico ed insorgenza di cerebropatie vascolari acute a focolaio, Minerva Idroclimatica, vol. 5, n.2, Aprile-Giugno 1965.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 40-41-42

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L’esperimento sui  Protozoi

I  Ricercatori suddetti predisposero due colture di Protozoi (microrganismi unicellulari che nascono e si riproducono in via agamica per scissione binaria nelle acque di macerazione), tecnicamente identiche e poste nelle stesse condizioni ambientali, di luce e di temperatura, ma ad una fu imposto un campo elettrico e l’altra fu severamente protetta dalle azioni elettriche.

Dopo otto giorni, nel gruppo sottoposto all’azione del campo elettrico, il microscopio mostrava pochissimi Protozoi di forma ellissoidale, perfetti, quasi selezionati, mentre nel gruppo escluso dall’azione del campo elettrico il microscopio mostrava una miriade di microrganismi di più forme e dimensioni.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 47-48

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Le conferme continuano!

Questo risultato pioneristico suggeriva un’azione inibitoria del campo elettrico sui processi di riproduzione cellulare, unitamente ai risultati degli esperimenti illustrati nella pubblicazione:

Audisio B., Cassiano O.: Ricerche sull’influenza di campi elettrici e di campi magnetici su topine gestanti, Archivio per le scienze mediche, vol. 121, n. 6, pagg. 349-358, 1966.

Dove le topine sottoposte all’azione di un campo elettrico con un gradiente di potenziale pari a 6  k V/m  partorirono 5 nati con una riduzione della lunghezza della coda e in un soggetto con appena un abbozzo della stessa, confermando la tesi inibitoria e, nel caso riportato, l’inibizione della proliferazione delle cellule caudali.

Mentre in un precedente esperimento, le topine sottoposte all’azione di un campo elettrico pari a 2  k V/m partorirono tutte nati provvisti di una coda lunga e ben conformata.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 47-48

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Il  Potenziale di membrana

Per evitare la fuoriuscita di K+ le membrane attuano un continuo meccanismo di scambio di flussi attraverso dei canali ionici (Pompa elettrogenica NA/K-ATPasi) espellendo 3 ioni Na+ (Ione Sodio) dal citoplasma al liquido extracellulare, in cambio di 2 ioni K+ (Ione Potassio) nella direzione opposta.

Circa il 40% dell’energia prodotta dalla cellula (ATP) viene speso per questo trasporto attivo.

Questo meccanismo genera una differenza di cariche fra il lato interno e il lato esterno della membrana cellulare che prende il nome di Potenziale di membrana.

In pratica vi è una differenza di carica negativa all’interno della cellula rispetto all’esterno e tale carica, nelle cellule sane a riposo, varia dai -70 ai -90 mV (millivolt) a seconda delle cellule.

http://forum.smige.net/viewtopic.php?f=6&t=1652

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La  POLARIZZAZIONE

Il comportamento regolare dei processi metabolici per il funzionamento della Pompa sodio-potassio, dipende dalla corretta distribuzione delle cariche:

La superficie interna della membrana delle nostre cellule deve essere di polarità negativa.

La superficie esterna della membrana invece deve essere di polarità positiva.

Questi ammassi di cariche devono essere ben distinte, separate e orientate, cioè POLARIZZATE e questo stato dipende dall’induzione di un campo elettrico di polarità negativa che può essere naturale ma anche riprodotto artificialmente.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 40

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La  DEPOLARIZZAZIONE

Se per qualsiasi causa la cellula accusa uno stato di  DEPOLARIZZAZIONE (disorganizzazione, confusione, caos delle cariche) mette in atto la rigenerazione amitotica di emergenza (proliferazione amitotica o cicatriziale)  fino alla completa cicatrizzazione, come nel caso  di lesioni, ferite, etc., perché questo stato viene avvertito come un danno da sanare.

Le cellule DEPOLARIZZATE possono essere solo di tre tipi:

  • Tumorali
  • Irradiate 
  • Cellule che hanno subito una lesione meccanica

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 51-52

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Proprietà della POLARIZZAZIONE

A livello cellulare l’effetto del campo elettrico ha la proprietà di indurre una POLARIZZAZIONE delle cariche elettriche libere (elettroni)  procurando così l’energia necessaria e sufficiente affinché i processi metabolici possano essere di carattere ossido-riduttivo (cioè possano acquistare elettroni diminuendo il loro numero di ossidazione)  e la proliferazione cellulare possa essere di tipo cariocinetico (processo riproduttivo regolare della cellula che si auto-divide in 2 cellule identiche atte a formare un tessuto regolare e senza difetti).

Se per svariati motivi il campo elettrico diminuisce o viene a mancare del tutto, ne risulterà un metabolismo indigente per mancanza di elettroni, con produzione di una quantità eccessiva di radicali liberi, dovuti alle reazioni chimiche che non sono state completate e il processo tenderà verso una trasformazione di tipo fermentativo o anaerobico, a cui è connesso il processo amitotico di risanamento, con relativa proliferazione di tessuto cicatriziale.

Nel Cancro il processo fermentativo è inarrestabile!

Francesco Oliviero e Maurizio Stefani, “ Il segreto delle cellule sane”, edizione Nuova IPSA Editore Palermo Novembre 2015 pag. 5-6

Tutte le reazioni chimiche del nostro organismo sono fondate sul trasferimento degli elettroni e si chiamano ossidoriduttive: ci sono delle molecole riducenti, cioè che cedono elettroni e altre ossidanti, cioè che le acquistano. (L’ossigeno per es. è un accettore di elettroni).

Ma affinché ciò avvenga ci deve essere una quantità di elettroni sufficienti che vengono forniti dall’Acqua Interfacciale delle nostre cellule (Domini di coerenza, EZ, 4° stato dell’acqua, etc.) eccitata dal campo elettromagnetico esterno che la fa oscillare alternativamente da uno stato di alta energia ad uno stato di bassa energia.

L’energia necessaria affinché quest’acqua rilasci gli elettroni è fornita dai fotoni del campo elettromagnetico ambientale. Non ci può essere interazione fra gli elettroni senza emissione di fotoni e senza oscillazione (movimento) gli elettroni  non potrebbero essere rilasciati, perché per strappare un solo elettrone all’acqua sarebbe necessaria un’energia di 6,12 eV e una temperatura di 145.000 gradi.

Quando l’energia catturata diventa uguale all’energia di attivazione chimica della molecola che è stata attirata, gliela cede per risonanza.

La molecola viene attivata e si fa le sue reazioni chimiche: le zone dove le molecole oscillano in modo coerente  permettono all’acqua di registrare informazioni e di veicolarle.

Questa struttura elettromagnetica governa tutti i processi molecolari.

Al contrario del mondo della forza, nel mondo della fase le oscillazioni avvengono al di fuori dello spazio-tempo, per cui se separiamo una particella in due parti, intervenendo su una parte risuona anche l’altra! (Principio di non località [ora denominato Entanglement] che era già stato scoperto da Callegari negli anni ‘40). https://youtu.be/FP0-iLfFFN0

Nota 1: I radicali liberi dell’ossigeno o ROS (Reacting Oxygen Species) sono coinvolti in due differenti processi: lo stress ossidativo e la risposta ossidativa; nel primo caso agiscono come radicali liberi, nel secondo caso come secondi messaggeri, per avviare la riparazione e la protezione cellulare, quindi una certa quantità di radicali liberi è necessaria.

Nota 2: Le nostre cellule sono delle batterie, perché i Domini di coerenza dell’acqua sono degli accumulatori di energia, prelevano energia dall’ambiente e la catturano dentro di sé. https://youtu.be/GtrktTgyeQg

Nota 3: L’acqua del nostro organismo è quasi tutta di tipo Interfacciale (EZ, 4° stato dell’acqua, Domini di coerenza, etc.) 

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La scoperta delle Giunzioni di comunicazione

Alcuni ricercatori come Werner R. Loewenstein e Shizuo Ito,  attraverso degli esperimenti scoprirono  le Giunzioni di comunicazione che permettevano alle cellule sane di connettersi fra loro mediante membrane giunzionali permeabili che si formavano su gran parte della superficie della cellula.

Mentre quando le cellule erano DEPOLARIZZATE, come nei processi degenerativi studiati da  R.D. Penn e Kaimo,  tali membrane si saldavano rapidamente e diventavano impermeabili come la membrana di una qualsiasi cellula libera, impedendo la comunicazione e la giunzione.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 51-52

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Fra le cellule Cancerose  non c’è comunicazione!

Esperimenti successivi provarono la mancanza di Comunicazione nelle cellule dei Tumori epatici  dei mammiferi, nei Tumori della tiroide del ratto e dell’Epitelio gastrico  dell’uomo.

Successivi esperimenti con cellule di fegato in coltura, effettuati da Carmia Borek e Shaji Higashino  confermarono che soltanto le giunzioni fra cellule normali risultavano comunicanti; non si riscontrava Comunicazione fra una cellula Cancerosa e un’altra o tra una cellula Cancerosa e una normale.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 51-52 

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Alimentazione e insorgenza del Cancro… Secondo la fisica

Ricerche sempre più approfondite suggeriscono un rapporto fra tipi di alimentazione e insorgenza del Cancro, una delle prime è quella riportata da “La Stampa” del 28.07.1982 che considerava le carote, le arance, i broccoli, le pesche, etc., alimenti anticancro, mentre incriminava i grassi animali come la carne, il latte e i latticini.

Questo perché ai primi corrisponde un metabolismo poco laborioso e quindi poco dispendioso per le cariche che costituiscono la POLARIZZAZIONE della membrana indotta dal campo elettromagnetico esterno, al contrario dei secondi che necessitano di una digestione che si protrae per qualche ora. La distruzione della POLARIZZAZIONE è in relazione al tipo più o meno pesante degli alimenti e il ripristino della stessa avviene in continuazione se il campo elettrico è presente.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 59-60-61 

Osservazioni sulle piante

All’inizio la pianta contiene elettroni a bassa energia, ma attraverso il processo della Fotosintesi, la clorofilla presente nelle foglie cattura l’energia solare Ultravioletta che li carica fino a trasformarli in elettroni ad alta energia. Quando ci nutriamo delle piante gli elettroni contenuti nei carboidrati, nelle proteine e nei grassi, vengono trasportati dentro le nostre cellule, i quali, durante questo passaggio passano da uno stato energetico più alto ad uno stato energetico più basso con conseguente liberazione di energia, dopodiché i mitocondri, con il concorso dell’ossigeno, trasformano i nutrienti prima in glucosio e poi in energia chimica (ATP e NADPH), la quale verrà utilizzata in parte per la sintesi di ATP ed in parte verrà dispersa come calore (necessario al mantenimento della temperatura corporea).

Si dice che gli zuccheri vengono ossidati, cioè trasferiscono i loro elettroni per formare le molecole di ATP e NADPH. (“La vita segreta delle piante”, autori Peter Tompkins e Christopher Bird, Tascabili – Il Saggiatore)

Ma quando il metabolismo è dispendioso il sangue non riesce a trasportare l’ossigeno alle cellule e Otto Warburg, ha dichiarato: “Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore, è possibile convertirla in un cancro”.

Campi  bioelettrici  e crescita

Il  prof. E. J. Lund e l’équipe dell’Università Statale del Texas di Parigi, alla fine degli anni ’40, dopo una serie di esperimenti ultradecennali, dimostrarono che le sostanze per la crescita delle  piante vengono comandate e trasportate dai campi elettromagnetici prodotti dalle cellule, nei punti dove ha luogo la crescita. Il sistema elettrico nelle  Cellule Vegetali si modifica circa mezz’ora prima che avvenga in esse la diffusione degli ormoni della crescita. (“La vita segreta delle piante”, autori Peter Tompkins e Christopher Bird, Tascabili – Il Saggiatore)

Come si forma l’energia nell’organismo umano

L’energia si ottiene attraverso il catabolismo (combustione) dei vari macronutrienti (glucidi, lipidi e proteine) che vengono trasformati in glucosio e poi convertiti in una molecola particolare che si chiama ATP, l’unica forma di energia che può essere utilizzata dal nostro organismo. L’energia che occorre per fare questo lavoro viene presa dagli elettroni rilasciati dall’Acqua interfacciale delle nostre cellule (Domini di coerenza, EZ, 4° stato dell’acqua, etc.). Se il campo elettromagnetico è debole gli elettroni non sono sufficienti e ne risulterà un metabolismo indigente.

Metabolismo aerobico e anaerobico

La demolizione del glucosio per via aerobica (ciclo di Krebs) per la sintesi di ATP porta alla formazione di 38 ATP ed è necessaria la presenza di ossigeno.

La demolizione del glucosio per via anaerobia (glicolisi) porta alla formazione di 2 ATP e non è necessaria la presenza dell’ossigeno, in questo caso viene utilizzato il glucosio.

Osservazioni

Il glucosio è l’unica fonte di energia del cervello, per cui è importante che esso raggiunga i distretti cerebrali in quantità sufficiente.

Inoltre la riserva di glicogeno non deve diminuire altrimenti il nostro organismo trasformerebbe le proteine in energia.

Il motore della vita

La formazione dei tessuti dell’organismo e tutte le altre funzioni dipendono dalle singole macchine energetiche molecolari poste in una matrice “acqua a cristalli liquidi” (Domini di coerenza, EZ, 4° stato dell’acqua, acqua interfacciale)

Acqua, ioni e macromolecole lavorano insieme per trasformare materia ed energia senza perdite, mediante una generazione di elettroni (rilasciati dall’acqua eccitata dai fotoni del campo elettromagnetico esterno) che aziona il motore della vita, ma in particolare l’acqua.

Cinquant’anni fa Albert Szent-Györgyi suggerì che l’acqua all’interfaccia, cioè vicino alle superfici, fosse la chiave per capire la biologia; propose che l’acqua negli organismi viventi esistesse in due stati: uno stato di minima energia ed uno stato eccitato e che l’acqua alle interfacce, come quella vicino alle membrane fosse nello stato eccitato, il che implica che necessiti di minore energia per dissociarsi.

https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/memoria_acqua/organismo-a-cristalli-liquidi-dotato-di-coerenza-quantistica

Intervista alla Ricercatrice Mae-Wan Ho, autrice di testi pionieristici sulla fisica degli organismi e sui sistemi sostenibili, ospite del Convegno di apertura dell’evento: “Le Connessioni Inattese” 2011.

L’Acqua è un Combustibile 

L’acqua gelificata di 4° fase (Domini di coerenza, EZ, acqua interfacciale, etc.) è un Combustibile. E’ ossidata dall’ossigeno e i prodotti di questa combustione sono Acqua, ossigeno ed energia. Si tratta di un’Acqua coerente a bassa entropia che è convertita in un’Acqua disordinata ad alta entropia.

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Considerazioni sull’impiego dei  CEM

L’influenza del campo elettrico è estesa e recepita da tutti gli organi e, quando espressa nell’ambito di valori naturali, ha sempre un effetto benefico marcato.

Il campo elettrico ha la proprietà di far deviare i pH organici (escluso quello ematico) verso l’acidità che, in riferimento al pH gastrico, giustificherebbe il *risveglio* dell’appetito che è stato osservato soprattutto in montagna, dove il campo elettrico ha una maggiore intensità.

Durante esperimenti mirati su superfici corporee limitate, è stato messo in evidenza un rapido e notevole afflusso di sangue nei distretti interessati dall’azione del campo elettrico.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 47-48

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I  CEM  non sono innocui!

Le esperienze pratiche hanno mostrato che il campo elettrico può esaltare l’attività dell’Herpes labiale, al contrario del Virus HPV (Human Papilloma Virus) che viene inibito nel suo sviluppo. Questi risultati suggeriscono un impiego del campo elettrico in quei virus che prediligono un ambiente basico o neutro, ma non in quelli che si sviluppano in ambiente acido, considerando la proprietà del campo elettrico di far deviare il pH organico verso l’acidità. Ottima l’applicazione del campo elettrico sulle Varici, patologia dovuta alla dilatazione abnorme della parete venosa, con una notevole vistosa regressione della deturpazione che si mantiene nel tempo a condizione che il campo elettrico dell’ambiente sia favorevole. Il campo elettrico concorre anche allo sviluppo dell’attività cerebrale. (Scienza & Vita Nuova n. 3, pag. 4, Marzo 1981, Ed. Rusconi, Editori Associati, Milano)

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 65-66

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Precauzioni nell’applicazione dei CEM

L’applicazione del campo elettrico è controindicato nelle piaghe da decubito, in quanto, polarizzando le cellule si rallenterebbe il processo amitotico, risanatore, mentre fino alla conclusione dell’opera di cicatrizzazione le cellule devono essere depolarizzate.

E’ controindicato anche sul tumore alla laringe, in quanto richiama un rapido e notevole afflusso di sangue che potrebbe causare un rigonfiamento della massa tumorale e impedire la respirazione.

L’applicazione in loco sarebbe di giovamento nella terapia delle forme ischemiche, mentre per ridurre  un pericolo emorragico o in caso di aneurisma sarebbe opportuno richiamare il sangue in altre sedi corporee.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 72-73

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Procedimento suggerito

Nei casi in cui un abnorme afflusso di Sangue su una superficie corporea limitata potrebbe causare danni all’organismo, considerato che il volume totale di sangue di un individuo non varia, secondo gli autori sarebbe consigliabile applicare il campo elettrico su un distretto corporeo lontano da quello da curare e capace di assorbire molto sangue, come il fegato, lo stomaco, i polmoni e la milza, procedendo poi dopo circa mezz’ora con una leggera applicazione in loco e andando avanti così fin quando il medico non ritenesse opportuna l’applicazione terapeutica diretta.                         

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 72-73

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Elenco di alcune Patologie che hanno tratto beneficio dai  CEM

Come terapia

  • Tumori
  • Artrosi
  • Cellulite
  • Sinusiti
  • Algie del trigemino
  • Mal di denti
  • Disturbi della tiroide
  • Gotta
  • Incontinenza senile (anche come prevenzione)
  • Ipotensione
  • Ipertensione
  • Scoliosi
  • Crisi cardiopatiche
  • Prostatiti

Come prevenzione

  • Calcolosi
  • Epatiti
  • Placca batterica dentale

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 70-71 

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La testimonianza della  Dr.ssa Laura Guicciardi

*Nel 1977 con l’applicazione del campo elettrico a 6-7 cm frontalmente sul mio cranio, tutti i giorni per 1 minuto, in 2-3 mesi guarii da una forma cronica di sinusite frontale, mascellare, etmoidale e sfenoidale, per la quale ero in cura da tanti e tanti anni e che mi faceva passare l’inverno sui suffumigi con dolori terribili*.  (Dr.ssa Laura Guicciardi, laureata in Scienze naturali).

Successivamente, un melanoma cresciuto improvvisamente sotto il suo occhio dx, andò quasi in remissione completa dopo l’applicazione del campo elettrico ad 1 cm di distanza per 1 minuto al giorno, tutti i giorni per circa 2 mesi. E dopo circa 3 mesi di applicazione del campo elettrico, anche il seno di una sua amica alla quale due noti professori avevano diagnosticato una mastopatia fibrocistica, ritornò perfetto!

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 7-8

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Il nostro organismo implora  Energia!

Il risultato di questi esperimenti, molti dei quali furono realizzati presso l’Ufficio Meteorologico del Piemonte, con l’appoggio e l’ausilio del compianto  Prof. Ing. Mario Barla,  fu presentato a nome di Bartolomeo Audisio e Ada Manfrino Audisio,  al “1° Convegno Internazionale sull’ambiente e sulla crisi dell’energia” che si svolse a Torino dall’8 al 12 Maggio 1974 e trasmesso al Ministero della Sanità e al Ministero dell’Ecologia del nostro Paese.     Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, pagg. 85-86                                         

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Le ricerche proseguono…                                                                           

Nei primi anni ‘80 il  Dr. Mariano Orrico  riprese gli studi del  Dr. Bartolomeo Audisio  e iniziò a sperimentare una piastra sintetica resa altamente triboelettrica per costituzione alla quale dette il nome di Lamina BIOR.

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Composizione della Lamina BIOR

La Lamina originale era composta dall’83% di PVC e dal 17%  di altre resine che servivano per dargli il giusto grado di flessibilità:

  • 83 % PVC –  Polivinilcloruro
  • 17 % PVAc – Polivinilacetato
  • Polietilene in tracce

Misure originali:

  • Lunghezza 34 cm
  • Larghezza 27 cm
  • Spessore 0,8 mm
  • Colore blu
  • Lunghezza manico composto da due bastoncini di legno leggero incollabili  (consigliato il tiglio)   cm 33 x 2,5

Fai clic per accedere a ionoterapia_unipolare-negativa_JoSho.pdf

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Proprietà della  Lamina BIOR

Secondo le misurazioni effettuate all’Istituto Galileo Ferraris di Torino nel 1979 per conto del   Dr. Mariano Orrico, in questa Lamina la costante dielettrica che è il potere di acquistare elettroni, è pari a 3,11.

A seconda delle condizioni atmosferiche, dopo opportuno strofinio, si carica da 4.000 a 29.000 volt.

In un ambiente normale la durata della carica è di circa 2 minuti.

Gli ioni negativi provenienti dalla Lamina viaggiano a 290.000 Km al secondo.

La carica pesa 0,000000000000000000000000000911 g.

Si tratta di una carica di una piccolezza estrema che unita ad una velocità elevata penetra nell’organismo e rivitalizza le cellule.

Conferenza del Dr. Mariano Orrico, tenuta a Milano in via Verdi n.2 (ang. P/zza Scala) nella Sala del Club “Planet Woman” il 4 Febbraio 2001 – https://youtu.be/fb-fYdGZ51c  (Minuto 1:30:00)

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Serie Triboelettrica

Sfregando fra loro due materiali:

Il più alto nella lista si carica positivamente.

Il più basso nella lista si carica negativamente.

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Dr. Mariano Orrico

(Voghera 1921-2007)

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Lamina BIOR

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Carica della  Lamina BIOR

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Lamina BIOR – Testimonianze

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Battipaglia 1986  –  La storia della Sig.ra  Maria Barba, consorte dell’Avvocato  Vincenzo Barba

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Testimonianza del  Dr. Leopoldo Di Lucia (Radiologo) 

Link del Video: https://youtu.be/2vvwqKLmoAw

Testo dell’intervista

Intervistatore: Voglio fare una domanda perché ha visto già delle radiografie della signora Maria Barba, moglie dell’avvocato Barba, appunto, che era affetta da un tumore ai polmoni, quindi irreversibile, era maligno e  non c’era più niente da fare e la signora si è curata con la lamina, voi avete già visto le radiografie che sono state effettuate dopo, quindi a guarigione avvenuta e appunto volevo sapere cosa ne pensa, da radiologo, vedendo queste radiografie, cosa pensa di questa guarigione avvenuta così con la lamina, ecco, senza medicine, senza ricorrere alla medicina ufficiale, se così vogliamo dire.

Risposta: Si, io ho visto queste radiografie e faccio una premessa, con il permesso del marito della paziente, quindi ne possiamo parlare tranquillamente, si tratta di alcune radiografie del torace eseguite a distanza di tempo e la prima praticamente documenta un quadro effettivamente tragico, c’è una disseminazione diffusa nei vari campi polmonari in ambo i lati di noduli metastatici. Purtroppo noi radiologi quando ci troviamo di fronte a questi quadri e… la situazione è sempre la medesima perché sappiamo benissimo che il paziente in quella situazione si trova in una fase ormai tardiva per qualunque tipo di intervento”.

Intervistatore: Per come era la radiografia, per come era la situazione della signora Maria era impossibile una guarigione…

Risposta: “ecco, il quadro era disarmante, ho una certa esperienza e per tutti i controlli che ho via via, nelle migliori delle ipotesi c’è una stabilizzazione di questa diffusione secondaria e l’augurio di tutti è che appunto in ogni controllo questi noduli permangano tali e non aumentino. Invece nel caso in discussione nei controlli successivi questo numero di metastasi è diminuito fino all’ultimo controllo dove addirittura questa diffusione metastatica è scomparsa del tutto”.

Intervistatore: Da ragione di questa lamina che ha effettuato…

Risposta: “Io do la testimonianza in questo campo che si tratta certamente del medesimo paziente, quindi non è assolutamente potuto avvenire uno scambio di radiografie, è il medesimo paziente, c’è la data stampigliata sulla pellicola e quindi c’è la successione temporale, cronologica, dei vari controlli e l’ultimo praticamente testimonia la scomparsa totale di queste metastasi”.

Intervistatore: Dopo quante applicazioni, se si può sapere, è avvenuta appunto questa guarigione di queste metastasi diffuse?

Risposta: “Penso più che… ecco, la mia è una testimonianza che si riferisce alle radiografie, ora l’applicazione o meno nei tempi o nei modi…”

Intervistatore: Quindi dal lato radiologico è impossibile che ci sia stata un’assunzione di medicine, un qualcosa che poteva eliminare queste metastasi…

Risposta: “Ho visto che altre terapie che si praticano abitualmente in questi casi, le ripeto, nelle migliori delle ipotesi, c’è una stabilizzazione del quadro ed è già un grande risultato”.

Intervistatore: Allora ringraziamo il Dr. Di Lucia e il posto suo fra poco sarà preso dall’avvocato Barba che dirà in prima persona come sono andate le cose, quanto tempo è durata la cura, quante applicazioni la signora ha dovuto fare.  

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Testimonianza dell’Avvocato  Vincenzo Barba

Link del Video: https://youtu.be/2vvwqKLmoAw

Testo dell’intervista

Intervistatore: Avvocato (se tu mi consenti) io volevo… perché abbiamo detto quasi all’inizio di trasmissione che l’avvocato Barba doveva chiarire un poco la faccenda… la delicata faccenda della moglie, ecco, dopo che il Dr. Di Lucia, il radiologo, ha spiegato gli esiti, ha fatto sapere gli esiti delle radiografie, ecco, lei ci dica un poco sua moglie come stava, che… quante applicazioni ha fatte, come è avvenuto… come è avvenuta poi la quasi guarigione.

Risposta: “Quindi… io sono testimone di questa situazione e cito date e fatti. Il 3 Febbraio 1986 abbiamo fatto questa radiografia, non so se per televisione possa essere rilevata, con dei risultati sconcertanti”.

Intervistatore: Ecco, sua moglie da che cosa… sua moglie era affetta da… una neoplasia, se ho ben capito.

Risposta: “Si e volgarmente chiamata tumore maligno. Siamo stati immediatamente in ospedale dove mi hanno detto testualmente i medici: “La situazione è gravissima, tentiamo una terapia, tentiamo una chemioterapia la quale ha la funzione di arrestare solamente l’avanzata del male ma assolutamente non parliamo di guarigione. Di arrestare l’avanzata del male. E’ stata fatta, onestamente, è stata fatta la chemioterapia e dopo due giorni, esattamente il 13 Febbraio 1986 sono stato a casa del Dr. Orrico, incredulo… [il 15 Febbraio, precisazione del Dr. Mariano Orrico] io sinceramente non credevo a questa situazione, però, di fronte alle disgrazie, di fronte al male, di fronte al dramma, uno si attacca a tutto. E… mi diede questa lastra… mi disse testualmente… riporto testualmente quanto mi disse: “Se fate le applicazioni seriamente, fra tre mesi andrete a fare le radiografie e troverete le metastasi molto ridotte. Le rifarete al quarto mese e le troverete scomparse. Non vi fermate, dovete tirare fino al sento mese, solamente dopo questo tempo io posso garantire la scomparsa… la scomparsa totale del male di sua moglie”.  E mi aggiunse, disse: “Arriviamo a sei mesi perché la chemioterapia che è un veleno che state immettendo nel corpo di vostra moglie, con questa lastra oltre a combattere il male, devo combattere anche contro la chemioterapia”. Il 23 Aprile1986, dopo praticamente tre mesi, ecco qua, (due mesi e mezzo) è stata fatta quest’altra lastra, ecco qua, con risultati, mi diceva il radiologo… gran parte delle metastasi scomparse, le altre ridotte alla grandezza di una nocciola, cioè passate dalla grandezza di un arancio a quelle di una nocciola. L’Istituto presso il quale era ricoverata mia moglie, disse: “Risultato eccezionale! Però non vi illudete, perché già con la chemioterapia abbiamo avuto un risultato veramente eccezionale, ma oltre questo, riduzioni non se ne avranno”. 19 Giugno 1986, un mese fa, altre due radiografie, ne volle fare due perché non… due radiografie, scomparse, completamente, con dei residui calcificanti… tecnicamente non lo ricordo, io ho telefonato al Dr. Orrico immediatamente e lui mi ha detto: “Non mi dice niente di nuovo, a parte che vi avevo detto che questi residui non sono altro che le cicatrici della ferita, perché il tumore è una ferita interna, si è cicatrizzata e risultano queste cicatrici. Tra venti giorni rifate le radiografie e non troverete neppure quelle, perché si sarà riformato completamente il tessuto”.

Intervistatore: Dunque diciamo che quello che vi aveva detto il Dr. Mariano Orrico si è poi verificato. Quante applicazioni ha fatte durante una giornata?

Risposta: “Lui mi ha dato oltre alla lastra… mi ha dato la guida, la terapia e le applicazioni cominciavano al mattino e duravano una mezz’ora, poi alle undici, poi alle tre del pomeriggio e poi alla sera alle otto. La notte si dormiva. Volevo aggiungere una cosa ai telespettatori… sembra uno scherzo di parole, questa lastra del Dr. Orrico c’ha un fatto negativo tremendo… la pazienza… la pazienza… perché c’è tanta gente… io ho distribuito personalmente, tramite il Dr. Orrico, non meno di cento lastre a Battipaglia, dal febbraio scorso fino ad adesso, tanta gente, anzi la maggior parte di quelli che hanno avuto le lastre, ce l’hanno nel comodino come cimelio, come un soprammobile, come oggetto per dire tengo la lastra del Dr. Orrico pure io, però la pazienza, diciamo, di fare le applicazioni non c’è, assolutamente non c’è! La gente si scoccia, diciamo dopo tre o quattro giorni dice: “Va beh, questa applicazione che devo fa… adesso c’ho un appuntamento lo faccio… la faccio più tardi. Ma adesso c’è una bella trasmissione per televisione, mi vedo prima il film e poi mi faccio l’applicazione. Ma adesso c’ho sonno e poi me la faccio domani”. Etc. Se mai poi mi telefona e mi dice: “Avvocà, ma non c’è quel risultato”… Ma tu l’hai fatta? “Beh, la faccio , mah”… Per questa lastra signori ci vuole pazienza!”

Intervistatore: Ecco avvocato, io la ringrazio tanto di questo suo intervento e gli faccio tanti auguri per la sua gentile signora.

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Nei primi anni ‘80 la  Lamina BIOR viene introdotta in un Ospedale del salernitano. Segue la testimonianza del  Prof. Carmine Sarno, Direttore del Centro Chiroterapeutico Salernitano. 

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Il  Prof. Carmine Sarno dichiara che la Lamina BIOR funziona!

Link del Video:  https://youtu.be/2vvwqKLmoAw

Testo dell’intervista

Intervistatore: Io voglio fare una domanda,ad esempio, al nostro simpatico ottantenne, il professore Carmine che per anni ha diretto… parecchi anni eh, ha diretto il Centro Chiroterapeutico Salernitano. Adesso da qualche mese si è messo un po’ a riposare, era anche giusto che… visto che voi avete avuto dei pazienti che avete curato appunto con la lamina Bior, voglio sapere se è stata un’esclusività adoperare questa lamina dentro il suo Istituto oppure se avete anche adottato altre forme di guarigione a seconda dei casi che si presentavano e la diversità, soprattutto la diversità che c’è stata  nelle guarigioni e quindi… oppure dei miglioramenti nei casi tra la lamina e gli altri casi, ecco, siccome voi trattate appunto chiroterapia, no? Sono dei sistemi che non tutti conoscono, comunque che si praticano solo in questi casi e solo in questo Istituto. Quindi la diversità di questi interventi e come…cosa ne pensa il paziente, come reagisce il paziente di fronte a queste applicazioni.

Risposta: “guardi che l’altra sera avrei voluto al posto mio, proprio gli stessi pazienti curati con questa lamina del caro Dr. Orrico, ma l’ho saputo appena appena ieri sera e non sono riuscito a trovare altri pazienti da portare qua a testimoniare. Quelli che sono stati curati con la lamina, le cure chiropratiche o fisiche non valevano niente perché io ho curato tutte altre.. altri disturbi ai miei pazienti e li  ho curati gratuitamente, il Dr. Orrico lo sa e lo sanno tutti. Ora io ho curato… ho avuto la prima volta questa prova: una signora di Valle della Lucania che veniva a curarsi per artrosi mi confidò che era preoccupata e aveva avuto disturbi al cuore, il cardiologo aveva trovato quel disturbo… le conviene farsi vedere… e proviamo questa lastra, erano pochi giorni che ero andato a prenderla, una donna di 44/45 anni che aveva tre figli, aveva allattato lei personalmente, quindi applicai questa lastra sulla parte sinistra, sul cuore. Dopo una diecina di giorni mi disse che era stata dal cardiologo. “Sto bene, non ha trovato niente, può darsi che era un disturbo nervoso”… Un disturbo nervoso, va beh, non ci badai. Però dopo un’altra diecina di giorni venne dalla Valle della Lucania apposta, allarmata, perché aveva notato che  il seno sinistro era diventato più turgido dell’altro. E allora mi convinsi maggiormente che effettivamente questa lastra rigenera le cellule, funziona, funzionava. Uno dei tanti casi”.

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Elenco delle patologie trattate dal  Prof. Carmine Sarno

Link del Video:  https://youtu.be/2vvwqKLmoAw

Testo dell’intervista

Intervistatore: Indifferentemente appunto dai mali che ha tutta questa gente che telefona, una cosa è chiara, questa lamina cura tutto!

Risposta: “Patologie non provocate da microrganismi!”

Intervistatore: l’importante è che una cellula sia viva?

Risposta: “Noi rivitalizziamo la cellula, poi dopo spiego come avviene questa rivitalizzazione che è fondamentale”.

Intervistatore: Ecco, glielo faremo spiegare fra un istante perché se non erro    stava per concludere il suo intervento il professore…

Risposta: “Stavo dicendo i principali disturbi che ho curato e che mi hanno dato risultati meravigliosi. Una signora senza ciglia che aveva preso appuntamento in Spagna con uno specialista, con la lastra son ricresciute le ciglia. La ragazza con il seno quasi piatto, con le applicazioni i seni sono cresciuti. Ho curato la tiroide, una ragazza aveva il gozzo, addirittura con la lastra si è ritirato, andò a Bologna per l’operazione e il professore disse: “Qui non c’è più niente da fare, non è necessario”. Poi…

Intervistatore: Mi pare che una bambina doveva essere operata…

Risposta: “Una bambina doveva essere operata… doveva essere operata alle tonsille, aveva la velocità alta, con questa lastra la velocità è scesa ed è stata operata. Ho curato le lesioni ovariche, ho curato il diabete, ho curato la leucemia, ho curato l’anemia mediterranea, ho curato la sinusite, i nervi del trigemino, ho curato anche l’astigmatismo. Portava gli occhiali perché non ci vedeva quasi niente, specialmente per le scale, dopo pochi giorni: “Mi sento già… sto bene!” Ha fatto fare anche un controllo e l’asse (io non sono un medico oculista) l’asse che stava in mezzo è scesa di 90° proprio giù. Ma poi ho curato la prostatite, l’incontinenza urinaria delle donne e anche tante altre cose”.

Intervistatore: Professore,  io la ringrazio per questo suo intervento.

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La storia di  Vincenzo Brunetti raccontata sulla rivista  ”Visto”  dalla giornalista Paola Giovetti, nella rubrica  *Ai confini della realtà *  il 18.11.1994 (Estratto) http://www.vincentbrunetti.it/rassegna_stampa/visto_18111994.pdf

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Vincenzo Brunetti all’età di 45 anni, insieme al  Dr. Mariano Orrico, mentre testimonia i risultati ottenuti con la  Lamina BIOR.

Link del Video:   https://youtu.be/5GE0nnVyhE0 – 11.11.1995

Testo dell’intervista

Vincent: “Quando, praticamente ebbi questa operazione, io eh… avevo capito che ormai non c’era da fare più niente. Poi lessi un articolo su “Visto” e si parlava di Mariano e gli telefonai immediatamente e lui praticamente mi confermò che la guarigione sarebbe potuta avvenire. Ma la mia guarigione sai, non è come uno che si è fatto un taglio alla mano, dice… oppure non so, un incidente che uno si spacca un osso e poi va in ospedale, gli mettono il gesso e guarisce. Qui c’era da ricostruire un organo, c’era da ricostruire una gamba che non c’era più, per cui la cosa cominciava un po’ a preoccuparmi… ma sarà vero, non sarà vero… ecco, vai, facciamola! Per cinque o sei giorni ho insistito a fare questa cosa. Il quinto giorno ho visto pulsare il tendine della gamba sinistra, aspettate un attimo eh… Mariano, tocchi la parte proprio qui… cosa che prima non c’era assolutamente; venga signora tocchi qui, non c’era niente, non c’era proprio… non c’era proprio! Questa parte qui era elastico. Prima non c’era niente, poi ho visto che pulsava, faceva pup, pup, come quando si tocca il polso, no? Quando ho sentito queste pulsazioni elettriche dentro li, ho detto: “Questa funziona! Qui, funziona!” Eh… Ho telefonato a… ma piangevo come un bambino quando ho telefonato, a 45… 44 anni. Ma cosa succede qui… sento questo, ma lui  (Mariano) lo sapeva già però eh… lui sapeva tutto quanto: “Ma io lo sapevo!” Ha detto. “Tu sbloccherai la poliomielite!” Mariano ma io non pretendo questo, volevo togliere la ferita sotto al piede…, non si chiudeva più, perché il taglio non si chiudeva perché mancava proprio… mancava il sangue sotto al piede, eh… la cosiddetta ischemia, no? Quindi assenza di sangue. Allora lui mi ha detto… piano piano ho cominciato a capire che non si sarebbe chiusa la ferita se non si sarebbe sbloccata la poliomielite… è vero Mariano? E tutta la porcheria che ci stava dentro, poi con il tempo è scoppiata questa cosa qui che mi sono anche spaventato, è uscito fuori dal piede tutto un liquido verde, brutto, puzzolente, una cosa disgustosa, un mese di schifo e di porcherie, l’anno scorso. E in sei sette mesi fa, due volte ha fatto questa uscita, perché evidentemente c’era tutta questa porcheria che non riusciva ad uscire fuori. Adesso il piede grazie a Dio non mi fa più male perché si è chiusa la ferita, è rimasto proprio questo pezzettino di callo così che si sta ammorbidendo attimo per attimo con il flusso elettrico che il piede continua a muoversi, a elettrizzarsi e quindi avendo visto i risultati  io ho intensificato la terapia. Ecco perché sono venuto, ho fatto 1.100 km proprio per dare la testimonianza a Mariano che la sua terapia funziona, perché se non avesse funzionato, certamente io due anni del mio tempo sul letto a passare non so… quattro o cinque ore… avrei fatto altre cose, magari avrei dipinto sulla sedia a rotelle, questo è quello che faccio nella mia vita, ma certamente non l’avrei più fatta. Avendo visto che funzionava mi sono entusiasmato e l‘ho continuata a fare. Avete visto l’elasticità, che scatto fisico che ho e tutto questo io lo devo alla corrente, all’elettricità. Adesso io stesso nel mio paese, nei dintorni che molti mi vedono danzare, che prima questo non lo facevo, si sono meravigliati e hanno voluto sapere chi è Mariano e stiamo cercando di organizzare anche li qualche cosa, di conseguenza, nel giro di tre o quattro mesi possiamo fare un’altra riunione, perché c’è tanta gente che soffre e soltanto chi ha sofferto, come diceva la Roberta, può capire un’altra persona che ha sofferto. Comunque è molto difficile far capire agli altri queste cose, perché se non si fa l’esperienza personale, le altre persone non possono capirlo. Vi faccio l’esercizio più bello e divertente e poi dopo mi congedo, anche Mariano… Roberto andiamo dopo?”

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Vincenzo Brunetti nel 2019 all’età di 69 anni, presso Vincent City, il suo Eremo di Guagnano (Le) 

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4 Febbraio 2001 – La testimonianza di un altro paziente

Link del Video: Conferenza del Dr. Mariano Orrico, tenuta a Milano in via Verdi n.2 (ang. P/zza Scala) nella Sala del Club “Planet Woman” il 4 Febbraio 2001 –  https://youtu.be/fb-fYdGZ51c

Testo dell’intervista

Paziente: “Avevo un tumore al polmone sinistro grosso 8 cm e 2 mm. Tre metastasi: una in gola, una al polmone destro e una al rene sinistro, grosse come una nocciola. In quattro mesi si è fermato tutto e hanno iniziato a restringersi. Dentro al polmone sinistro c’è dentro il tumore che è di 6 cm e non più di 8 cm. Non sento più niente, vado a lavorare normalmente… prima ero una larva umana, sono diminuito di peso 14 Kg nel giro di quattro mesi… figuratevi un po’. Era positivo, perché ho le prove che era positivo, mi hanno fatto le broncoscopie con il prelievo e gli esami del sangue ed era positivo. Il Dr. Orrico mi disse che in 30 giorni… 25 o 30 giorni, di cellule tumorali non ne avrebbero più trovate… mi hanno fatto le biopsie dopo 31 giorni ai due polmoni e il risultato è negativo per cellule tumorali. Questo è il San Matteo di Pavia non un ospedale qualsiasi. Mi chiamano, vogliono che vada là a rifare un’altra Tac con la biopsia e mi dice il Dr. Manara, primario lì a Torino: “Vieni su subito Giovanni perché non può un tumore talmente positivo diventare negativo nel giro di un mese, va sempre avanti”. Ho detto che non ho preso nemmeno un’aspirina da due anni e con questa micro elettricità e la dieta che mi ha dato da fare sto bene, vado a lavorare, mi alzo alle cinque al mattino e torno alle sette la sera e per me il tumore è debellato. Però ci sono state testimonianze [di persone] che dopo di me sono andate perché ho fatto molta pubblicità… con dei dolori, con dei tumori… così che… per un motivo o l’altro non sono venute ma… tante, tante che sono guarite. E’ impegnativo, perché vi dico che è impegnativo… per quattro mesi mi rubavano… non mi rubavano ma mi hanno impiegato sei ore al giorno come cura, come impegno… però ne è valsa la pena”.  

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2007 –  Dalla Lamina BIOR  al Dispositivo IONIFLEX

Uso  Professionale

Uso  Domestico

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Intervista al Ricercatore  Giuseppe Mauro

“Proseguendo negli studi, sono venuto a contatto con il Dr. Orrico, appassionato ricercatore in biofisiologia, che con la sua lamina caricata manualmente riusciva ad inviare direttamente alla cellula un flusso molto intenso, seppur di breve durata, di ioni negativi con il risultato di ripristinare ed incrementare l’energia vitale. Ottimo sistema che richiedeva, però, un grande impiego di tempo e di volontà di applicazione. Per vent’anni ho collaborato con il Dr. Orrico nella ricerca di un sistema meno complesso, più semplice ed affidabile per generare gli ioni negativi. Dopo una grande quantità di ricerche, sperimentazioni e prototipi, nel 2007, anche con l’assistenza della Dott.ssa Consuelo Lopez e l’aiuto di qualificati ingegneri biomedicali, ho messo a punto il  dispositivo IONIFLEX.” (Certificato CE ed approvato del Ministero della Salute)  [Estratto dalla rivista Nexus n. 95-2012]

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Le macchine elettrostatiche –  Cenni storici

Questi apparecchi venivano usati già nel ‘700 e il loro utilizzo è proseguito fino ad inizio ‘900.

Erano macchine ad induzione elettrostatica per strofinio,  tipo quelle di  Nairne, Wirmshurst e Carrè.

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Il precursore della  Medicina quantistica

Royal Raymond Rife, Medico specializzato in batteriologia.

(Elkhorn, Nebraska, U.S.A.,16 Maggio 1888 – El Cajon, California, U.S.A., 5 Agosto 1971)

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Risonanza e  frequenze

Nel 1933  Royal Raymond Rife, medico specializzato in batteriologia, con il suo microscopio a campo oscuro riuscì ad osservare gli  agenti patogeni di alcune malattie mentre soccombevano dopo averli esposti a particolari frequenze.

Con queste sperimentazioni è stato scientificamente provato che ogni  virus, batterio o tipo di tossina, ha la sua propria frequenze e che per ogni microrganismo vi è una frequenze che gli è letale.

Rife scoprì che impiegando frequenze elettromagnetiche era possibile eradicare in modo  totale e persino definitivo, infezioni anche in forme estreme di vastissime tipologie, lasciando inoltre del tutto inalterati i tessuti e gli organi circostanti.

Tratto da un articolo nel Journal del Franklin Institute

Alla fine degli anni ’20 Rife sviluppò un generatore di frequenze con il quale trattò con successo, nei primi anni ’30, mille pazienti a cui era stato diagnosticato un cancro incurabile. A seguito di questo risultato eccezionale la University of Southern California nominò un comitato speciale di ricerca medica, il Special Medical Research Committee, per portare pazienti malati di cancro terminale  dal Pasadena County Hospital al laboratorio e clinica di Rife a San Diego, perché ricevessero la  terapia.

Il team includeva medici e patologi che erano incaricati di esaminare i pazienti per 90 giorni, se fossero stati ancora in vita. Dopo 90 giorni di trattamento il Comitato concluse che l’86.5% dei pazienti era stato completamente curato. Fu poi trovata una modalità di trattamento ed anche il restante 13.5% dei pazienti rispose positivamente nelle successive 4 settimane. Quindi il tasso di guarigione totale con l’uso della tecnologia Rife raggiunse il 100%.

Gaetano Arcovito, Note Facebook, 11 Giugno 2015

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Frequenze di alcuni microrganismi (Royal Raymond Rife)

•        Ascaridi 408 Khz

•        Candida 386 Khz

•        Campylobacter 355 Khz

•        Citomegalovirus 409 Khz

•        Clostridium Botulinum 362 Khz

•        Colibacilli alcuni 356 Khz altri 393 Khz

•        Giardia 424 Khz

•        Muffe di fango, gli organismi più primitivi 77 Khz

•        Mycobacterium Tuberculosis 432 Khz

•        Salmonella 329 Khz

•        Scabbia 735 Khz

•        Stafilococco aureus 378 Khz

•        Streptococco Beta 385 Khz

•        Tenia vari tipi: 448 ->481 Khz

•        Treponema 347 Khz

•        Virus Epstein Barr 380 Khz

http://www.procaduceo.org/it_strum/rife.htm

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Applicazione delle  Frequenze elettromagnetiche

Con un apparecchio ideato nel 1924 dall’Ingegnere russo J. G. Lakhovsky generatore di oscillazioni di una lunghezza d’onda di circa 2 metri che corrispondevaa 150.000.000 di vibrazioni al secondo (Hz), J. Magrou e il Chirurgo A. Gosset dell’Istituto Pasteur di Parigi, duplicarono l’esperimento di J. G. Lakhovsky, ottenendo la guarigione del Pelargonium (una pianta di geranio) divenuto canceroso dopo l’inoculazione del Bacterium tumefaciens. L’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple di J. G.Lakhovsky fu usato con successo in cliniche francesi, svedesi e italiane per curare escrescenze cancerogene e lesioni prodotte da ustioni da radio, gozzi e una gamma di malattie ritenute incurabili.

Lakhovsky si trasferì a New York nel 1941. Il reparto di fisioterapia di un grande ospedale di New York usò il suo Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple per curare con successo artrite, bronchite cronica, lussazione congenita dell’anca e altre affezioni. 

Quando Lakhovsky morì nel 1942, egli aveva gettato le basi della radiobiologia; tuttavia, la classe medica non volle dare seguito alle sue scoperte e oggi l’uso dell’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple per trattamenti medici è ufficialmente proibito dal Ministero della Sanità americano.

Nicola Brunori: La medicina e la teoria elettronica della materia – I nuovi concetti di diagnosi e di cura del Dott. Albert Abrams (1927) p.518

Già a quell’epoca J. G.Lakhovsky sosteneva che la cellula era un risonatore vivente. Quindi considerando la vita come un’armonia di vibrazioni, è facile comprendere come essa possa essere alterata o soppressa da qualsiasi circostanza che provochi uno squilibrio oscillatorio, specialmente per l’irradiazione da parte di certi microbi che annulla quella delle cellule più deboli e meno resistenti.

A tutti sono note le proprietà elettriche dei germi patogeni, i quali immersi in un liquido conduttore di elettricità e in cui passi la corrente, si dispongono in modo che alcuni vanno verso il polo positivo e altri verso il polo negativo. I germi che vibrano alla stessa frequenza della cellula sono per essa inoffensivi, perché non ne modificano la lunghezza d’onda.

Molti invece sono nocivi perché dotati di proprietà elettriche diverse e vibranti su di un’altra lunghezza d’onda e modificano quindi per induzione forzata l’equilibrio oscillatorio delle cellule.

E’ necessario che l’ampiezza dell’oscillazione cellulare abbia un valore sufficientemente grande affinché l’organismo sia in un buono stato di difesa contro l’irradiazione offensiva di certi microbi.

Il microbo che vibra ad una frequenza inferiore o superiore a quella delle cellule dell’organismo, produce uno squilibrio oscillatorio nell’essere vivente. Per cui la cellula è costretta a vibrare in condizioni differenti da quelle che le impone la sua esistenza ed è obbligata a modificare l’ampiezza o la frequenza della propria vibrazione che il microbo soffoca più o meno completamente: è diventata una cellula malata.

Per guarirla è necessario imporle una radiazione di frequenza e di ampiezza conveniente, la quale, ridonando alla cellula l’energia che le manca, le renda la salute e la riconduca allo stato normale primitivo. L’azione di questa radiazione ausiliaria annulla e controlla l’azione nefasta del microbo.

Nicola Brunori: La medicina e la teoria elettronica della materia – I nuovi concetti di diagnosi e di cura del Dott. Albert Abrams (1927) p.518 e seguenti.

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Rife e Lakhovsky avevano ragione!

Il fisico tedesco Prof. F. A. Popp fondatore dell’Istituto Internazionale di Biofisica a Neuss (1996) ha dimostrato che tutti i processi vitali sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche che sono preposte ai processi biochimici. Alla base di ogni malattia c’è un disturbo del campo elettromagnetico. Le oscillazioni prodotte dai sistemi organici possono essere trasformate in oscillazioni terapeutiche mediante apparecchiature di Biorisonanza, già presenti sia in Italia che all’estero, le quali hanno lo scopo di ripristinare la funzionalità dei sistemi di regolazione dell’organismo.

Le emissioni fotoniche di basso livello originano da campi elettromagnetici coerenti delocalizzati, strettamente associati con i processi metabolici. L’emissione fotonica dell’uomo è estremamente debole ma esiste e va dai 10 ai 1000 fotoni al secondo, prodotti dal normale funzionamento delle cellule. Alla base di ogni malattia c’è un disturbo del campo elettromagnetico. Ogni cellula vivente è un risonatore elettromagnetico in grado di emettere e riassorbire radiazioni di frequenza molto alta.

Il risonatore-chiave all’interno della cellula è la catena del Dna la cui elica, con la propria frequenza oscillatoria, rappresenta un produttore, un accumulatore e un emettitore di fotoni. Tale emissione è direttamente proporzionale alla salute delle cellule. Piergiorgio Spaggiari, Caterina Tribbia: Medicina quantistica (La medicina attraverso la fisica dei quanti) Tecniche Nuove 2016, pp.158/159

Fra i precursori di questo approccio terapeutico il Dr. Royal Raymond Rife merita una menzione particolare.

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La terapia israeliana uccide le  cellule Tumorali cerebrali  con i   campi elettrici

I primi risultati sulle colture cellulari, studi su animali e fasi umane iniziali ottenuti con l’applicazione di campi elettrici hanno mostrato che, rispetto ai dati storici, il dispositivo Novo-TTF-100A (Optune) di Yoram Palti, professore emerito di fisiologia e biofisica presso il Technion Israel Institute of Technology,  ha più che raddoppiato i tassi di sopravvivenza globale mediana nei pazienti con Glioblastoma Multiforme Ricorrente,  il tipo di tumore del cervello più maligno e aggressivo .

https://www.israel21c.org/israeli-therapy-kills-brain-cancer-cells-with-electrical-fields/

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Studi clinici di fase III

Queste ricerche sono state rese note nell’articolo della rivista Proceedings of National Academy of Sciences (PNAS) del  12.06.2007.

Sulla base di questi risultati, la FDA  (Food and Drug Administration) nell’Aprile 2011 ha promosso uno studio clinico di fase III per il Glioblastoma Multiforme Ricorrente.

Finora, almeno in laboratorio, tutti i tipi di tumori trattati con una frequenza di 100 KHz sono stati sensibili ai campi elettrici e quindi speriamo che si possano trattare tutte le forme di cancro.

https://www.israel21c.org/israeli-therapy-kills-brain-cancer-cells-with-electrical-fields/

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Con il  campo elettrico la sopravvivenza si allunga

A seguito dei risultati degli studi di fase III randomizzati che hanno riportato un vantaggio di 3 mesi nella sopravvivenza globale e sopravvivenza libera da progressione quando aggiunto alla chemioterapia con temozolomide, il 05.10.2015 Novo-TTF-100A (Optune) è stato approvato dalla FDA per il Glioblastoma Multiforme Ricorrente di nuova diagnosi e l’uso di questo dispositivo è stato approvato negli Stati Uniti e in Europa.

https://www.israel21c.org/israeli-therapy-kills-brain-cancer-cells-with-electrical-fields/ https://en.wikipedia.org/wiki/Alternating_electric_field_therapy

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2007 – Dispositivo   Novo-TTF-100A  (Tumor-Treating Fields)

https://www.israel21c.org/israeli-therapy-kills-brain-cancer-cells-with-electrical-fields/

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2010 – Dispositivo   ECCT  (Terapia elettro-capacitiva)

Successivamente, nel 2011, il fisico indonesiano Warsito Purwo Taruno, perfezionò una tecnologia a onde elettriche statiche,  realizzando una Terapia elettro-capacitiva  (ECCT) per il cancro al cervello e per il cancro al seno.    Le due onde di elettricità statica a batteria hanno dimostrato di essere in grado di uccidere completamente le cellule tumorali in soli due mesi.

Nel 2012  il dispositivo ECCT è stato brevettato in Indonesia.

https://id.wikipedia.org/wiki/Warsito_Taruno

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La medicina integrata dalla fisica

Piergiorgio Spaggiari,  fisico e medico, già docente universitario e ricercatore del CNR, già direttore generale di importanti aziende ospedaliere della regione Lombardia.

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La  Ionorisonanza  Ciclotronica

Il Dr. Spaggiari utilizza una macchina di Risonanza Ciclotronica che è stata sviluppata da alcuni fisici italiani e che si basa su una legge del fisico russo Liboff, il quale ha scoperto un principio che permette alla cellula dell’organismo umano di riassorbire ioni persi in varie circostanze. Il riassorbimento avviene quando le cellule vengono immerse in un campo magnetico permanente ultra debole al quale viene sommato un campo magnetico variabile, la cui frequenza è pari alla frequenza di rotazione dello ione che deve essere riassorbito. L’intensità dei campi è una intensità molto bassa, nell’ordine di grandezza del campo elettromagnetico terrestre.

http://www.claudiopoggi.it/claudio-poggi-ionorisonanza-ciclotronica-prof-liboff.html

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2010 – Apparecchiatura Ciclotronica   Quec-Phisis

I neuroni sono dei Fili elettrici: la mielina è un isolante

Link del Video: https://youtu.be/xQ4ifV1ep3M

Testo dell’intervista

Dr. Piergiorgio Spaggiari: “Mah… il fatto che ad esempio un arto inferiore non funziona più ed io non riesco più a muovere il piede…eh… vuol dire che il segnale del neurone parte dal cervello in maniera corretta, arriva fino ad un certo punto e poi c’è un’interruzione ed è quello che abbiamo… noi con i neurologi che hanno studiato questo fenomeno, perché questa è una specialità che va nella specialità della neurologia… abbiamo scoperto che il segnale neuronale è come un filo elettrico e nel filo elettrico… dentro, qui nel filo, passano gli elettroni, gli elettroni sono quelli che permettono di accendere la lampadina. Ma se il filo perdesse la parte esterna che è l’isolante che cosa succederebbe?… Che noi abbiamo i fili dentro i muri, poi i fili arrivano alla lampadina e a questo punto, se la guaina che protegge il cavo interno si guasta, gli elettroni non arrivano alla lampadina ma si disperdono dentro il muro e quindi gli elettroni non vanno e i neuroni fanno la stessa cosa: se c’è una perdita di questo isolante che si chiama mielina eh… il segnale neuronale non va più, arriva lì e al posto di proseguire la sua corsa verso l’estremità del piede per farlo muovere non ci arriva e quindi il piede non si muove più. E che cosa abbiamo notato noi? Abbiamo notato che se facciamo fare la Risonanza Magnetica Ciclotronica che va ad agire… dove? Perché questo è il quesito: “Cosa fa il campo elettromagnetico ultra debole che vi ho spiegato?” Agisce sull’acqua! L’acqua del corpo umano non è un buon conduttore, anzi, ma nel momento in cui io metto il mio paziente dentro la Risonanza Magnetica Ciclotronica, l’acqua che circonda questo sistema, chiamiamolo neuronale, elettrico, simile elettrico, eh… diventa un ottimo conduttore! E chi è che lo fa diventare conduttore? Vuol dire che noi riusciamo ad organizzare l’acqua in Domini di coerenza. Dentro questo Dominio di coerenza l’acqua diventa incredibilmente conduttrice e quindi il segnale arriva lì [e questa potrebbe essere la tesi dello Spaggiari] arriva lì dove c’è l’interruzione, trova un Dominio di coerenza dell’acqua che diventa maledettamente conduttore e quindi fa una specie di ponte che ricollega la parte di sopra con la parte di sotto. Questo è ancora tutto da dimostrare, ma è una considerazione senz’altro scientifica sulla quale varrà la pena di andare fino in fondo!”.

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Sangue e campo elettrico

SaSahttps://www.centro-salute.org/trattamenti/ionorisonanza-ciclotronica-

Se nel nostro organismo l’energia diminuisce  si altera il pH e gli eritrociti si aggregano tra loro come tante piccole monetine (Impilamento) limitando il trasporto di ossigeno e il flusso delle cellule nei capillari.

Con l’applicazione del campo elettrico l’energia aumenta, gli eritrociti si respingono e si separano di nuovo, si riequilibra il pH e riprende lo scambio di ossigeno. https://slideplayer.it/slide/1483023

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Conseguenze della mancanza di  Energia

Pearl Laperla, Dr.ssa in medicina ed immunologia (Nevada-USA)  esaminando una goccia di sangue con un microscopio speciale, ha osservato gli eritrociti impilati a causa della perdita della loro carica elettrica… Queste formazioni sono state osservate nelle malattie cardiovascolari, nelle artriti e nelle malattie polmonari.

In queste condizioni è difficile trasportare l’ossigeno e secondo  Otto Heinrich Warburg premio Nobel per la Medicina nel 1931: “Privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in un cancro”.

Nello sfondo: Bioluminescenze delle forme di vita acquatiche

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I Globuli rossi e  l’Energia

Link del Video: https://youtu.be/mB0KG7RDlVc – 22 Maggio 2017 (N.B: Questo link non risulta più attivo, ma il video è ugualmente visionabile perché è inserito all’interno dello Slideshow)

Testo dell’intervista

“Questi sono i globuli rossi che si sono saldati assieme perché hanno perso la loro carica elettrica, si sono incollati come in una pila di monetine uno sull’altro. In questa zona si trova una grossa coalescenza, queste conformazioni sono collegate alle malattie cardiovascolari, alle artriti e alle malattie polmonari”. La dottoressa offre al paziente un po’ d’acqua strutturata, in dodici minuti la dottoressa preleva al paziente un campione di sangue da analizzare. “Qui potete osservare che le cellule sono diventate più vitali, più dinamiche. Hanno recuperato la loro carica elettrica in modo da respingersi una dall’altra, permettendogli di trasportare l’ossigeno. Possiamo osservare che al centro delle cellule si è formato un nuovo nucleo. Penso che è veramente meraviglioso che l’acqua o semplicemente bevendo l’acqua ciò possa accadere”.

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Gli  Alieni  che sono in noi

Noi conviviamo con una grande quantità di piccole forme di vita di origine vegetale (Bioni) che sono capaci di darci la vita o la morte a seconda di ciò che mangiamo, unitamente al campo elettrico nel quale siamo immersi. Quando l’equilibrio è compromesso i Bioni mutano la loro forma e divengono potenziali generatori di malattie.

Se un Bione vibra ad una frequenza inferiore o superiore a quella delle cellule dell’organismo, produce uno squilibrio oscillatorio nell’essere vivente. Per guarire una cellula malata è necessario imporle una radiazione con una frequenza capace di riportarla in equilibrio per risonanza.

Nicola Brunori: La medicina e la teoria elettronica della materia – I nuovi concetti di diagnosi e di cura del Dott. Albert Abrams (1927)

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I Bioni   e il ruolo dell’Energia

Secondo una ricerca del Dr. Niedermayer  citata dal Dr. Nader Butto, medico e scrittore israeliano,  l’attrazione magnetica fra i vari Bioni   è possibile quando la carica elettrica del colloide diminuisce e un Bione  si attacca all’estremità di un altro per formare una struttura a forma tubolare che è stata descritta per i batteri leptotrichia buccalis. (Patogeno scoperto da  Günther Enderlein).

Quando la carica elettrostatica viene aumentata, la repulsione elettrostatica prevale sulle forze attrattive di van der Waals (chiamate così in onore dello studioso  Johannes Diderik van der Waals che ne formulò la legge nel 1873) e i vari Bioni si separano l’uno dall’altro per formare di nuovo dei Bioni liberi. 

http://regulat.it/approfondimenti/relazioni/la-natura-dei-bioni-dr-nader-butto

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Campo elettrico e Campi di torsione

Non esiste un campo elettrostatico od elettromagnetico senza una componente di torsione (G.I. Shipov).

In presenza delle onde torsionali i campi elettromagnetici, la  radioattività  e la gravità subiscono alterazioni e il tempo può risultare accelerato o rallentato!

Esiste un’interazione tra campi di torsione e sistemi biologici.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm 

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Emissione di onde di forma (Campi di torsione) 

II Dr. Nikolai Kozyrev (1908-1983) provò l’esistenza dell’Etere. Questa energia non è elettromagnetica e non riguarda la gravità. Si tratta di un‘onda non –Herziana perché non obbedisce alla teoria classica di Herz e Maxwell  e viaggia attraverso il vuoto miliardi di volte più veloce della luce. E’ stata chiamata onda di torsione perché forma un percorso a spirale. Secondo il ricercatore indipendente David Wilcock, questa onda di torsione  traccia una perfetta spirale   PHI.

http://fisicaesotericaspirituale.blogspot.com/2011/04/vibrazioni-eteriche-i-campi-di-torsione.html

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La spirale  PHI  dell’onda di torsione

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Il numero  Φ (= PHI) 1,618 (Rapporto aureo)

La Sezione aurea  (altrimenti denominata rapporto aureo o numero aureo o costante di Fidia o proporzione divina)  nell’ambito delle arti figurative e della matematica, indica il numero irrazionale 1,6180339887… ottenuto effettuando il rapporto fra due lunghezze disuguali.

Il gruppo di  A.E. Akimov  all’Istituto di Fisica dell’Accademia Ucraina delle Scienze e all’Università di Chernovitsky  ha condotto una ricerca dalla quale è emerso che i migliori generatori passivi di campi di torsione sono  costituiti da coni formati secondo il rapporto  PHI.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm 

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Le onde torsionali forniscono solidità alla Materia

II Dr. Nikolai Kozyrev notò che tutti gli oggetti fisici assorbono ed irradiano onde di torsione a forma di spirale.

Un oggetto, se viene ruotato o scosso ad altissima velocità, perde peso e le onde torsionali che ne sostengono la solidità vengono rimandate nell’Etere. La materia quindi non sarebbe altro che energia compressa.

La vibrazione delle  onde torsionali si avvicina a quella del verde negativo. Utilizzando la frequenza del verde negativo puro si mummificano e si sterilizzano i tessuti, distruggendo i microrganismi responsabili della putrefazione.

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Proprietà del  verde negativo

Quando si parla genericamente di verde negativo si sottintende una fascia di raggi radioattivi  intensissimi, compresi tra l’infrarosso e l’ultravioletto. Si tratta della vibrazione più corta e più potente dell’Universo.

Il verde negativo puro è la vibrazione più importante anche per specifici usi nelle terapie oncologiche del prossimo futuro. I medici del XXI° Secolo opereranno in questo modo.

Infatti, se usando il v – puro si mummificano i tessuti, con il v – non puro (ad esempio sulla frequenza ”alfa”) si cura il tumore senza mummificare.

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I generatori  passivi di  campi di torsione

Alcuni ricercatori come Veinik, V.S. Grebennikov, Yu.V. Tszyan Kanchzhen, I.M. Shakhparonov, A.A. Beridze-Stakhovsky, A. Golod, V. Krasnoholovetz, Joe Parr ed altri hanno studiato gli insoliti effetti dimostrati da oggetti dalla forma speciale come piramidi, coni, cilindri, triangoli piani ecc.

In particolare Joe Parr ha scoperto che ogni struttura piramidale è circondata da un campo di energia sferica  e garantisce una potente emissione di verde negativo al centro del solido.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm 

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Piramide e campi di torsione

Il centro esatto di questo  globo di energia  corrisponde alla posizione della Camera della Regina nella Grande Piramide di Giza.

Joe Parr ha scoperto che in particolari condizioni la forza di questo globo agisce in sincronia con le proporzioni PHI delle onde di torsione che vi scorrono all’interno, indipendentemente dalle fasi lunari e dal comune ciclo di undici anni delle macchie solari che normalmente ne fanno variare la forza e la larghezza. http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm 

Gli esperimenti sulle piramidi di Joe Parr

Joe Parr ha una laurea in legge ed ha anche oltre 40 anni di esperienza come ingegnere elettronico. L’interesse di Parr per la ricerca sulle piramidi è nato inizialmente nel suo incontro con George Van Tessel, uno dei primi contattisti [coloro che affermano di essere stati contattati da alieni, n.d.t.], negli anni ’50, che lo ha informato a proposito degli esperimenti sul “potere della piramide” di Pat Flanagan che hanno dimostrato l’affilamento delle lame di rasoio nella struttura a piramide.

Altri esperimenti hanno mostrato che materiali organici stando nella piramide si disidratavano senza putrefarsi. Anche il latte crudo, non refrigerato, non si guastava se posizionato correttamente.

Parr è andato avanti a studiare i fenomeni relativi alle piramidi, inizialmente utilizzando semplicemente le piramidi stazionarie. Queste piramidi potevano essere fatte nient’altro che da quattro barre orizzontali a formare una base e quattro barre verticali a formare i bordi.

Poi ha posizionato sorgenti di onde radio, campi magnetici, sorgenti di ioni e sorgenti radioattive dentro le piramidi e ha misurato la loro forza fuori dalle piramidi. Da questo studio, egli ha scoperto che un campo di energia sferica circonda ogni struttura piramidale. Il centro esatto di questo globo corrisponde alla posizione della Camera della Regina nella Grande Piramide di Giza. Parr ha determinato che la forza di questo globo di energia varia con il comune ciclo di undici anni delle macchie solari e la larghezza del globo si espande e contrae con le fasi lunari, ma una volta che la piramide veniva messa in un punto fisso, il globo che circondava la piramide diventava gradualmente più forte e il tasso di crescita della bolla di energia era direttamente proporzionale a “Phi”.

A certi punti del ciclo “Phi” la bolla si espandeva e contraeva in grandezza, indipendentemente dall’effetto causato dalla Luna.

Parr ha realizzato che far ruotare le piramidi poteva aumentare drammaticamente la forza dell’energia che esse assorbono e irradiano, come gli scienziati russi, tra i quali Kozyrev, avevano già scoperto.

Per molti anni egli ha lavorato su vari progetti per far ruotare le piramidi, ed ha anche scoperto che poteva rinforzare i loro campi energetici ancor di più passandoli attraverso campi magnetici alternati mentre ruotavano. Questo gli ha permesso di raggiungere livelli molto superiori all’1-3% di schermatura per una piramide statica. Quando ha raggiunto questi livelli maggiori, ha anche notato che c’era una riduzione nel peso degli oggetti dentro la piramide; anche la gravità veniva schermata.

La rotazione da sola poteva creare un effetto di schermatura del 50% se si raggiungeva l’appropriata velocità e le particelle atomiche erano necessarie per raggiungere il punto di sganciamento del 100%.

Si poteva anche utilizzare la luce del Sole come fonte di particelle atomiche per raggiungere la completa schermatura nel globo di energia.

Pare che un oggetto si sposti ad un livello superiore di densità eterica quando vibra più vicino alla velocità della luce.

Infine si può compiere uno spostamento completo ad una densità superiore a quel punto e quando la pressione viene poi rilasciata, l’oggetto torna naturalmente indietro nella nostra densità.

Questo si correla anche con il brevetto di David Hudson, dove è stato visto scomparire un microcluster di iridio quando è stato scaldato fino a 850°C, ma è riapparso quando la temperatura è stata ridotta. Non dovrebbe quindi sorprenderci che una volta raggiunto il livello di schermatura del 100% nell’esperimento di Parr, la piramide scomparisse temporaneamente dalla realtà tridimensionale che noi conosciamo.

In quei momenti, le piramidi si staccavano dai loro montanti epossidici del braccio rotante, cosa che secondo i calcoli richiedeva 2000 libbre di forza o un improvviso aumento nell’energia cinetica (di movimento) che era 113.000 volte maggiore di prima.

In 55 differenti esperimenti di questo tipo, la piramide passava attraverso oggetti solidi come la parete del macchinario, che formava un guscio chiuso che circondava lo schema di rotazione della piramide.

Quando la piramide riemergeva nel nostro spazio dopo essere passata attraverso le solide pareti del macchinario, viaggiava alla tremenda velocità di un proiettile e spesso terminava schiantandosi nel muro del suo laboratorio, o esplodendo.

Descrizione dell’esperimento

Nell’allestimento di Parr, una camera circolare spessa 5 pollici e di 3 piedi di diametro ospita una lama che ruota in modo simile ad un’elica. La lama è larga 3 pollici per uno spessore di 1/8 di pollice e gira in un diametro circolare di 25 pollici. Ad entrambe le estremità del braccio, sono attaccate due piccole piramidi di un pollice di base, del peso di 8 grammi ognuna e fatte di plastica ABS. I punti della piramide sono allineati orizzontalmente con la base, puntando in direzione opposta al centro del braccio. La centrifuga è guidata da un motore a 12 volt a ¼ di cavallo vapore tra i 700 e i 2400 giri al minuto. Mentre le piramidi girano, passano fra 36 coppie di magneti sistemati in un grande cerchio, con ogni coppia attaccata poco più di un pollice sopra e sotto il percorso delle piramidi all’estremità del braccio rotante. Le coppie magnetiche si alternavano tra polarità nord e sud, creando una continua fluttuazione nei campi a cui le piramidi erano sottoposte.

Come abbiamo detto, Parr ha determinato che in condizioni sufficientemente energetiche, la parte interna delle piramidi di plastica spessa un pollice cominciava a schermare tutti i campi d’energia conosciuti, sia gravitazionali, sia elettromagnetici o radioattivi.

L’area interna alla bolla che circondava le piramidi perdeva peso. I materiali radioattivi, le sorgenti di frequenze radio e sorgenti magnetiche poste dentro le piccole piramidi, come detto, o si autodistruggevano o viaggiavano attraverso gli oggetti solidi.

Parr ha scoperto che questo improvviso aumento di energia che porta allo sganciamento avveniva nel modo più preciso ed affidabile ogni anno il 13-16 Dicembre e le sue misurazioni sono state prese per un periodo di 13 anni. Alla fine Parr scoprì che in questo periodo l’orbita terrestre intersecava una linea immaginaria che si poteva tracciare tra il Sole e le stelle della cintura di Orione. Questo ha portato Parr a concludere che esiste una qualche sorta di condotto energetico attivo tra il Sole e le stelle della cintura di Orione.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm

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Piramide e aumento della risposta di guarigione

Il Dr. N.B. Egorova  dell’Istituto di Ricerca & Sviluppo Mechnikov all’Accademia Russa delle Scienze Mediche  ha testato la capacità della Piramide di imbrigliare le onde torsionali. Un gruppo sperimentale ed uno di controllo di una sottospecie di topi bianchi del peso di 12-14 grammi  sono stati contagiati entrambi con il ceppo 415 del Virus S. Typhimurium in quantità uguali. A bassi dosaggi di contaminazione, i topi conservati nella Piramide  sopravvivevano con un tasso del 60% mentre solo il 7% sopravviveva nel gruppo di controllo. A dosaggi maggiori di contaminazione, il 30% dei topi nella Piramide  sopravviveva contro solo il 3% del gruppo di controllo.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm 

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Piramide e rafforzamento della medicina antivirale

Il primo studio citato nel documento di sintesi del Dr. Krasnoholovets  è dei Proff. S.M. Klimenko e D.N. Nosik, Dottori in Medicina dell’Istituto Ivanovskii di Ricerca & Sviluppo di Virologia che fa parte dell’Accademia Russa delle Scienze Mediche. Questo studio riguardava il farmaco Venoglobulin  che è un composto antivirale prodotto naturalmente negli esseri umani. Quando il farmaco veniva diluito in una concentrazione di 50 microgrammi per millilitro  e conservato nella Piramide, esso diventava approssimativamente tre volte più efficace nel combattere i virus rispetto al normale.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm

La scoperta di Stan Tenen della piramide di Giza come risonatore

Il ricercatore Stan Tenen ha notato che la Grande Piramide di Giza è costruita in armonia con la struttura molecolare dei suoi materiali. La grande maggioranza dei blocchi che compongono la piramide sono di calcare, che è fondamentalmente un cristallo di carbonato di calcio [CaCO3]. La Grande Piramide è stata costruita con un angolo di pendenza di 51°51’ e Tenen ha fatto notare che la molecola di carbonato di calcio ha nella sua forma un angolo approssimativamente di 52°.

Questo è noto come un “angolo di rottura” e significa che quando i cristalli di carbonato di calcio puro si rompono, tendono a rompersi lungo quest’angolo di 52°. Pertanto, afferma Tenen, l’angolo di pendenza della piramide pone l’intera sua forma in armonia con le molecole della materia che la compone. Tenen non conosce altre strutture sulla Terra che seguano questo schema. Chiaramente, una tale connessione armonica tra “micro” e “macro” non fa altro che aumentare ulteriormente gli effetti della piramide.

http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/wilcock_TDC_09.htm

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Le onde della salute

Queste ricerche dimostrano che il campo elettrico è indispensabile a tutti gli esseri viventi e la sua assenza o carenza prolungata è sempre causa di disfunzioni organiche, contro le quali la medicina, per ignoranza della causa, può solo proporre dei palliativi, mentre potrebbero risolversi gradualmente mediante soggiorno in ambienti dove fosse presente un campo elettrico naturale o artificiale.

Le case di cura, come i luoghi dove noi viviamo, sono costruite con armature in acciaio e costituiscono delle vere e proprie gabbie di Faraday che impediscono il normale flusso del campo elettrico. Molte delle patologie che ci colpiscono sono da ricondursi a questo ambiente alterato.

Bartolomeo Audisio, “Le case moderne e la salute”, edizione Quaderni Del Viveremeglio-IPSA Editore Palermo 1986, Pagg. 85-86

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Ringraziamenti

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Recapiti personali

FINE

GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE

Ilaria Centoni

NOTA

Un approfondimento di questa ricerca con il titolo: “Le onde della salute” è risultato vincitore del Premio Letterario TUCHULCHA 4a Edizione (2020) abbinato al XXll Convegno di Ufologia “Città di Tarquinia” che si è svolto in data 04 Settembre 2020, nato da un’idea dell’Avv. Alessio Colotti dell’Associazione Spartaco ed è in corso di pubblicazione.

RECAPITI

ILARIA CENTONI

Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)
Socia G.R.U. SHADO – Lucca
Referente di zona G.A.U.S – Scandicci
Blog:  sentieroignoto.wordpress.com

E. mail: ilariacentoni@yahoo.it
Facebook: Ilaria Centoni
Skype:   ilaria.centoni
Link Canale You Tube:
https://www.youtube.com/channel/UC4giTp030-pe6ev_kVySNhg

Incontri in Valdinievole

CASO AMICIZIA: Parlano i testimoni!
di Ilaria Centoni

CONFERENZA del 13 Gennaio 2019

“Tra Sogno Magia & Benessere”
Palazzo dei Congressi Padiglione C – Sala C.U.N
Via Giacomo Matteotti n.1, 56124 PISA – PI

Da alcune ricerche sembra che questa storia abbia delle analogie con altri contatti fra umani e Alieni che si sono verificati in Inghilterra e in Sud America, ma se ne parla anche in Austria, in Germania, in Svizzera, in Australia, in Argentina, in Russia, (in particolare in Siberia), in Francia, in Cile e in altri paesi e ce ne sono tracce anche nella Bibbia. La curiosità ed alcune circostanze a dir poco fantasiose, spinsero alcune persone a recarsi presso la Rocca Pia (il castello che sovrasta Ascoli Piceno). Lungo il tragitto che le portava sul posto, si sentirono chiamare mentalmente da una voce ed avvenne l’incontro… Un uomo alto più di due metri e mezzo che sarebbe stato chiamato in seguito Sinas, accompagnato da un altro che non arrivava al metro di altezza e a cui fu attribuito il nome di Sajù, entrambi dall’aspetto umano, vennero fuori dal retro di una parete del castello e salutarono queste persone in perfetto italiano. Questo primo incontro durò circa un’ora e mezza, dopo di che gli “Amici” come furono chiamati in seguito, si accomiatarono dicendo che di tanto in tanto si sarebbero incontrati di nuovo… La storia completa si può leggere sul mio Blog: sentieroignoto.wordpress.com alla categoria “Conferenze” con il titolo: “L’Eterna Alleanza”.

Grazie per la vostra attenzione.

ILARIA CENTONI
Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)
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Referente di zona G.A.U.S – Scandicci
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Dalla vasca di Bethesda alle prove scientifiche dell’Omeopatia

CONFERENZA del 06 Gennaio 2019
di Ilaria Centoni

Tra  Sogno  Magia & Benessere
Palazzo dei Congressi” – Padiglione C – Sala Dante
Via Giacomo Matteotti n.1, PISA

Interventi e commenti del Dr. Fabio Cerboni, Ricercatore, Medico Chirurgo, già MMG, specialista in ORL e AUDIOLOGIA, esperto di TROFOTERAPIA e del  Dr. Nicola Lo Conte, Ricercatore, Medico Olistico, specialista in Oftalmologia, Fitoterapia, Omeopatia, Mineralogramma, Elettroagopuntura, Iridologia Superiore.

A seguire, altre conferenze sul tema della salute dell’uomo e… degli Alieni, a cura di Ilaria, Fabio e Nicola.

  • La mela di Eva: Alieni e programmazione genetica
  • Dalla memoria dell’acqua alla medicina informazionale
  • Gli Alieni che sono in noi: recenti ricerche scientifiche avvalorano l’ipotesi che nelle patologie degenerative sia coinvolto materiale genetico di natura non umana
  • Le malattie neuro degenerative: problematiche e possibili soluzioni
  • La longevità degli Alieni: gli effetti di una dieta sana sono comuni in tutto l’Universo
  • Anche gli Alieni si nutrono… ma non si ammalano!
  • L’energia contenuta in alcuni alimenti ha un ruolo nella regressione del processo degenerativo degli organi
  • Il ruolo del pH e dell’energia
  • Il cibo modifica il DNA: l’aura degli Alieni

Il testo completo della conferenza si può leggere sul mio Blog: sentieroignoto.wordpress.com alla categoria “Conferenze” con il titolo:
“LA FORMA DELL’ACQUA”

Grazie per la vostra attenzione

ILARIA CENTONI
Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)
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Referente di zona G.A.U.S – Scandicci
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NUTRIZIONE: parlano gli ALIENI
di Ilaria Centoni

CONFERENZA DEL 30 Novembre 2018

Presso il Salotto Artistico Letterario “LE SUGHERE”
Via di Montecarlo n.15
55015 MARGINONE – LU

LA FORMA DELL’ACQUA

PANIS ANGELICUS FIT PANIS HOMINUM
LA FORMA DELL’ACQUA
(Dalla vasca di Bethesda al Trasferimento Farmacologico Frequenziale)
di Ilaria Centoni

CONFERENZA del 02 Novembre 2018
FESTIVAL DELL’ORIENTE
Complesso Fieristico “Carrarafiere”
Ingresso N.5 Via Maestri del Marmo
Marina di Carrara (MS)

SLIDESHOW al link   https://youtu.be/QJPLWULOk0w

RELAZIONE CORREDATA ALLO SLIDESHOW

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La forma dell’acqua

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VANGELO DI GIOVANNI  9, 5 – 7

(Guarigione del cieco nato)

“Finché son nel mondo, sono la Luce del mondo”. Ciò detto, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, dicendogli: “Va, lavati nella vasca di Siloe” che significa “Messo”. Andò dunque colui a lavarsi e tornò che ci vedeva.

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VANGELO DI GIOVANNI  5, 1- 4

(Gesù a Gerusalemme, guarisce un paralitico)

Dopo ciò, ricorrendo (la) festa dei Giudei, Gesù salì a Gerusalemme. Vi è in Gerusalemme, presso la porta delle pecore, una vasca, in ebraico detta Betesdà, la quale ha cinque portici. Sotto questi portici, giaceva una gran quantità d’infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il moto dell’acqua. Un Angelo del Signore, infatti, di tempo in tempo, scendeva nella vasca, e agitava l’acqua. E chi, per primo vi si tuffava, dopo il moto dell’acqua, guariva da qualunque malattia fosse stato preso.

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La legge di risonanza

Emilio Del Giudice: Fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophysics di Neuss (Germania).

(Napoli, 1 gennaio 1940 – Milano, 31 gennaio 2014)

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Oscillazione di un’onda elettromagnetica

  • La lunghezza d’onda è la distanza tra due creste o due ventri.
  • La frequenza è il numero di cicli in un secondo e si misura in hertz (Hz).
  • L’ampiezza del picco rappresenta la potenza dell’onda e si misura in watt su metro quadrato (W/m2).
  • Maggiore è la lunghezza d’onda, minore è la frequenza.
  • Maggiore è la frequenza, maggiore è l’energia.

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Schema riassuntivo di un’onda elettromagnetica

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Evoluzione del  fenomeno vibratorio di un’onda

Quando le creste o i ventri di due onde combaciano  si dice che le due onde sono in fase. In questo caso, per la legge di risonanza, il risultato sarà un’unica onda con un’ampiezza maggiore, per somma delle due intensità. Nel caso di due onde luminose l’intensità della luce aumenterà. Se invece le creste dell’una corrispondono ai ventri dell’altra o viceversa, si dice che le due onde sono in opposizione di fase e nel caso della luce si annulleranno cessando di esistere. Nel caso della risonanza l’impedenza è = 0 e le distanze si annullano. (Giambattista Callegari) Questo è il motivo per cui nel mondo della fase le oscillazioni avvengono al di fuori dello spazio-tempo.

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Quando si stabilisce la risonanza  il sistema risparmia energia

Un essere vivente funziona bene quando gli viene data un’energia infinitesimale al primo livello di coerenza che andrà ad alimentare per risonanza tutti i livelli superiori. Se invece si fornisce una grande energia si produrrà uno squilibrio energetico, in quanto, questa alimenterà solo i livelli superiori, ma i livelli inferiori resteranno privi di energia.

Le cellule si riconoscono per le frequenze, non riconoscono la fonte dell’energia, la quale può essere meccanica, magnetica, luminosa o mistica e questo apre nuovi orizzonti per la cura delle patologie.

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Come fare  1 milione di euro  con monetine da un cent!

1 Cent = Energia infinitesimale che alimenta il 1° livello di coerenza dell’acqua.

1 Cent + 1 Cent = Al 2° livello di coerenza l’energia si somma e si amplifica per risonanza.

1 Cent + 1 Cent + 1 Cent = Al 3° livello di coerenza l’energia continua ad amplificarsi.

1 Cent + 1 Cent + 1 Cent + 1 Cent = E così via per i successivi livelli di coerenza.

Fino ad arrivare ad un milione di euro, ovvero il massimo dell’energia, la quale non è concentrata all’ultimo livello di coerenza, ma è distribuita uniformemente dal 1° livello fino all’ultimo.

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L’Acqua trattiene e trasmette informazioni!

Il campo elettromagnetico di un essere vivente è prodotto da oscillazioni di specifica frequenza delle molecole di Acqua di cui è composto, organizzate in Domini di coerenza  che agiscono in risonanza di fase.  Questa struttura elettromagnetica governa tutti i processi molecolari. Al contrario del mondo della forza, nel mondo della fase le oscillazioni avvengono al di fuori dello spazio-tempo, per cui se separiamo una particella in due parti, intervenendo su una parte risuona anche l’altra! (Principio di non località).

Affinché si formino i Domini di coerenza sono necessarie due condizioni:

1) La temperatura deve essere al di sotto di un certo valore critico (cioè gli urti tra molecole non devono essere troppo violenti perché in questo caso si distruggerebbe la sintonizzazione).

2) La densità delle molecole (il numero di molecole per unità di volume) deve eccedere una soglia, cioè l’ambiente deve essere affollato.

Con queste due condizioni si stabilisce lo stato di minima energia e per raggiungerlo, il sistema cede l’energia in eccesso. Lo stato naturale della materia è quello gassoso, abbassando la temperatura e alzando la densità si osserva che ogni specie transita dal gas al liquido. Abbassando ancora la temperatura, diventano coerenti anche i moti dei nuclei e si ha il solido; questi sono i tre stati della materia: gas, liquido e solido e ad ogni transizione viene rilasciata energia. Le molecole dialogano tramite il campo elettromagnetico, la cui lunghezza d’onda corrisponde al diametro della regione (dominio di coerenza) in cui avviene il dialogo, perciò tutte le molecole contenute in quella regione oscillano in fase. (La fase è il ritmo di oscillazione). Nel momento della massima oscillazione gli elettroni che sono quasi liberi e quindi ulteriormente eccitabili dal rumore ambientale (la luce del sole, agitazioni meccaniche, output di reazioni chimiche) generano vortici freddi, i quali essendo moti chiusi di elettroni, cioè di cariche elettriche, producono un campo elettromagnetico che ha una frequenza definita e alla fine un dominio di coerenza può accumulare un’energia grandissima. Quando si arriva all’istante in cui la frequenza dell’acqua coincide con la frequenza di due specie molecolari presenti nell’acqua che hanno ovviamente una frequenza uguale, queste due specie molecolari si attraggono e realizzano una reazione chimica.

Il campo magnetico terrestre allinea i momenti magnetici dei vortici freddi di elettroni.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

Effetto delle onde magnetiche ed elettromagnetiche sull’acqua delle cellule viventi

Si è visto sperimentalmente che le onde elettromagnetiche sono in grado di modificare la struttura dell’acqua organizzata in clusters, che sono simili a dei grappoli di uva. Questi agglomerati di molecole di acqua sono dovuti al fatto che l’acqua è costituita da idrogeno e ossigeno che a causa della loro differente elettronegatività formano un dipolo elettrico, (+ -), simile all’ago di una bussola, per cui i poli di segno opposto si attraggono originando così questi aggregati multiformi. I campi elettromagnetici modificando queste strutture sono in grado di far variare sensibilmente il pH dell’acqua. All’interno delle cellule viventi si svolgono molte reazioni enzimatiche. Queste ultime avvengono a determinati valori di pH, per cui se il pH dell’acqua cellulare varia, anche di poco, queste reazioni rallentano o si bloccano generando, così, molti  radicali liberi che altro non sono se non tossine acide che fanno aumentare lo stato di acidosi del nostro organismo e l’organismo che si trova in uno stato di eccessiva acidosi , ha un terreno biologico acido sul quale possono insediarsi tutte le malattie compreso il tumore. http://www.noacid.it/981-2/

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La Memoria dell’Acqua

Jacques Benveniste: Medico francese, Direttore dell’Unità di Ricerca n°200 dell’INSERM (Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica) di Clamart.

(Parigi – Francia, 12 Marzo 1935 – Parigi – Francia, 03 Ottobre 2004)

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Una Ricerca pubblicata su  NATURE

Il 28.06.1988 la rivista  NATURE pubblicò una ricerca del  Dr. Jacques Benveniste dal titolo:  “Degranulazione dei basofili umani indotta da elevate diluizioni di un antisiero anti-IgE”. In pratica determinate cellule avevano reagito dopo essere state messe a contatto,  NON con una sostanza, ma con il “RICORDO” di questa nell’Acqua.

Davenas, E., F. Beauvais, J. Amara, M. Robinson, A. Miadonna, A. Tedeschi, B. Pomeranz, P. Fortner, P. Belon, J. Sainte-Laudy, B. Poitevin, J. Benveniste, “ Human Basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE ”, Nature 28.06.1988, vol.333, p.816

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Le conferme di altri Laboratori contattati da NATURE PRIMA della pubblicazione della scoperta di  Jacques Benveniste

Ruth Ben Ari Insitute (Israele)

Università di Toronto (Canadà)

Università di Milano (Italia) (Prof. Alberto Tedeschi e Prof. Antonio Miadonna)

“ LA SCIENZA DELL’INVISIBILE”, autori Massimo Citro e Masaru Emoto, Macro Edizioni. P.13

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Un Prestigiatore nella Commissione di controllo!?

Quattro Laboratori si erano associati per firmare il lavoro di Jacques Benveniste, ma dopo  l’indignazione della Comunità scientifica, fu istituita una  Commissione di controllo  formata da  John Maddox, Direttore di  NATURE, Walter Stewart, esperto antifrode e  James Randi, prestigiatore professionista, la quale non riuscì a riprodurre l’esperimento e quindi, sempre su  NATURE, fu pubblicato un altro articolo smentendo i risultati del medico francese. (Nature, 9 dicembre1993; 366 (6455): 525-7)

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Gli effetti delle Alte diluizioni

Madeleine Bastide: Immunologa, Direttrice di un Gruppo di Ricerca della Facoltà di Farmacia dell’Università di Montpellier.

(Bourg-en-Bresse, 19.03.1935 – Bourg-en-Bresse, 10.06.2007)

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Diluizione omeopatica e risposta anticorpale

Nel 1993, lo stesso anno che  NATURE aveva pubblicato un articolo smentendo i risultati di Jacques Benveniste, la rivista  International Journal of Immunotherapy pubblicò una ricerca di  Madeleine Bastide, dove si dimostrava che l’iniezione di un estratto di un organo atto a stimolare la produzione di anticorpi, a degli embrioni di pollo ai quali era stato precedentemente asportato, in  diluizione omeopatica fino alla trentesima decimale (30 DH), aveva prodotto  UNA RISPOSTA ANTICORPALE.

Youbicier-Simo B.J., F: Boudard, M. Mekaouche, M. Bastide, e J.P.Baylé, Internat. J. of  Immunotherapy. vol. IX (3), 1993, pp.169-180

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Pubblicazioni scientifiche sulle Alte diluizioni periodo 1975 – 1997

 

Bildet 1975
Boiron 1981
Jean Cambar 1983
Aubin 1984
Wagner 1985
Sukul 1986
Guillemain 1987
Davenas 1987
Bernard Poitevin 1988
Harish e Kretschmer 1988
Cherruault 1988
Chirila  e Olinescu 1990
Doutremepuich  e Lalanne 1990
Roger Santini 1990
Cazin 1991
Bentwich 1991
Christian Endler 1991
Jean Sainte-Laudy 1991
Paolo Bellavite 1991
Khuda- Bukhsh 1991
Palmerini 1992
Lucietta Betti 1997

Bellavite, P., A. Signorini, Fondamenti Teorici e Sperimentali della Medicina Omeopatica, Nuova IPSA, Palermo, 1992

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Il modellino  Acquatico

Le molecole di una sostanza disciolta nell’Acqua chiamata SOLUTO, vengono avvolte completamente dalle molecole di Acqua e formano un  CALCO. Questo processo si chiama solvatazione e secondo la teoria del 1998 del fisico greco  Georg Anagnostatos questo CALCO fatto d’Acqua  è la copia della molecola disciolta.

L’Acqua a contatto con le molecole disciolte ha proprietà fisiche diverse dall’Acqua  libera che sono state misurate.

Arad, D., et al., “ Structure-Function Properties of Water Clusters in Proteins”, in: High Diluition Effects on Cells and Integrated Systems,  Taddei-Ferretti, C., and Marotta, P., eds, Word Scientific, Singapore, New Jersey , London , Hong Kong, 1998

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Omeopatia (Le prime misurazioni)

Nel 1992 sono state pubblicate misurazioni in grado di accertare  variazioni della struttura sovra molecolare dell’Acqua. Recenti analisi di risonanza magnetica nucleare (RMN) hanno confermato che nelle diluizioni omeopatiche c’è una diversa organizzazione dell’Acqua rispetto ai controlli.

Ogni volta che i parametri chimico fisici attestano l’avvenuta riorganizzazione, significa che l’Acqua ha acquisito  informazioni o per via del soluto o per interazione di un campo elettromagnetico.

Demangeat, J. L., C. Demangeat, P. Gries, B. Poitevin, N. Costantinesco,  «Modifications  des temps de relaxtion RMN a MHz des protons  du solvant  dans les très hautes diluitions  salines des silice  lactose», in: J. Med. Nucl. Biophy., vol 16,2, pp. 135-142, 1992

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La molecola e la sua  Essenza

A conferma di ciò, nel  1995 la Dr.ssa israeliana  Dorit Arad marcando con radioisotopi le molecole complesse disciolte in  Acqua, scoprì che il modellino  Acquatico era costituito solo dalla parte attiva della molecola, cioè dalla sua Essenza, ovvero la parte utile dal punto di vista dell’informazione, mentre le parti con scarsa importanza farmacologica erano state tralasciate.

Arad, D., et al., “ Structure-Function Properties of Water Clusters in Proteins”, in: High Diluition Effects on Cells and Integrated Systems,  Taddei-Ferretti, C., and Marotta, P., eds, Word Scientific, Singapore, New Jersey , London , Hong Kong, 1998

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L’acqua è una forma di vita

Vittorio Elia: Docente di Elettrochimica – Università Federico II di Napoli.

(Napoli, 12 Aprile 1941)

Prof. Vittorio Elia: dal 1972 sino al 1982 professore di Chimica generale, di Chimica Fisica e di Elettrochimica.

Allievo del compianto Prof. Emilio Del Giudice, con lui e con il premio Nobel Luc Montagnier ha lavorato per comprendere la modalità di azione della medicina omeopatica, aprendo anche nuove strade da percorrere per la diagnostica e la terapia.

Ha al suo attivo  una produzione complessiva di oltre 110 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali; tra essi va sottolineato lo Studio delle proprietà chimico fisiche delle soluzioni estremamente diluite ottenute con un procedimento interattivo di successive diluizioni e succussioni.

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Le proprietà delle Soluzioni Omeopatiche

Link del Video: https://youtu.be/xFPJvkGWSTo – 13 Dicembre 2017

Testo dell’intervista

“Certo l’accusa all’omeopatia di essere una medicina che usa acqua fresca oggi non può più essere sostenuta, basterebbero le 40 pubblicazioni scientifiche che noi abbiamo prodotto negli ultimi 15 anni e che mostrano quali sono le variazioni dei parametri chimico-fisici dell’acqua per dire che non si può, a meno che non si legga la letteratura scientifica al riguardo, quella vecchia storia non si può più dire. D’altra parte pensare che un liquido che è totalmente sconosciuto e da cui è nata la vita sia poco importante in una soluzione dove conterebbe invece la presenza del soluto, è sicuramente un errore metodologico. Oggi con i dati che abbiamo a disposizione non si può più dire con il termine spregiativo: “E’ acqua fresca!” Ma possiamo dire che dal punto di vista chimico è acqua pura. Che cosa c’è di straordinariamente nuovo nelle nostre ricerche? C’è che le soluzioni ottenute per diluizione e succussione, quindi le diluizioni omeopatiche che noi chiamiamo soluzioni estremamente diluite (noi chimici) hanno delle proprietà spettroscopiche tipo il dicroismo circolare e lo spettro di fluorescenza che sono parametri che attengono alle soluzioni di macromolecole biologiche. Vi è una straordinaria similitudine nel comportamento delle diluizioni estremamente diluite con qualcosa che ha a che fare con la vita”.

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Un errore metodologico

Link del Video: https://youtu.be/t4TDbxWrL2o – 10 Maggio 2012

Testo dell’intervista

Domanda: In che senso le soluzioni omeopatiche hanno delle proprietà chimico-fisiche diverse dall’acqua di partenza?

“Benissimo! Allora… bisogna rendersi conto che le soluzioni omeopatiche vengono preparate con una metodologia che a prima vista sembra un pochino anomala, un pochino strana… perché in sostanza si prende una piccola soluzione con una piccola quantità, ma ponderale, di un soluto qualunque, la si scioglie in acqua, per es: 1 gr in 100 ml di acqua, gli si dà una forte agitazione che prende il nome di succussione, dopodiché si preleva 1 ml di questa soluzione, se ne aggiungono 99 di acqua, si dà la succussione e si replica il processo anche centinaia di volte. E’ chiaro che già dopo 4 o 5 di queste diluizioni omeopatiche la quantità di soluto che inizialmente era presente è andata ai limiti della misurabilità anche con le tecniche di analitica più raffinate e quindi è acqua pura. Immaginiamoci quando si arriva a 12 diluizioni o addirittura a 200 diluizioni… sicuramente non c’è più traccia dell’iniziale principio attivo. Quindi dal punto di vista chimico è acqua, è acqua pura. Quando per denigrare si dice che la medicina omeopatica è acqua pura, si fa un errore metodologico, perché metodologico? Perché una soluzione è formata dal soluto che è la sostanza che viene sciolta lì dentro e dal solvente. E’ vero: il soluto è andato via via scomparendo, ma che cosa è successo al solvente?… E’ rimasto inerte?… Ebbene, no! Si è profondamente modificato nelle sue caratteristiche chimico-fisiche e probabilmente, anzi, sicuramente è in grado di dare informazioni di natura terapeutica, perché non è più l’acqua di partenza, è un’acqua che ha acquisito nuove proprietà, per es: la conducibilità elettrica di cui si parlava prima è enormemente aumentata, il pH è variato in maniera misurabile e il calore di mescolamento con soluzione alcalina è notevolmente aumentato”. 

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L’omeopatia non è acqua fresca… ma calda

In migliaia di campioni di rimedi omeopatici misurati  attraverso la microcalorimetria, il chimico fisico  Vittorio Elia dell’Università  “Federico II” di Napoli ha sempre riscontrato  eccesso di calore, come se oltre all’acqua  ci fossero altre molecole  che però non ci sono. Responsabili del  calore eccedente sarebbero molecole di acqua  organizzate in modo diverso da prima che contengono l’informazione.

Elia, V., M. Niccoli, Annales of Academy of Science of New York, vol. 879, 1999, p. 241

  1. Elia, “A microcalorimetric method for the characterization of the extremely diluted solutions of homeopathic medicine”,

Homeop. Hopening Up. 55°  Congress of the International Homeopathic Medical League, Amsterdam, 1998

Dettaglio dello studio

E’ stato realizzato uno studio approfondito di termodinamica su soluzioni acquose ottenute attraverso successive diluizioni centesimali (dall’1% fino a meno di 1×10-5 mol kg-1) e succussioni. Si è voluto misurare il calore prodotto miscelando varie concentrazioni di acidi e basi con l’acqua bidistillata o con le diluizioni estreme. Con le miscele  estremamente diluite si sono ottenuti nel 92% dei casi reazioni esotermiche, rispetto alle soluzioni non trattate omeopaticamente. Nello studio si dimostra come la diluizione e la succussione (procedimenti tipici della preparazione dei rimedi omeopatici) possano alterare permanentemente le proprietà fisico-chimiche dell’acqua. La natura di questo fenomeno rimane sconosciuto, sebbene sia ampiamente indagato dal punto di vista sperimentale.

Vittorio Elia and Marcella Niccoli “Thermodynamics of extremely diluted aqueous solutions.” Annals of the New York Academy of Sciences, June 1999

Questi esperimenti sono stati effettuati presso il Dipartimento di Chimica dell’Università “Federico II” di Napoli, su acque attivate con informazioni trasmesse con l’apparecchio di Callegari dal Prof. Claudio Cardella, del Dipartimento di Meccanica aerospaziale dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Elia, V., E. Del Giudice, E. Napoli, A. Tedeschi, “Prime evidenze sperimentali di trasferimento d’informazioni all’acqua con l’uso della tecnologia White”, La Medicina Biologica, Gen-Mar. 2008, pp. 21-23.

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Gli Aggregati molecolari sono stati misurati

Link del Video: https://youtu.be/t4TDbxWrL2o – 10 Maggio 2012

Testo dell’intervista

“Se posso essere molto ottimista, direi che ormai abbiamo una massa critica di dati sperimentali sufficienti per poter sperare di dire la verità, il giusto, in questa fase successiva, che le diluizioni omeopatiche contengono in seno al liquido degli aggregati di molecole di acqua. E non c’è ancora teoria valida per poter spiegare questo risultato sperimentale, del perché si formino gli aggregati, ma gli aggregati si formano e varie tecniche di natura spettroscopica e microscopica li hanno evidenziati e all’interno di questi aggregati, molto probabilmente (questo fa parte dei risultati prossimi che riusciremo ad ottenere) nella forma e nella dimensione di questi aggregati è conservata una memoria del procedimento e di conseguenza un’eventuale possibilità di natura terapeutica”.   

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I Domini di coerenza  sono  Pacchetti di informazioni

Emilio del Giudice – Giuliano Preparata – Getullio Talpo (Anno 1999)

Nei domini di coerenza per raggiungere lo stato fondamentale  di minima energia molecole e campi oscillano in fase fra loro e viene liberata l’energia in eccesso.

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Il segreto della  Memoria dell’ Acqua

Le zone dove le molecole oscillano in modo coerente  permettono all’Acqua  di registrare informazioni e di imitare qualunque cosa. E’ questo  stato fondamentale di minima energia che le consente di veicolare le informazioni.

Questo sarebbe il segreto della memoria dell’acqua. Uno dei fenomeni che causa l’eccitazione dei Domini di coerenza è la  Succussione.

Preparata, G., Quantum Electrodynamics Coherence in Matter, World Scientific, Singapore, New Jersey, London, Hong Kong, 1995

Durante la Succussione le molecole del soluto catturano le vibrazioni dell’acqua facendole oscillare al loro ritmo e considerato che una sostanza che vibra alla stessa frequenza di un’altra ne diviene copia dal punto di vista fisico, anche se diversa chimicamente, nel liquido rimane incisa l’informazione del soluto: memoria significa vibrare sulla frequenza ricevuta.

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Il regime di Super-Radianza

La Succussione è essenziale per modificare la struttura dell’Acqua e gioca un ruolo chiave nei meccanismi di memorizzazione delle  informazioni.

Durante la Succussione il guscio dei legami idrogeno delle molecole dell’Acqua organizzate in  Domini di coerenza diventa permeabile e in questo regime di  Super-Radianza può acquisire le  informazioni rilasciate dal campo elettrico del soluto disciolto.

Elia, V., M. Niccoli, Annales of Academy of Science of New York, vol. 879, 1999, p. 241

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Conservazione delle Frequenze memorizzate

Alla fine della  Succussione il guscio si riforma proteggendo le nuove frequenze da disturbi esterni e  la presenza di molecole di altra natura disciolte in  Acqua non causa problemi alle frequenze memorizzate. Le informazioni “intrappolate” possono essere distrutte solo da un  calore molto elevato  o da un intenso  Campo magnetico che fanno riaprire i gusci dei legami idrogeno.

Preparata, G., Quantum Electrodynamics Coherence in Matter, World Scientific, Singapore, New Jersey, London, Hong Kong, 1995

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La fase gassosa della Succussione

Secondo la Teoria delle  Nano-Bolle, formulata da  Louis Rey nel 2007 e le ricerche di  Philippe Vallé, la fase gassosa che si forma durante la Succussione sembra determinante per il trasferimento delle informazioni da una diluizione all’altra.  Questo è stato misurato con la  Termoluminescenza a basse temperature. “Immettendo energia termica, dopo aver attivato le strutture informate, le trappole  (Bolle), si svuotano una dopo l’altra  emettendo luce”.  Questo bagliore termoluminescente è diverso a seconda del soluto  che era stato disciolto all’origine e rappresenta la sua impronta digitale:  sostanze diverse emettono luce diversa!

Rey, L., La termoluminescenza a basse temperature è in grado di fare luce sulla natura delle altissime diluzioni?, Homeophaty , vol. 96, 2007, pp. 170-174

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La memoria  Luminale

Nell’esperimento di  Louis Rey il calore elevato faceva riaprire i legami idrogeno delle molecole in diluizione omeopatica, liberando l’informazione trasportata dalla  luce che è composta da fotoni, i quali non hanno una  Massa e sono insensibili ai campi elettrici e magnetici, ma hanno la proprietà di trasportare  l’informazione energetica delle  Masse da cui provengono, perché sono dotati di una  Memoria Luminale e stabiliscono quindi un contatto informativo tra Materia e Materia, portando con sé l’identità chimico-fisica della Massa  di provenienza. Atti Della Fondazione Giorgio Ronchi, Anno LXII N.3 p.321

Prof. Vladimir Leonidovich Voeikov: Alexander Gavrilovich Gurwitsch e Popp avevano già dimostrato che le cellule dei sistemi viventi emettono luce sotto forma di biofotoni che sono di bassa intensità e che si trovano nello spettro ultravioletto.

Il fotone è un quanto di energia elettromagnetica che viene rilasciato da elettroni eccitati, i quali si producono ad ogni reazione biochimica e metabolica del nostro organismo. Quando gli elettroni eccitati ritornano in uno stato di quiete, rilasciano questo quanto, o fotone, costituito da una quantità fissa di energia. Questo fotone ha massa pari a zero ed è caratterizzato da una natura ondulatoria, cioè vibrazionale. I fotoni rilasciati dai sistemi viventi si chiamano biofotoni e questo sistema vibrazionale determina un linguaggio in codice che riesce a veicolare delle informazioni all’interno delle cellule, fra le varie cellule e fra noi e ciò che sta fuori di noi. Quindi i biofotoni sono messaggeri del nostro organismo e vanno a coordinare tutte le varie attività.

Il sangue e il cervello sono le due principali fonti di radiazioni mitogenetiche. Quando le corrette informazioni vengono interrotte o distorte, il nostro organismo si ammala. Quando la radiazione mitogenetica del sangue si interrompe significa che un tumore si svilupperà a breve.

Il nostro sangue emette luce e in base alle variazioni di questi segnali luminosi è possibile fare delle diagnosi delle malattie.

Esistono delle apparecchiature che sono in grado di individuare queste frequenze alterate e sono in grado di veicolarne altre capaci di correggere le informazioni sbagliate e di ristabilire un equilibrio elettromagnetico prima che si manifesti una malattia, cioè come alterazione biochimica”. https://youtu.be/amvOiOTD964

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Il Paradosso elettromagnetico e la nascita della  Materia  

Trasporto di un potenziale energetico o informazione energetica, senza una manifestazione elettrica o magnetica nello spazio prima di un’interazione elettromagnetica con  una massa. Questo è il paradosso!

Se un fotone privo di Massa ma dotato di un’elevata energia, va ad impattare contro un bersaglio subendo un urto anelastico, cioè un urto in cui l‘energia meccanica totale non si conserva, improvvisamente esplode in una coppia di particelle cariche, un elettrone (Materia) e un positrone (Antimateria) che si respingono e si allontanano. L’interazione tra elettroni avviene sempre con lo scambio di fotoni. Atti Della Fondazione Giorgio Ronchi, Anno LXII N.3 p.321

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Frequenze e  Diluizioni 

Gli effetti delle Alte diluizioni dipendono dal numero delle diluizioni stesse. Lo stesso soluto può stimolare o deprimere a seconda delle diluizioni a cui è stato sottoposto e quindi può produrre anche effetti contrari. Considerato che le molecole si riconoscono in base alle frequenze, è evidente che l’energia correlata alla lunghezza d’onda del soluto cambia a seconda delle diluizioni a cui è stato sottoposto e quindi le interazioni fra le cellule possono dare risposte diverse.

Massimo Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pag.  28

Nel 1984 un ricercatore francese, Aubin, compie un esperimento che mostra come una stessa sostanza in diverse dosi produce effetti terapeutici opposti. Il gruppo di Aubin, studiando l’attività cardiotossica di alcune sostanze tossiche sul cuore di anguilla, osservò che l’Aconitina ad alta concentrazione (10-5 M) provocava tachicardia e fibrillazione mentre a bassissima concentrazione (10-18 M) non aveva alcun effetto sul cuore sano e sul cuore pretrattato (cioè intossicato con alte concentrazioni della stessa sostanza)  e mostrava uno spiccato effetto normalizzante sul ritmo cardiaco. Risultati analoghi sono stati ottenuti con la Veratrina. Da notare che la concentrazione 10-18 M è molto vicina al n° di Avogadro (10-24) che rappresenta il limite fra presenza e assenza di molecole in una diluizione omeopatica.

https://www.dionidream.com/studi-scientifici-rimedi-omeopatici/

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Alte diluizioni e risposte ai farmaci

In più pubblicazioni del 1985, 1988 e 1989, Jean Philippe Wagner dimostrò che certe diluizioni di naftochinoni  o di alcuni chemioterapici citostatici (quali Vincristina, Metothrexate, Fluoro uracile) inibiscono la blastizzazione linfocitaria, mentre in diluizioni più alte la stimolano.

Wagner, H., B. Kreher, “Cytotoxic agents as immunomodulators”, in Proc. III Meet. Of Internat. Group on Very Low Dose Effects, Atelier Alpha Bleue, 1989, Paris, p.31

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Omeopatia e Segnali elettromagnetici

Luc Montagnier: Medico, biologo e virologo francese, Premio Nobel per la medicina nel 2008 (Chabris, 18 agosto 1932)

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Una  verità (se è tale) deve andare d’accordo con altre  verità

Con una pubblicazione del Gennaio 2009 Luc Montagnier dimostra ufficialmente che l’Acqua in diluizione omeopatica non soltanto ha una memoria, ma emette anche specifici segnali di natura elettromagnetica a bassissima frequenza,  registrabili e riproducibili. Questa risposta viene attribuita a particolari Nanostrutture presenti nell’Acqua, simili ai Domini di coerenza  osservati dal fisico  Emilio Del Giudice, ai Calchi di  Georg Anagnostatos e alle Nano-bolle di  Louis Rey e Philippe Vallée.

Montagnier, L., J. Aïssa, S. Ferris, J.-L. Montagnier, C. Levallée, “Electromagnetic signals are produced by aqueous nanostructures derived from bacterial DNA sequences”, Interdiscip. Sci. Comput. Life Sci., 2009

L’esperimento che ha dimostrato ufficialmente l’esistenza fisica dell’omeopatia.

Montagnier prepara sospensioni in soluzione acquosa di micoplasmi, batteri (E. coli) e virus e ne fa diluizioni in scala decimale, con tanto di succussione (vortex per 15 secondi), cioè prepara diluizioni omeopatiche.

Per l’esperimento utilizza un apparecchio adoperato da Benveniste: “ for this purpuse we used a device previously designed by Benveniste e Coll. (1996-2003) for the detection of signals produced by isolated molecules endowed with biological activity”. Quindi, nell’entrata dell’amplificatore di Benveniste, costituito da una bobina di filo di rame con 300 Ohm di impedenza, Montagnier introduce la fiala contenente il campione da analizzare (1 ml di soluzione), mentre in uscita un cavo si collega alla scheda audio di un PC, che registra per 6 secondi quanto emesso dai campioni. Successivamente la “Trasformata di Fourier” e l’analisi matematica dei segnali attraverso il programma “Matlab” permettono di annullare i rumori di fondo.

Il risultato è che, a differenza delle soluzioni non diluite, le sospensioni in diluizioni progressive da 10−5  (5 DH in omeopatia) a 10−12 (12 DH) emettono segnali elettromagnetici registrati dal Computer, nelle bande tra 1000 e 3000 Hz. Montagnier attribuisce questa risposta alla presenza di “particolari nano strutture nell’acqua”.

Montagnier ha cercato di distruggere tali nano strutture per cercare di comprenderne la natura e a tal proposito ha adoperato enzimi, variazioni di temperatura, solventi organici e cationi del litio per indebolire i legami idrogeno. Né gli enzimi, né i solventi, né il congelamento hanno avuto effetto; mentre il calore elevato (30 minuti a 70°) sopprime l’attività elettromagnetica e i cationi la indeboliscono appena. Uccidendo i batteri con formaldeide (che li distrugge lasciando però inalterato il materiale genetico), le diluizioni continuano ad emettere il segnale, suggerendo che responsabile del fenomeno possa essere il DNA.

Montagnier conclude quindi di aver scoperto una nuova proprietà del DNA che è la capacità di alcune sue sequenze di emettere onde elettromagnetiche, come aveva già affermato Popp con la sua teoria dei biofotoni.

(Montagnier, L., J. Aïssa, S. Ferris, J. – L. Montagnier, C. Levallée, “Electromagnetic signals are produced by aqueous nanostructures derived from bacterial DNA sequences”, Interdiscip. Sci. Comput. Life Sci., 2009)

Nel 2010, il Dr. Massimo Citro con la sua equipe dell’IDRAS, (Istituto di Ricerca “Alberto Sorti”) conferma che il DNA in diluizione omeopatica emette frequenze tra 1 e 5 KHz (1000 – 5000 Hz), assenti nei controlli.

I D R A S

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Conclusioni che derivano dall’esperimento di Montagnier

L’esperimento di Montagnier prova, dunque, al di là di ogni dubbio che le reazioni biochimiche sono governate da segnali elettromagnetici e, dato che il segnale elettromagnetico appare solo quando la quantità d’acqua eccede una soglia, l’origine di questi campi elettromagnetici è l’acqua.

Informare significa far oscillare le molecole d’acqua con lo stesso ritmo e in effetti si informa l’ambiente in cui si trova l’acqua perché chi porta l’informazione è il campo elettromagnetico.

Da ciò si deduce che nelle malattie, sarebbe possibile intervenire sulla rete di segnali elettromagnetici e fornire all’organismo un’acqua che abbia la rete di segnali giusti e quindi correggere i segnali, anziché fornire le molecole che correggono la chimica.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

Il teletrasporto è una realtà

Tratto da un’intervista a Emilio Del Giudice (Settembre 2013): “Montagnier è un grande virologo capace di agire con i virus e in particolare con il loro DNA; egli estrae sequenze di DNA da microrganismi, virus, batteri, cellule, frammenti lunghi in media un paio di centinaia di basi e li sospende in acqua non ionizzata e bidistillata in cui è sicuro che non ci sia nient’altro. La provetta con l’acqua e il DNA sospeso viene messa all’ingresso di una bobina  (la bobina è un filo elettrico arrotolato che si chiama anche solenoide); l’ingresso dal punto di vista fisico è il luogo in cui il campo elettromagnetico è minimo ma è massimo il suo potenziale. Dopo un po’ l’acqua si impregna del campo ambientale e a questo punto si osserva che se si lascia tutto così non succede niente, mentre succede qualcosa se si diluisce il DNA, cioè se aggiungendo acqua, diminuisce la concentrazione del DNA perché esiste una soglia di diluizione a partire dalla quale appaiono delle correnti elettriche nella bobina e quindi dei segnali elettromagnetici che possono essere registrati in modo digitale. Dopodiché questo segnale, per evitare ogni sospetto di contaminazione, viene mandato per Internet o comunque per via elettronica a un altro laboratorio lontano anche mille km in maniera che nessuno possa sospettare che pezzi di DNA, per effetto della sporcizia delle manipolazioni, si siano trasferiti. Il segnale arriva in questo laboratorio dove viene fornito a una bobina all’interno della quale, stavolta ben dentro e  non all’ingresso, c’è una provetta piena di acqua purissima. La provetta viene lasciata lì per qualche ora e si impregna del segnale in quanto si trova nell’ambiente dove c’è il campo magnetico prodotto dalla corrente elettrica che è identica a quella registrata alla partenza. Dopo qualche ora la provetta viene estratta dalla bobina e dentro la provetta viene lasciato cadere quel kit che si chiama PCR inventato dal premio Nobel Kary Mullis che consiste nelle materie prime di cui è fatto il DNA cioè i monomeri, più il catalizzatore chimico che li fa reagire, quella che si chiama polimerasi. Si osserva, contro ogni aspettativa, che i monomeri si polimerizzano in modo tale da riprodurre esattamente la sequenza iniziale, cioè il DNA iniziale è stato riprodotto esattamente nella provetta finale”.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

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L’Acqua ha due Densità

Uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze e dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, pubblicato su Nature Communication il 16.09.2013 ha trovato una conferma all’ipotesi fisica dell’esistenza di due tipi di Densità nell’acqua: “La misura delle vibrazioni intermolecolari ha rilevato la presenza di due principali organizzazioni molecolari: una caratterizzata da un elevato ordine tetraedrico dei legami a idrogeno, molto simile a quelle presenti nel ghiaccio, mentre l’altra presenta forti distorsioni del reticolo locale e dunque strutture meno ordinate e più compatte. Questi due tipi di organizzazione locale delle molecole d’acqua possono essere interpretati come evidenze dell’esistenza di acqua di bassa e alta densità”.

http://www.repubblica.it/scienze/2013/09/16/news/acqua_molecole-66644974/

Alla ricerca fiorentina, oltre a Torre, hanno contribuito anche Andrea Taschin, Paolo Bartolini, Roberto Righini e Roberto Eramo.

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Similia  Similibus  Curantur

(Albert Abrams, Becker, Stearns, Underhill, Boyd, Schneider)

I farmaci, gli integratori, gli alimenti, le radiazioni e qualsiasi altra sostanza o disciplina, assolvono al loro compito di ristabilire l’equilibrio elettromagnetico dell’organismo quando la loro frequenza è uguale a quella della malattia che si vuole curare. Dal punto di vista biofisico la malattia non è altro che l’espressione di un certo grado vibratorio, misurando il quale si potrà trovare qualche cosa con un grado simile di vibrazione che potrà imporsi sulla zona malata e distruggere la malattia per  risonanza.

Uno studio italiano del 2014 sul rimedio omeopatico Gelsemium sempervirens (usato nella cura dei sintomi di ansietà e di stress) ha dimostrato non solo che agisce come “tranquillante” in modelli sperimentali sul topo di laboratorio, ma che l’esposizione per 24 ore al Gelsemium 2CH (seconda diluizione centesimale omeopatica) ha causato la diminuzione significativa dell’espressione di 49 geni facenti parte di diverse “famiglie” implicate nell’ansia e nella risposta infiammatoria. Anche a diluizioni superiori (fino alla 30CH in cui non c’è alcuna traccia del principio attivo) i ricercatori hanno osservato un effetto ansiolitico.

Un altro studio italiano più recente del 2016 ha dimostrato l’efficacia del rimedio omeopatico Arnica montana che si è mostrato in grado di  produrre 20 cambiamenti nell’espressione di alcuni geni, risultante in una stimolazione di produzione di matrice extracellulare con un effetto di cicatrizzazione e riparazione tessutale. https://www.dionidream.com/studi-scientifici-rimedi-omeopatici/

Alcuni riscontri scientifici sugli effetti dei Rimedi Omeopatici

  • Linde, N. Clausius, G. Ramirez, et al., “Are the Clinical Effects of Homeopathy Placebo Effects? A Meta-analysis of Placebo-Controlled Trials.” Lancet, September 20, 1997, 350:834-843.

Questa pubblicazione fa un’analisi su 186 studi scientifici che riguardano l’efficacia dell’omeopatia. Di questi, 89 sono stati condotti in modo scientificamente accettabile. I risultati hanno mostrato  che i pazienti che assumevano medicine omeopatiche avevano la possibilità di sperimentare un effetto positivo 2,45 volte rispetto al placebo.

  • Kleijnen, P. Knipschild, G. ter Riet, “Clinical Trials of Homeopathy.” British Medical Journal, February 9, 1991, 302:316-323.

Questa è la meta-analisi di ricerche cliniche più citata. Questa pubblicazione analizza i dati di 107 studi sui rimedi omeopatici. Tra questi, 81 (il 77%) hanno mostrato effetti positivi. Tra i 22 studi migliori, 15 hanno mostrato con certezza efficacia. I ricercatori concludono così: “Le prove mostrate in questo lavoro probabilmente sarebbero sufficienti per stabilire che l’omeopatia è efficace per certe patologie” Inoltre, “La quantità di prove positive fornite dai migliori studi fu per noi una vera sorpresa”.

  • N. Shealy, MD, R.P. Thomlinson, V. Borgmeyer, “Osteoarthritic Pain: A Comparison of Homeopathy and Acetaminophen.” American Journal of Pain Management, 1998;8:89-91

Studio in doppio cieco, con protocollo ufficialmente approvato, per documentare l’efficacia dei rimedi omeopatici rispetto all’acetaminofene nel trattamento dei dolori da osteoartrite di 65 pazienti. I risultati dello studio hanno documentato un miglioramento dei dolori nel gruppo trattato con l’omeopatia (il beneficio fu del 55% nel gruppo trattato con l’omeopatia e del 38% nel gruppo acetaminofene). Tuttavia, la superiorità del trattamento omeopatico rispetto a quello con acetaminofene non raggiunse un significato statisticamente valido. I ricercatori conclusero che l’omeopatia nei dolori artrosici sembra sicura e almeno efficace quanto l’acetaminofene, ma priva degli effetti indesiderati sulla funzione renale ed epatica della molecola chimica. Molti dei pazienti hanno chiesto di continuare con l’omeopatia.

  • Weiser, W. Strosser, P. Klein, “Homeopathic vs. Conventional Treatment of Vertigo: A Randomized Double-Blind Controlled Clinical Study.” Archives of Otolaryngology–Head and Neck Surgery, August, 1998, 124:879-885.

Questo studio coinvolse 119 pazienti con vari tipi di vertigini. Metà dei pazienti fu trattata con l’omeopatia (sotto forma di un complesso), mentre l’altra metà con un farmaco convenzionale (betaistina idrocloridrato). In termini di efficacia, il farmaco omeopatico fu efficace quanto il prodotto chimico, ma più sicuro.

  • Reilly, M. Taylor, N. Beattie, et al., “Is Evidence for Homoeopathy Reproducible?” Lancet, December 10, 1994, 344:1601-6.

Questo studio ha preso in considerazione l’effetto immunoterapico dell’omeopatia nel caso di allergie da inalanti, replicando con successo due lavori simili pubblicati in precedenza. Nove degli undici pazienti trattati con l’omeopatia migliorarono, rispetto ai soli cinque dei tredici pazienti trattati con il placebo. I ricercatori conclusero che o le medicine omeopatiche funzionano o c’è qualcosa che non funziona negli studi scientifici controllati. Questo tipo di studio è stato di recente nuovamente replicato e sta per essere pubblicato.

  • Jacobs, L. Jimenez, S. Gloyd, “Treatment of Acute Childhood Diarrhea with Homeopathic Medicine: A Randomized Clinical Trial in Nicaragua.” Pediatrics, May 1994, 93,5:719-25.

Questo è stato il primo studio riguardante l’omeopatia ad essere pubblicato su di una rivista medica americana ufficiale. Lo studio ha preso in considerazione l’effetto di un rimedio unitario ad alta diluizione rispetto a placebo in 81 bambini, di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, affetti da diarrea acuta. Il gruppo trattato con l’omeopatia ebbe una riduzione statisticamente significativa del 15% nella durata degli attacchi. Inoltre i bambini si sono disidratati di meno, la malnutrizione post-diarrea è stata modesta  e significativa è stata la riduzione della morbilità.

  • Ernst, T. Saradeth, and K.L. Resch, “Complementary Treatment of Varicose Veins: A Randomized Placebo-controlled, Double-Blind Trial.” Phlebology, 1990, 5:157-163.

Questo studio, che ha coinvolto 61 pazienti affetti da varici venose, ha mostrato che il trattamento omeopatico migliorava il tempo di perfusione venosa rispetto al placebo.

  • Fisher, A. Greenwood, E.C. Huskisson, et al., “Effect of Homoeopathic Treatment on Fibrositis.” British Medical Journal, August 5, 1989, 299:365-66.

Questo studio in doppio cieco ha comparato l’effetto del Rhus toxicodendron al placebo in 30 pazienti sofferenti di fibromiosite. Si è visto che nei pazienti che assumevano il rimedio omeopatico i punti dolenti si riducevano del 25% rispetto al gruppo placebo.

  • Reilly, M. Taylor, C. McSherry,”Is Homeopathy a Placebo Response? Controlled Trial of Homeopathic Potency with Pollen in Hayfever as Model.” Lancet, October 18, 1986, 881-86.

Lo studio ha comparato un rimedio omeopatico di polline ad alta diluizione col placebo in 144 pazienti con rinite allergica primaverile. I parametri considerati sono stati la conta dei pollini, l’aggravamento dei sintomi e il ricorso agli antistaminici. In conclusione, si è visto che i pazienti che assumevano l’omeopatia mostravano un miglioramento dei sintomi superiore rispetto a coloro che assumevano il placebo e che la riduzione di sintomi si traduceva in un minore ricorso agli antistaminici. I risultati hanno confermato studi precedenti e dimostrano che l’omeopatia mostra effetti diversi da quelli del placebo.

  • Lamont, “Homeopathic Treatment of Attention Deficit Hyperactivity Disorder: A Controlled Study.” British Homoeopathic Journal, October, 1997, 86:196-200.

Quarantatré bambini affetti da sindrome da deficit attentivo sono stati assegnati a caso al gruppo trattato con omeopatici e al gruppo placebo. Poi, anche quelli del gruppo placebo sono passati all’omeopatia. I risultati mostrarono che i miglioramenti si manifestavano sempre con l’omeopatia, sia che questa venisse assunta fin dall’inizio, sia nel caso fosse stata assunta dopo il placebo.

  • H. Friese, S. Kruse, H. Moeller, “Acute Otitis Media in Children: A Comparison of Conventional and Homeopathic Treatment.” Biomedical Therapy, 60,4,1997:113-116, originally published in German in Hals-Nasen-Ohren (Head, Nose, and Otolyngarology) August, 1996:462-66.

In questo studio è stata data la possibilità ai genitori di scegliere tra cura omeopatica e farmaci della medicina allopatica, somministrati dal loro otorino. 103 bambini hanno seguito la cura omeopatica, mentre 28 quella convenzionale. I ricercatori hanno constatato che nel gruppo trattato con l’omeopatia le ricadute erano del 40% per paziente, mentre tra i bambini che assumevano l’antibiotico erano del 70%. Tra i bambini curati con l’omeopatia che ebbero altre otiti, il 29,3% ebbero un massimo di 3 ricorrenze, mentre tra quelli trattati con gli antibiotici, il 43,5% ebbero un massimo di 6 ricadute.

  • Dittmann and G. Harisch, “Characterization of Differing Effects Caused by Homeopathically Prepared and Conventional Dilutions Using Cytochrome P450 2E1 and Other Enzymes as Detection Systems.” The Journal of Alternative and Complementary Medicine 1996 2:2,279-290.

L’obiettivo dello studio era quello di accertare se vi fossero differenze negli effetti tra una diluizione omeopatica (D) e una diluizione convenzionale (V) di eguale concentrazione sulla formazione di p-nitrocatecolo catalizzato dal citocromo 2E1. Arsenicum album e Potassium cyanatum (D) furono comparati con una eguale diluizione di As203 e KNC (V). E’ stata trovata una differenza statisticamente significativa nei riguardi dell’attività enzimatica. Queste differenze potrebbero essere dovute al modo con cui si preparano le sostanze in omeopatia: diluizioni progressive e succussioni intermedie.

  • Linde, W.B. Jonas, D. Melchart, D., et al., “Critical Review and Meta-Analysis of Serial Agitated Dilutions in Experimental Toxicology,” Human and Experimental Toxicology, 1994, 13:481-92.

Questa meta-analisi di 105 studi di tossicologia ha mostrato che le medicine omeopatiche potrebbero essere utili nel trattamento dell’esposizione a sostanze tossiche.

  • Davenas, B. Poitevin, and J. Benveniste, “Effect on Mouse Peritoneal Macrophages of Orally Administered Very High Dilutions of Silica.” European Journal of Pharmacology, April, 1987, 135:313-319.

Questo studio ha mostrato che SILICEA 6CH e SILICEA 10CH sono state capaci in modo statisticamente  significativo di aumentare le risposte immuni di macrofagi di topo.

  • Paolo Bellavite and Andrea Signorini, Homeopathy: A Frontier in Medical Science. Berkeley: North Atlantic, 1995.

E’ la pubblicazione più importante tra quelle che  trattano la ricerca scientifica in omeopatia. In alcuni eccellenti capitoli vengono esposte le varie teorie che tentano di dare una spiegazione al funzionamento delle diluizioni omeopatiche, alla luce della biofisica, dei frattali, del caos e della teoria della complessità.

  • Roeland van Wijk and Fred A.C. Wiegant,Cultured Mammalian Cells in Homeopathy Research: The Similia Principle in Self-Recovery. Utrecht: University of Utrecht, 1994.

Questo è un testo tecnico che riguarda studi sugli effetti delle diluizioni omeopatiche sulle cellule. E’ una verifica del principio dei simili.

  • Benefici economici delle terapie omeopatiche. Costi e benefici delle terapie omeopatiche. Caisse Nationale de l’Assurance Maladie des Travailleurs Salaris, 1996.

E’ uno studio su 130.000 prescrizioni che conferma i benefici e i vantaggi economici del metodo omeopatico. L’indagine ha anche mostrato che i giorni di assenza per malattia dal lavoro dei pazienti curati con l’omeopatia erano 3.5 volte inferiori (598 giorni/anno) rispetto ai pazienti sottoposti a cure allopatiche (2.017 giorni/anno). Sebbene le medicine omeopatiche in Francia rappresentino il 5% del totale prescritto, incidono solo del 1.2% sulle spese di rimborso dei farmaci, considerato il loro basso costo (in Francia l’omeopatia è rimborsabile dal servizio sanitario nazionale).

  • Jacobs, J, Smith, N. “Charges, utilization, and practice patterns from a pilot insurance program covering alternative medical services.” American Public Health Association Conference, New York City, November 18-21, 1996.

Questo è uno studio condotto a Seattle (USA) che ha messo a confronto l’impiego e il costo di alcune terapie alternative: omeopatia, naturopatia e agopuntura. L’omeopatia è risultata la meno costosa e, inoltre, i pazienti  che si rivolgevano a questa metodica nel complesso facevano meno visite dal medico omeopata rispetto a chi si rivolgeva agli altri medici alternativi. (Tuttavia, questo studio non ha fatto confronti con la medicina convenzionale). Vedere anche: W.B. Jonas and J. Jacobs, Healing with Homeopathy. New York: Warner, 1996.

  • “Cost-effectiveness of homeopathic treatment in a dental practice,” British Homoeopathic Journal. January, 1993;82,1:22-28

Questo studio ha preso in considerazione il lavoro di un dentista-omeopata e ha mostrato che i suoi trattamenti erano superiori in termini di rapporto costi e benefici rispetto ad un dentista convenzionale.

  • Swayne, J., W. Feldhaus. “The cost and effectiveness of homeopathy.” British Homoeopathic Journal July 1992;81,3:148-150.5H.

Questo studio ha mostrato che i medici che praticano l’omeopatia fanno meno prescrizioni e a costi inferiori rispetto ai loro colleghi convenzionali.

  • Gerhard, I, G. Reimers, C. Keller, and M. Schmuck, “Weibliche fertiltitasstorungen. Vergleich homoopathischer einzelmittel–mit konventioneller hormontherapie.” Therapeutikon. 1991;7:309-315.

Un piccolo studio sul trattamento omeopatico nell’infertilità. Ha mostrato che le cure omeopatiche, a parità di risultati, erano 30 volte meno costose rispetto alle cure convenzionali.

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Rivalutazione  dell’Omeopatia

Nella diluizione omeopatica, la sostanza di partenza non è più presente, ma nel liquido è rimasta la  memoria  dell’energia della massa di cui era composta la sostanza che ha influenzato i domini di coerenza dell’acqua e il rimedio omeopatico andrà ad influenzare per risonanza l’organo che oscilla alla stessa frequenza del rimedio. (Piergiorgio Spaggiari)

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La medicina integrata dalla fisica   

Piergiorgio Spaggiari: Fisico e medico, già docente universitario e ricercatore del CNR, già direttore generale di importanti aziende ospedaliere della regione Lombardia.

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La terapia di regolazione

Il fisico tedesco Prof. F. A. Popp fondatore dell’Istituto Internazionale di Biofisica a Neuss (1996) ha dimostrato che tutti i processi vitali sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche  che sono preposte ai processi biochimici. Alla base di ogni malattia c’è un disturbo del campo elettromagnetico. Le oscillazioni prodotte dai sistemi organici possono essere trasformate in oscillazioni terapeutiche mediante apparecchiature di Biorisonanza, già presenti sia in Italia che all’estero, le quali hanno lo scopo di ripristinare la funzionalità dei sistemi di regolazione dell’organismo.

Le emissioni fotoniche di basso livello originano da campi elettromagnetici coerenti delocalizzati, strettamente associati con i processi metabolici. L’emissione fotonica dell’uomo è estremamente debole ma esiste e va dai 10 ai 1000 fotoni al secondo, prodotti dal normale funzionamento delle cellule. Alla base di ogni malattia c’è un disturbo del campo elettromagnetico. Ogni cellula vivente è un risonatore elettromagnetico in grado di emettere e riassorbire radiazioni di frequenza molto alta. Il risonatore-chiave all’interno della cellula è la catena del Dna la cui elica, con la propria frequenza oscillatoria, rappresenta un produttore, un accumulatore e un emettitore di fotoni. Tale emissione è direttamente proporzionale alla salute delle cellule. Piergiorgio Spaggiari, Caterina Tribbia: Medicina quantistica (La medicina attraverso la fisica dei quanti) Tecniche Nuove 2016, pp.158/159

Fra i precursori di questo approccio terapeutico merita una menzione particolare il dr. Royal Raymond Rife che, alla fine degli anni ’20, sviluppò un generatore di frequenze con il quale trattò con successo, nei primi anni ’30, mille pazienti a cui era stato diagnosticato un cancro incurabile. A seguito di questo risultato eccezionale la University of Southern California nominò un comitato speciale di ricerca medica, il Special Medical Research Committee, per portare pazienti malati di cancro terminale  dal Pasadena County Hospital al laboratorio e clinica di Rife a San Diego, perché ricevessero la  terapia. Il team includeva medici e patologi che erano incaricati di esaminare i pazienti per 90 giorni, se fossero stati ancora in vita. Dopo 90 giorni di trattamento il Comitato concluse che l’86.5% dei pazienti era stato completamente curato. Fu poi trovata una modalità di trattamento ed anche il restante 13.5% dei pazienti rispose positivamente nelle successive 4 settimane. Quindi il tasso di guarigione totale con l’uso della tecnologia Rife raggiunse il 100%.

https://www.quantumbalancing.com/rife-historyif.htm

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Applicazione delle frequenze elettromagnetiche

Con un apparecchio ideato nel 1924 dall’Ingegnere russo J. G.Lakhovsky, generatore di oscillazioni di una lunghezza d’onda di circa 2 metri, che corrispondeva a 150.000.000 di vibrazioni al secondo (Hz), J. Magrou e il Chirurgo A. Gosset dell’Istituto Pasteur di Parigi, duplicarono l’esperimento di J. G. Lakhovsky, ottenendo la guarigione del Pelargonium (una pianta di geranio), divenuto canceroso dopo l’inoculazione del Bacterium tumefaciens. L’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple di J. G.Lakhovsky fu usato con successo in cliniche francesi, svedesi e italiane per curare escrescenze cancerogene e lesioni prodotte da ustioni da radio, gozzi e una gamma di malattie ritenute incurabili. Lakhovsky si trasferì a New York nel 1941. Il reparto di fisioterapia di un grande ospedale di New York usò il suo Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple per curare con successo artrite, bronchite cronica, lussazione congenita dell’anca e altre affezioni.  Quando Lakhovsky morì nel 1942, egli aveva gettato le basi della radiobiologia; tuttavia, la classe medica non volle dare seguito alle sue scoperte e oggi l’uso dell’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple per trattamenti medici è ufficialmente proibito dal Ministero della Sanità americano.

Nicola Brunori: La medicina e la teoria elettronica della materia – I nuovi concetti di diagnosi e di cura del Dott. Albert Abrams (1927) p.518

Già a quell’epoca J. G.Lakhovsky sosteneva che la cellula era un risonatore vivente. Quindi considerando la vita come un’armonia di vibrazioni, è facile comprendere come essa possa essere alterata o soppressa da qualsiasi circostanza che provochi uno squilibrio oscillatorio, specialmente per l’irradiazione da parte di certi microbi che annulla quella delle cellule più deboli e meno resistenti. A tutti sono note le proprietà elettriche dei germi patogeni, i quali immersi in un liquido conduttore di elettricità e in cui passi la corrente, si dispongono in modo che alcuni vanno verso il polo positivo e altri verso il polo negativo. I germi che vibrano alla stessa frequenza della cellula sono per essa inoffensivi, perché non ne modificano la lunghezza d’onda. Molti invece sono nocivi perché dotati di proprietà elettriche diverse e vibranti su di un’altra lunghezza d’onda e modificano quindi per induzione forzata l’equilibrio oscillatorio delle cellule. E’ necessario che l’ampiezza dell’oscillazione cellulare abbia un valore sufficientemente grande affinché l’organismo sia in un buono stato di difesa contro l’irradiazione offensiva di certi microbi. il microbo che vibra ad una frequenza inferiore o superiore a quella delle cellule dell’organismo, produce uno squilibrio oscillatorio nell’essere vivente. Per cui la cellula è costretta a vibrare in condizioni differenti da quelle che le impone la sua esistenza ed è obbligata a modificare l’ampiezza o la frequenza della propria vibrazione che il microbo soffoca più o meno completamente: è diventata una cellula malata. Per guarirla è necessario imporle una radiazione di frequenza e di ampiezza conveniente, la quale, ridonando alla cellula l’energia (della giusta lunghezza d’onda [NdA]) che le manca, le renda la salute e la riconduca allo stato normale primitivo. L’azione di questa radiazione ausiliaria annulla e controlla l’azione nefasta del microbo.

Nicola Brunori: La medicina e la teoria elettronica della materia – I nuovi concetti di diagnosi e di cura del Dott. Albert Abrams (1927)

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Aura dell’Essere umano

Il campo elettromagnetico delle forme viventi si estende oltre il visibile. Anche l’uomo ha un campo elettromagnetico ma normalmente non è percepibile dall’occhio umano perché è troppo debole e non ricade nello spettro visibile delle onde luminose. Solo alcune persone che hanno una vista particolarmente dotata possono vederlo, altrimenti ci vogliono degli strumenti particolari, sperimentati per la prima volta dal fisico Walter J. Kilner nel 1911 e poi dallo scienziato Semyon Davidovich Kirlian nel 1939.

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Foto Kirlian di un  pomodoro  prima della cottura (a destra) e dopo la cottura (a sinistra).

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Foto Kirlian di una mela (a sinistra) e di un fungo (a destra) appena colti.

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Dalla vasca di Betesdà al trasferimento frequenziale dei farmaci

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Il Trasferimento Farmacologico Frequenziale  (TFF)

Massimo Citro: Medico, Ricercatore, direttore dell’Istituto di Ricerca IDRAS di Torino

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Il Codice Primo

Il TFF è stato messo a punto dal Dr.Massimo Citro  nel 1990 e consiste nel trasferimento in Acqua degli EFFETTI di una sostanza farmacologica  attraverso dei circuiti elettronici di amplificazione. Successivamente il paziente assumerà l’Acqua contenente le informazioni del farmaco, senza quindi la necessità di somministrare il farmaco in forma molecolare. In pratica  l’Acqua è capace di memorizzare le Frequenze  irradiate dal medicinale, cioè il suo Codice,  divenendo una sua copia fatta di Acqua.

Citro, M., “ TFF: un’alchimia elettronica. Basi teoriche e dati preliminari”, Empedocle (IPSA Ed.), anno X. 2/3, 1992 a., pp. 39-44.

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Dal  segnale  al  paziente

Il TFF è un tipo di trasferimento del farmaco indiretto, che si avvale cioè di un intermediario, l’Acqua, ma si può ottenere un risultato più veloce  in modo diretto, in questo caso non si attiva l’Acqua ma il paziente stesso è collegato a mezzo di cavo ed elettrodo metallico all’uscita del circuito e la risposta si ottiene già durante il trasferimento stesso. Anche le Sostanze omeopatiche si possono trasferire con lo stesso sistema.

Citro, M., “ TFF: dal farmaco alla frequenza”, Vivibios, anno II, n.3 1992 b, pp. 66-72

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Probabile  meccanismo  d’azione

Il segnale elettromagnetico del farmaco, una volta raggiunta la superficie della cellula, farebbe vibrare la membrana cellulare sulla stessa frequenza di risonanza del farmaco, come se ci fosse davvero il farmaco. La cosa interessante è che questo segnale deve percorrere la stessa via del farmaco, cioè se il farmaco veniva iniettato in vena, anche il segnale deve essere inviato in vena, come se l’organismo avesse memorizzato la via di trasmissione. Inoltre il TFF non funziona se il paziente non aveva già assunto il farmaco molecolare almeno una volta.

Citro, M., “ TFF: dal farmaco alla frequenza”, Vivibios, anno II, n.3 1992 b, pp. 66-72

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Dalla Teoria alla pratica

E’ noto che i pazienti affetti dal Morbo di Parkinson trattati con la L-DOPA, un precursore della Dopamina, in quanto, essa in forma pura non è in grado di raggiungere il cervello, lamentano numerosi e sgradevoli effetti collaterali.

Il TFF invece permette di somministrare la Dopamina pura che arriva direttamente al cervello, perché i segnali si propagano  superando ogni barriera anatomica. Tutti i pazienti trattati con il TFF hanno ottenuto benefici in tempi brevi, recuperando le loro funzioni, SENZA effetti collaterali e SENZA  presenza di tossicità. I miglioramenti perdurano finché dura l’assunzione del TFF.

Massimo Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pp. 78-79

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Intervista a Massimo Citro

Link del Video: https://youtu.be/6Mduh48mz1A – 20 Settembre 2013

Testo dell’intervista

“Abbiamo iniziato a lavorare con la Dopamina nel morbo di Parkinson perché la Dopamina chimica non arriva a… c’è una barriera emato-encefalica, per cui non arriva al cervello e dobbiamo usare la DOPA che è un precursore che passa.. arriva nel cervello e poi viene decarbossilata in Dopamina. Questo però produce un sacco di effetti collaterali, i Parkinsoniani sanno che  devono aumentare purtroppo la dose con tanti effetti collaterali. Noi passiamo il segnale della Dopamina… perché il segnale passa ogni barriera e otteniamo gli stessi effetti della Dopamina senza danni.

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Il sistema intrinseco di regolazione  (SIR)

Se assumiamo un farmaco in forma molecolare siamo costretti a prendere tutto il pacchetto, cioè anche gli sgradevoli effetti collaterali.

Se invece di quel farmaco se ne  assumono SOLO le informazioni, ovvero il suo Codice, il nostro corpo prenderà in considerazione SOLO le frequenze con cui risuona ed escluderà le informazioni che possono indurre effetti nocivi. Questo sistema intrinseco di regolazione sarebbe anche responsabile della difesa  da attacchi elettromagnetici portati dall’esterno.

Massimo Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pag.  81

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Omeopatia  e Farmaci allopatici:  Differenze

Omeopatia significa:  Similia  Similibus  Curantur  e agisce per Risonanza.

Allopatia significa:  Contraria Contrariis Curantur  e agisce per  Contrasto.

La lunghezza d’onda di un farmaco è standard e raramente presenta una radiazione, se è composto  di  sostanze chimiche. In omeopatia viene veicolata la medesima onda ma con energie differenti che dipendono dalla quantità di diluizioni a cui è stato sottoposto il  soluto di origine naturale (minerale, vegetale o animale) sottoposto alla  Dinamizzazione. Quindi la stessa sostanza può essere curativa o dannosa!

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Omeopatia  e TFF – Differenze

Link del Video: https://youtu.be/6Mduh48mz1A- 20 Settembre 2013

Testo dell’intervista

“Noi utilizziamo in comune con l’omeopatia il supporto acqua, la preparazione è diversa perché noi non diluiamo nulla ma irradiamo con frequenze dall’esterno l’acqua e poi, ovviamente, mentre l’omeopatia si basa sul principio del simile, noi utilizziamo invece farmaci cosiddetti allopatici, chimici, che non sostituiscono la terapia naturale ovviamente, sono solo un modo per noi  per poter portare avanti una ricerca che deve sfociare ben oltre, diciamo su binari paralleli ma nettamente distinti con l’omeopatia”.

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I Globuli rossi e  l’Energia

Link del Video: https://youtu.be/mB0KG7RDlVc – 22 Maggio 2017 (N.B: Il link non risulta più attivo ma il video è ugualmente visionabile perchè è inserito all’interno dello Slideshow)

Testo dell’intervista

“Questi sono i globuli rossi che si sono saldati assieme perché hanno perso la loro carica elettrica, si sono incollati come in una pila di monetine uno sull’altro. In questa zona si trova una grossa coalescenza, queste conformazioni sono collegate alle malattie cardiovascolari, alle artriti e alle malattie polmonari”. La dottoressa offre al paziente un po’ d’acqua strutturata, in dodici minuti la dottoressa preleva al paziente un campione di sangue da analizzare. “Qui potete osservare che le cellule sono diventate più vitali, più dinamiche. Hanno recuperato la loro carica elettrica in modo da respingersi una dall’altra, permettendogli di trasportare l’ossigeno. Possiamo osservare che al centro delle cellule si è formato un nuovo nucleo. Penso che è veramente meraviglioso che l’acqua o semplicemente bevendo l’acqua ciò possa accadere”.

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L’Acqua Strutturata fornisce la carica energetica

Per trasportare ossigeno i globuli rossi devono possedere una carica elettrica  che li faccia respingere l’uno dall’altro e ne impedisca l’aggregazione.   Pearl Laperla, Dr.ssa in medicina ed immunologia (Nevada-USA)  esaminando una goccia di sangue con un microscopio speciale, ha osservato che quando i globuli rossi perdono la loro carica elettrica  si saldano insieme l’uno sull’altro come in una pila di monetine. Queste formazioni sono state osservate nelle malattie cardiovascolari, nelle artriti e nelle malattie polmonari. Ma l’assunzione di Acqua Strutturata ristabilisce l’equilibrio.

Nello sfondo della Slide: Bioluminescenze delle forme di vita acquatiche

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L’Acqua  Brucia!

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Vladimir Leonidovich  Voeikov: Vicepresidente dell’Istituto di Chimica Bio-organica, Prof. di Chimica Bio-organica  – Facoltà di Biologia dell’Università  Lomonosov di Mosca.

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L’Acqua di 4°Fase

Vicino alla superficie di una cellula ci sono molecole particolari di Acqua organizzata chiamata acqua della Quarta Fase. Quest’Acqua ha una carica elettrica negativa, è un potenziale donatore di elettroni ed è immersa in un’Acqua che contiene un eccesso di protoni e di ossigeno che è un recettore di elettroni e quindi potenzialmente quest’Acqua può Bruciare! La sua forma non è gassosa, non è liquida e non è solida, ma somiglia ad un Cristallo liquido quasi polimerico. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

Queste proprietà dell’acqua di cambiare stato sono conosciute da molto tempo, già dal 1930, 1940, ma chissà per quale motivo poi sono state interrotte e quasi dimenticate.  Gerald Pollack ha ripreso queste scoperte e ha avuto il merito di scoprire nuove proprietà dell’acqua che prima non si conoscevano, come ad esempio la “separazione delle cariche” oppure l’effetto dei campi elettromagnetici sulla struttura dell’acqua. Gli esseri ricevono la maggior parte dell’energia strutturata dalla separazione delle cariche elettriche dell’acqua: quindi riceviamo l’energia dall’acqua e non dal cibo. E’ l’acqua il nostro maggiore fornitore.

http://quanticmagazine.com/archives/15/01/2015/lacqua-la-base-dello-stato-vivente-intervista-al-prof-vladimir-voeikov/

Pollack e i suoi colleghi hanno scoperto che lo spessore dello strato di acqua “speciale” sulle superfici idrofile può raggiungere centinaia di micron. Le proprietà particolari di quest’acqua sono molto diverse dall’acqua di massa. Gli elettroni in quest’acqua hanno un grado molto più alto di eccitazione degli elettroni di una massa d’acqua e ci vuole solo un’energia di eccitazione piuttosto bassa per renderli liberi. Non appena una radiazione, in particolar modo lo spettro infrarosso della luce, ispessisce lo strato di acqua di zona d’esclusione, aumentando così la sua capacità di donare elettroni, l’acqua di zona d’esclusione diventa una fonte praticamente inesauribile di elettroni. Il risultato di questo processo è un accrescimento complessivo della dotazione di energia strutturale.

II° CONGRESSO-CONCERTO di PSICOMEDICINA QUANTISTICA ®

“L’Epigenetica dei Miracoli. Nuove convergenze tra Scienza e Spiritualità”

PROF. VLADIMIR VOEIKOV: L’Acqua, la base dello stato vivente

E’ interessante osservare che l’acqua nelle cellule viventi, dove ogni molecola d’acqua non dista più di qualche frazione di micron da una qualche superficie, assume un’apparenza vetrosa che gioca un ruolo importante in biologia. Come osservano Pagnotta e Bruni: “l’acqua interfacciale intra-cellulare è direttamente coinvolta nella formazione di matrici amorfe con proprietà dinamiche strutturali simili al vetro. Noi proponiamo che questa vetrosità dell’acqua, geometricamente confinata dalla presenza di superfici intracellulari solide, è una caratteristica chiave che è stata sfruttata dalla natura per costruire un meccanismo capace di accordare tra loro le molto differenti scale temporali della dinamica della proteina e del solvente; cioè di rallentare la dinamica veloce del solvente e farla sovrapporre con i tempi di trasformazione, molto più lenti, della proteina in modo da sostenere le funzioni biologiche. In aggiunta, ed egualmente importante, lo stesso meccanismo può essere usato per fermare completamente o rallentare i processi biologici, come una protezione contro condizioni estreme come la bassa temperatura o la disidratazione.”

Le proprietà anomale dell’acqua interfacciale erano già note alla fine degli anni ’40. In particolare, è stato scoperto che strati spessi di acqua, contigui a superfici biologiche, restano fermi quando il fluido circostante è vigorosamente agitato  e vi è una relazione tra lo spessore dello strato e l’intensità dell’agitazione del liquido circostante.

Le proprietà fisiche dell’acqua EZ (zone di esclusione) potrebbero essere riassunte come segue:

1) l’acqua EZ è considerevolmente più viscosa dell’acqua normale (di circa dieci volte).

2) L’acqua EZ ha un potenziale elettrico negativo (fino a 150 mV) rispetto alla normale acqua circostante; quindi la coppia acqua EZ – acqua normale è una pila redox. Questa proprietà dell’acqua EZ potrebbe render conto dell’origine delle eccitazioni elettroniche considerate da Szent-Gyorgyi.

3)  I protoni si concentrano al confine tra l’acqua EZ e l’acqua normale.

4) L’acqua EZ mostra un picco di assorbimento di luce a 270 nm; esso emette fluorescenza quando viene eccitata da luce che abbia questa lunghezza d’onda.

5) L’illuminazione dell’acqua EZ attraverso la luce (specialmente la radiazione infrarossa) accresce lo spessore dello strato.

6) L’acqua EZ non può ospitare soluti: l’acqua coerente (stato vetroso) è un liquido a bassa densità ma le sue molecole sono simultaneamente così impacchettate che l’ingresso di molecole esterne (soluti) non è consentito ed esse possono soltanto affollarsi sulla superficie.

Altre proprietà anomale delle precedenti varietà di acque coinvolgono la termodinamica (forte diminuzione del calore di mescolamento con soluzioni alcaline titolate), etc.

Il salto di potenziale elettrico esistente sull’interfaccia tra acqua coerente ed acqua non-coerente è stato stimato essere nell’intervallo 55 ÷ 120 mV , in buon accordo con i valori osservati dei potenziali elettrici sulle membrane cellulari e sull’acqua EZ.

La frequenza di oscillazione del campo elettromagnetico, intrappolato nel Dominio di Coerenza, è 0,26 eV a T=0 nello stato fondamentale del Dominio di Coerenza.

Quando il Dominio di Coerenza accumula energia questa frequenza cambia; in più la frequenza, che dipende dal numero di molecole coerenti, diminuisce quando questo numero diminuisce aumentando la temperatura. Non è stata ancora calcolata la velocità di questa decrescita, che potrebbe concepibilmente dar luogo ad una frequenza di circa 0,2 eV a temperatura ambiente. E’ interessante che gli aminoacidi coinvolti negli organismi viventi mostrano linee spettrali vicino a questo valore.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

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Gli elettrodi dell’Acqua

L’Acqua  organizzata in Domini di coerenza e l’Acqua caotica e disordinata possono coesistere perché la prima ha una carica elettrica  negativa e la seconda ha una carica elettrica positiva, quindi abbiamo sempre  due elettrodi. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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I  Catalizzatori dell’Acqua

Il flusso degli elettroni dall’Acqua coerente all’ossigeno che è presente nell’ Acqua disorganizzata è consentito da alcuni Catalizzatori che trasformano l’energia esterna a bassa densità in energia libera organizzata o coerente.

Questi  Catalizzatori (Interruttori) sono i carbonati e i bicarbonati (monossido e biossido di carbonio), i quali derivano dalla combustione di composti organici, principalmente carbonio che noi stessi produciamo attraverso i nostri prodotti metabolici  e che poi emettiamo con il processo della respirazione.

Quindi più noi respiriamo e più catalizzatori per l’acqua noi produciamo.

Recentemente si è scoperto che il bicarbonato di sodio sostiene una combustione stabile dell’acqua a lungo termine.

In un esperimento in una provetta, è stato osservato che esso, come tutti i bicarbonati, emette fotoni spontanei di basso livello, ma li può emettere anche in caso di stimolazione, addirittura durante un’eclissi di luna e nei due giorni successivi e l’emissione è oscillante per un’altra settimana successiva all’eclissi.

https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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Un principio Contrario alla 2° Legge della termodinamica

I sistemi acquosi sono dei trasformatori di reazione con un’alta capacità informativa. Prendono un’energia a bassa densità, come per esempio il calore e la trasformano in energia libera ad alta densità, con un principio che è contrario alla seconda legge della termodinamica e che si avvicina alla Termodinamica dei sistemi aperti e dissipativi, studiati dal premio Nobel (1977)   per la chimica Ilya Pregogine. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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L’Acqua è un Combustibile

L’acqua gelificata di quarta fase è un Combustibile. E’ ossidata dall’ossigeno e i prodotti di questa combustione sono Acqua, ossigeno ed energia.

Si tratta di un’Acqua coerente a bassa entropia che è convertita in un’Acqua disordinata ad alta entropia.

L’acqua è il catalizzatore necessario per i processi di combustione. Se noi prendiamo un pezzo di carbone completamente secco e lo mettiamo a contatto con l’ossigeno in un ambiente altrettanto secco non c’è combustione, affinché ci sia combustione bisogna aggiungere un pochino di acqua. Il carbone non si trasforma in anidride carbonica per la presenza dell’ossigeno che c’è nell’aria, ma per l’ossigeno presente nelle molecole dell’acqua. L’ossigeno si unisce al carbonio e forma l’anidride carbonica, mentre gli atomi di idrogeno rilasciati si uniscono all’ossigeno e vanno a formare ancora acqua. Quindi non è il carbone che brucia, ma è l’acqua che brucia.

https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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Processo del Sistema acquatico

Il  Processo dell’Acqua che Brucia è supportato dai Carbonati che sono sempre presenti in qualsiasi tipo di Acqua. Poi sotto l’influenza dell’energia radiante  (soprattutto dei raggi infrarossi), quella parte di Acqua che non è stata utilizzata nel processo di combustione, viene riconvertita in Acqua organizzata o di quarta fase. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

I biofotoni o ultra-deboli emissioni di fotoni biologici sono onde elettromagnetiche deboli che sono state rilevate nella gamma ultravioletta dello spettro e sono stati scoperti nel 1923 dal biologo russo Alexander Gavrilovich Gurwitsch (1874-1954). Egli ha introdotto il concetto di radiazione mitogenetica. Il punto chiave di questa scoperta è che queste emissioni a bassa energia hanno un’influenza sul ruolo della fisiologia cellulare.

Affinché una cellula possa dividersi in due cellule figlie sono necessarie due condizioni:

  • Deve replicare il suo DNA nel nucleo.
  • Ci deve essere uno stimolo dall’ambiente che dia un impulso alla divisione.

Senza questo stimolo la mitosi non può iniziare. Ci sono due meccanismi possibili che possono dare inizio a questo processo:

  • Modello chiave e serratura: in base a questo concetto ci sono dei recettori sulla membrana cellulare per degli ormoni mitotici, i quali danno il via al processo della mitosi. Questo è il modello prevalente oggi in biologia.
  • Modello di risonanza, secondo il quale la superficie cellulare è un’unità coerente oscillante che risuona con lo stimolo mitotico di natura pure oscillatoria. Quindi anche questo si può chiamare un modello chiave e serratura, ma molto più moderno di quello precedente. La differenza che c’è fra i due modelli si può spiegare con l’apertura della macchina con la chiave o con il telecomando.

A questo proposito Alexander Gavrilovich Gurwitsch fece un esperimento interessante: illuminando la radice di una cipolla con una luce fotonica, vide che il numero delle mitosi della parte che era stata colpita dalla luce era superiore di quello della parte non illuminata, facilmente verificabile tagliando a fettine la radice. Questo prova che lo stimolo esterno che dà inizio alla mitosi è costituito da un’onda fotonica di natura ultravioletta. Se non c’è divisione cellulare non c’è vita e se non c’è una radiazione mitogenetica non c’è vita.

Ci sono due tipi principali di radiazioni mitogenetiche: quelle spontanee e quelle stimolate: le radiazioni mitogenetiche spontanee accompagnano anche alcune reazioni biochimiche e dei processi chimico-fisici che si verificano all’interno dei sistemi acquosi e nelle reazioni redox che avvengono nei sistemi acquosi. Le condizioni fondamentali affinché si possano attivare le radiazioni mitogenetiche è la presenza di acqua e di ossigeno.

https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

L’energia che occorre per eccitare i campi elettromagnetici affinché rilascino queste radiazioni mitogenetiche deriva dai processi metabolici.

La sorgente primaria di energia, sia per la radiazione mitogenetica, nel campo dell’ultravioletto, sia per le emissioni biofotoniche, nel campo del visibile, sono i processi ossidativi e le reazioni che coinvolgono l’ossigeno e che direttamente vengono ridotte con elettroni che sono estratti da una sorta di carburante che provoca una combustione. Quindi non solo energia estratta dai processi mitocondriali, ma anche energia estratta da questa forma di combustione legata ai processi ossidativi. La più grossa differenza con i processi di combustione che si verificano in biochimica è che producono luce, mentre invece i processi di putrefazione o di decomposizione producono calore. Nei processi ossidativi c’è sempre emissione di luce o nello spettro del visibile o nello spettro dell’ultravioletto e se c’è luce significa che c’è una radiazione elettromagnetica ordinata, se invece c’è calore non c’è ordinamento nella radiazione. https://youtu.be/amvOiOTD964

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Le vibrazioni dell’acqua

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L’Acqua non ha  Radiazioni proprie

L’Acqua chimicamente è una combinazione di idrogeno e di ossigeno ed è senza vita. Ma a contatto  di un minerale, di un essere umano  o di un qualsiasi emettitore di onde,  entra rapidamente in vibrazione, si dinamizza e mantiene per un determinato tempo e in condizioni idonee le Radiazioni che ha ricevuto. Le Acque zampillanti che provengono da una sorgente naturale sono le migliori, perché si sono arricchite delle radiazioni dei minerali con i quali sono venute a contatto durante il loro tragitto e sono Vive, al contrario di quelle imbottigliate, dove le Radiazioni diminuiscono rapidamente e dopo 10-15 giorni se non erano molto alte, scompaiono!

Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011

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Le acque a 7 frequenze  (Acque a luce bianca)

 Le Acque che scaturiscono in Luoghi Sacri, soprattutto nei Santuari Mariani,  hanno caratteristiche particolari:

  • Reazioni di precipitazione colloidale diverse
  • Differenti spettrometrie
  • Possiedono TUTTE le sette frequenze di base su cui, secondo la Scuola Francese di Auricolomedicina del Dott. Paul Nogier risuonano i vari tessuti biologici

L’Acqua di Lourdes (non alla sorgente) emette: 22 mila Bovis

L’Acqua del fiume Giordano: 19 mila Bovis

L’Acqua del Gange: 18 mila Bovis

L’Acqua del pozzo di Zam Zam: 20,5 mila Bovis

Ciccolo, E., Verso l’unità cosmo, La Rosa Ed., Crescentino, 1991 – “L’energia delle acque a luce bianca”, E. Ciccolo, Mediterranee, 2001

[L’Unità Bovis (UB) corrisponde a un ångström, usato in fisica per misurare le lunghezze d’onda infinitesimali ed è pari alla decimiliardesima parte di un metro]

Elenco delle 7 frequenze

  • Frequenza A (ca. 2,5 Hz) energia di tipo elettrico, frequenza di base dei tessuti, corrisponde alla cellula, alle mucose, alla pelle.
  • Frequenza B (ca. 5 Hz) energia di tipo magnetico, regola le funzioni respiratorie, digestive ed endocrine – tranne quelle surrenaliche.
  • Frequenza C (ca. 10 Hz) energia di tipo magnetico-polarizzata, regola le funzioni circolatorie, muscolari ed ossee, il sistema renale e genitale.
  • Frequenza D (ca. 20 Hz) energia conduttrice di tutte le altre energie, regola l’equilibrio delle simmetrie, cioè il bilanciamento tra i due emisferi.
  • Frequenza E (ca. 40 Hz) energia di tipo magnetico-polarizzata, regola le funzioni dell’apparato neurologico e neurovegetativo.
  • Frequenza F (ca. 80 Hz) energia di tipo magnetico, regola i centri della sottocorteccia cerebrale che comandano le funzioni della frequenza E, è correlata alla sensazione di sentirsi a proprio agio o a disagio.
  • Frequenza G (ca. 160 Hz) energia di tipo elettrico, corrisponde alla coscienza, è influenzata da tutte le altre frequenze ma a sua volta è in grado di influenzarle.

Le acque sacre a 7 frequenze sono dette “a luce bianca” (o anche “Acque Bianche”) e possono essere suddivise secondo la risonanza con i 4 elementi:

  • Acqua di Lourdes, elemento terra, predominano le frequenze A-G, è adatta alla purificazione.
  • Acqua di Montichiari, elemento acqua, predominano le frequenze B-F, stimola l’elevazione energetica e spirituale dell’essere.
  • Acqua di Medjugorje, corrispondente all’elemento aria, predominano le frequenze C-E, favorisce l’assimilazione corretta di ossigeno ed alimenti,
  • Acqua di San Damiano, elemento fuoco, predomina la frequenza D, generalmente utilizzata in disequilibri del sistema nervoso

(“L’energia delle acque a luce bianca”, E. Ciccolo – Mediterranee, 2001).

Nel baricentro delle piramidi energetiche si trova sempre dell’acqua. A Lourdes, a Fatima, a Medjugorje, a San Damiano, a Montichiari (BS) troviamo l’acqua ed è sempre un’acqua carica di energie utili all’uomo. (http://www.salutenatura.com/acque-mariane)

E c’è un fatto che ha sempre sconcertato gli scienziati: nell’acqua delle piscine di Lourdes entrano ogni giorno centinaia di ammalati. La sera l’acqua è sporca e torbida, ma priva di germi. Nessun ammalato è mai stato contagiato durante quei bagni.

Dice la Dr.ssa Enza Ciccolo: “Mi chiesi: “Chissà quanti batteri deve contenere quell’acqua”, e decisi di analizzarla. Ne portai un campione nel mio laboratorio e vidi che era piena di organismi patogeni, ma che questi erano diventati innocui, non erano aggressivi. Facendo un esame spettroscopico, constatai che in quell’acqua erano presenti tutte le frequenze della luce, cosa che non si riscontra mai nelle altre acque. Ed erano proprio quelle frequenze perfette, straordinarie, potenti, che impedivano ai germi patogeni di agire, di nuocere. Ho constatato, inoltre, che quelle particolari frequenze presenti nell’acqua di Lourdes, portano benefici a tutto il corpo, ma in particolare ai tessuti che hanno un’origine ectodermica, cioè la pelle e il sistema nervoso. E’ noto infatti che a Lourdes sono moltissime le guarigioni che riguardano le malattie della pelle e quelle legate al sistema nervoso, come le paralisi”.

(Ciccolo, E., Verso l’unità cosmo, La Rosa Ed., Crescentino, 1991)

(“L’energia delle acque a luce bianca”, E. Ciccolo, Mediterranee, 2001)

Riscontri scientifici hanno dimostrato che le popolazioni che utilizzano acque ionizzate altamente alcaline hanno una longevità maggiore e non soffrono di molte patologie così dette da civilizzazione.

L’acqua Alcalina non è un invenzione umana, ma una creazione della natura.

Infatti è Alcalina l’acqua del mare, l’acqua delle sorgenti dei fiumi e dei laghi. Molti di questi sparsi nel mondo sono altamente alcalini fino a pH 9-10. Se andiamo a scavare nella nostra storia evolutiva scopriamo che gran parte dell’evoluzione umana si è svolta attorno ai laghi della Rift Valley, specialmente in uno in particolare: il Turkana. Attorno a queste acque, sono stati ritrovati i fossili di ben 6 tipi dei nostri antenati, tra cui l’Homo Hergaster che sarebbe poi diventato Homo Sapiens. Il Turkana è il lago alcalino più grande del mondo, con un pH di circa 9,5 – 9,7. Il Malawi con un pH 8,8-9, l’acqua di Lourdes in Francia oltre pH 9.

Invece le acque degli acquedotti o che compriamo in bottiglia hanno un valore pH quasi neutro 6,8 – 7,8.

http://acquaalcalinaionizzata.altervista.org/blog/lacqua-alcalina-ionizzata/?doing_wp_cron=1415322478.5694539546966552734375 17 Aprile 2013

Le acque di montagna più famose del mondo, le acque rinomate per le loro proprietà curative, sono altamente alcaline. Mi riferisco alle acque che scendono dall’Himalaya, e in particolare alle acque della Valle Hunza, che hanno un pH tra il 9 e l’11.

http://www.respiriamoverde.com/blog/2013/09/11/bicarbonato-di-sodio-e-ph-sangue-la-spiegazione-di-john-barron/

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L’Acqua di Lourdes

Andrè Bovis (1871-1947)   ha affermato che: “Da molti anni si osserva che le acque minerali attinte alla sorgente, presentano proprietà curative dovute alla loro radioattività. […] Grazie alla Radioestesia e ad appositi apparati di misura (Biometro e Pendolo Paradiamagnetico) si è potuto rilevare il comportamento di alcune acque minerali alla sorgente ”.

L’Acqua di Lourdes “attinta alla sorgente della grotta di Massabielle il 30 Agosto 1934 ed analizzata il 20 Settembre 1934 presentava una radiazione di 156.000 ångström (A). Invece l’acqua attinta  il 15 Agosto 1926, cioè otto anni prima, presentava 78.000 ångström (A)”e questa radiazione non cessa dopo qualche giorno, a differenza di tutte le altre acque misurate alla sorgente che presentano una lunghezza d’onda che varia da 11.000  a 78.000  ångström (A). André Simoneton,“Radiovitalità degli alimenti – Ipotesi sulla vita e la salute”,  Andromeda Edizioni, Gennaio 2016, pp. 147-148-149

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L’Acqua memorizza le informazioni cristallizzandole

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Masaru Emoto, Scienziato giapponese, negli U.S.A. si è interessato alla risonanza magnetica.

(Yokohama, 22 luglio 1943 – Yokohama, 17 ottobre 2014)

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I cristalli dell’Acqua cambiano forma a seconda dell’Energia  a cui vengono esposti

(Foto dei cristalli ottenuti da Masaru Emoto)

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La Musica e i cristalli dell’Acqua (Foto dei cristalli ottenuti da Masaru Emoto) https://youtu.be/mB0KG7RDlVc

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Similitudine fra un  cristallo  dell’Acqua di Lourdes, un Ostensorio e un’Aureola (Seguono foto)

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La mitica  Avalon  (Glastombury-Inghilterra Meridionale)

Avalon significa  “Isola delle mele” e secondo antiche leggende celtiche sarebbe una delle sacre soglie per il mondo dell’altrove.

Sarebbe interessante uno studio approfondito sulle Acque di quella zona, in quanto, le mele colte da quegli alberi non marciscono, rimangono fresche anche a distanza di un anno e alla fine mummificano.

Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pag.35

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La  Vita nasce nell’Acqua

L’acqua contiene il codice della vita?… C’è un’intima connessione fra noi e l’acqua che nelle diluizioni omeopatiche rivela un comportamento simile alle macromolecole biologiche. Vi è una straordinaria similitudine nel comportamento delle diluizioni estremamente diluite con qualcosa che ha a che fare con la vita”. (Vittorio Elia) https://youtu.be/xFPJvkGWSTo

Per comprendere l’importanza di mantenere alcalino l’ambiente del nostro corpo basta ricordare che sono alcalini sia il mare, dal quale si è sviluppata la vita sulla Terra, che il liquido amniotico nel quale eravamo immersi durante la gestazione. I cibi saturi di elettroni, o ioni idrossido o H-, sono alcalini, mentre quelli saturi di idrogeno, protoni o H+, sono acidi. I cibi alcalini sono pieni di elettroni, cioè di energia elettrochimica, che è l’energia con cui il corpo funziona; essi forniscono al corpo energia proprio per mezzo degli elettroni, mentre quelli acidi lo privano di energia elettrochimica.

Questo succede anche nelle batterie: quelle alcaline nuove sono piene di energia in quanto sature di elettroni, mentre le batterie esauste sono state svuotate di elettroni e sono acide, cioè piene di protoni.

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Area 51 Top Secret

Le immagini che seguono sarebbero state registrate presso un’installazione sotterranea Top Secret del Governo USA. Esse mostrano dei contenitori il cui aspetto coincide con la testimonianza di D. Hennesy. Il filmato è stato trafugato da un certo Thomas C.

©1995, 2000 Film Productions, UFO Area 51: Tecnologia Aliena Volume 2, a cura di Maurizio Baiata. Esclusiva FUTURO s.n.c. Roma.

Consulenza Editoriale di Roberto Pinotti C.U.N. Post Produzione STUDIO M.I.O. Roma

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La probabile clonazione dei Grigi avviene con l’ausilio dell’acqua

(Seguono i fermi immagine del video) Link del Video: https://youtu.be/AwzL9gwGE_c

01 Giugno 2017

L’acqua e il salto dimensionale

Nel corso dei secoli l’acqua è sempre stata associata a strutture megalitiche come quelle di Stonehenge o di Giza e persino di Coral Castle in Florida.

E’ provato che un tempo era presente per creare un processo di movimento e per costruire queste strutture in pietra.

Interessanti le osservazioni del Colonnello Philip Corso dei servizi segreti americani che vide gli Alieni precipitati a Roswell. Il Colonnello pensava che l’acqua avesse contribuito a rendere queste strutture senza peso in modo che potessero essere spostate. Disse che l’acqua creando il moto ondoso perpendicolare alla superficie terrestre, faceva si che la materia diventasse priva di peso. Per il Colonnello era un mistero il ruolo dell’acqua nella creazione del mondo multidimensionale e nella formazione di un involucro magnetico intorno alla materia, ma secondo la sua teoria, portando acqua corrente attraverso un campo elettromagnetico, si potrebbero aprire dei portali dimensionali. (Tratto dall’intervista della giornalista Paola Leopizzi Harris: “Così parlò Philip Corso” edizioni XPublishing Roma 2017 pp. 50-51)

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L’Acqua degli Angeli

Gli Alieni W56 bevono una grande quantità di acqua piovana raccolta entro le nubi, addizionata con i minerali di cui ha bisogno l’organismo e con alcuni Confetti argentati di composizione ignota. L’acqua piovana è quasi distillata, ha un  pH compreso fra 5 e 6,5 ed è priva di batteri e di calcare.

Anche l’acqua contenuta all’interno della  Frutta e della  Verdura è pura ed ha un alto potere disintossicante!

“Contattismi di massa” di Stefano Breccia, edizioni Nexus, Gennaio 2007, pag. 252

FINE

GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE

Ilaria Centoni

RECAPITI

ILARIA CENTONI
Socia C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale)
Socia G.R.U. SHADO Lucca
Referente di zona G.A.U.S
Blog: sentieroignoto.wordpress.com
Facebook: Ilaria Centoni
Skype: ilaria.centoni

E.mail: ilariacentoni@yahoo.it

Link Canale You Tube:
https://www.youtube.com/channel/UC4giTp030-pe6ev_kVySNhg

U.F.O…. TUTTO CHIARO (La consapevolezza di una realtà)

C.U.N. Toscana – Convegno Ufologico 2018
Conferenza del 14 Ottobre 2018
Palazzo Pellegrini – Sala “Rodolfo Cope”
Via 1° Maggio – 55047 QUERCETA – (LU)

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