by ILARIA CENTONI – Socia CUN, Socia G.R.U. SHADO Lucca, Referente di zona G.A.U.S

Video Presentazione del libro:

“ALIENI…. e cosa mangiano” di Roberto Pinotti
Appendice di Ilaria Centoni, dal titolo:
“Nutrizionismo: i suggerimenti degli Alieni”

Dedicato a tutti i Ricercatori che si sono prodigati per alleviare le sofferenze del genere umano.

Grazie per la vostra attenzione.

ILARIA CENTONI
Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)
Socia G.R.U. SHADO – Lucca
Referente di zona G.A.U.S – Scandicci
Blog: sentieroignoto.wordpress.com
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CASO AMICIZIA: Parlano i testimoni!

di Ilaria Centoni

CONFERENZA del 13 Gennaio 2019

“Tra Sogno Magia & Benessere”

Palazzo dei Congressi Padiglione C – Sala C.U.N

Via Giacomo Matteotti n.1, 56124 PISA – PI

Da alcune ricerche sembra che questa storia abbia delle analogie con altri contatti fra umani e Alieni che si sono verificati in Inghilterra e in Sud America, ma se ne parla anche in Austria, in Germania, in Svizzera, in Australia, in Argentina, in Russia, (in particolare in Siberia), in Francia, in Cile e in altri paesi e ce ne sono tracce anche nella Bibbia. La curiosità ed alcune circostanze a dir poco fantasiose, spinsero alcune persone a recarsi presso la Rocca Pia (il castello che sovrasta Ascoli Piceno). Lungo il tragitto che le portava sul posto, si sentirono chiamare mentalmente da una voce ed avvenne l’incontro… Un uomo alto più di due metri e mezzo che sarebbe stato chiamato in seguito Sinas, accompagnato da un altro che non arrivava al metro di altezza e a cui fu attribuito il nome di Sajù, entrambi dall’aspetto umano, vennero fuori dal retro di una parete del castello e salutarono queste persone in perfetto italiano. Questo primo incontro durò circa un’ora e mezza, dopo di che gli “Amici” come furono chiamati in seguito, si accomiatarono dicendo che di tanto in tanto si sarebbero incontrati di nuovo… La storia completa si può leggere sul mio Blog: sentieroignoto.wordpress.com alla categoria “Conferenze” con il titolo: “L’Eterna Alleanza”.

Grazie per la vostra attenzione.

ILARIA CENTONI

Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)

Socia G.R.U. SHADO – Lucca

Referente di zona G.A.U.S – Scandicci

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Dalla vasca di Bethesda alle prove scientifiche dell’Omeopatia

CONFERENZA del 06 Gennaio 2019

di Ilaria Centoni

Tra  Sogno  Magia & Benessere

Palazzo dei Congressi” Padiglione C – Sala Dante

Via Giacomo Matteotti n.1, PISA

Interventi e commenti del Dr. Fabio Cerboni, Ricercatore, Medico Chirurgo, già MMG, specialista in ORL e AUDIOLOGIA, esperto di TROFOTERAPIA e del  Dr. Nicola Lo Conte, Ricercatore, Medico Olistico, specialista in Oftalmologia, Fitoterapia, Omeopatia, Mineralogramma, Elettroagopuntura, Iridologia Superiore.

A seguire, altre conferenze sul tema della salute dell’uomo e… degli Alieni, a cura di Ilaria, Fabio e Nicola.

  • La mela di Eva: Alieni e programmazione genetica
  • Dalla memoria dell’acqua alla medicina informazionale
  • Gli Alieni che sono in noi: recenti ricerche scientifiche avvalorano l’ipotesi che nelle patologie degenerative sia coinvolto materiale genetico di natura non umana
  • Le malattie neuro degenerative: problematiche e possibili soluzioni
  • La longevità degli Alieni: gli effetti di una dieta sana sono comuni in tutto l’Universo
  • Anche gli Alieni si nutrono… ma non si ammalano!
  • L’energia contenuta in alcuni alimenti ha un ruolo nella regressione del processo degenerativo degli organi
  • Il ruolo del pH e dell’energia
  • Il cibo modifica il DNA: l’aura degli Alieni

Il testo completo della conferenza si può leggere sul mio Blog: sentieroignoto.wordpress.com alla categoria “Conferenze” con il titolo: “LA FORMA DELL’ACQUA”

Grazie per la vostra attenzione

ILARIA CENTONI

Ricercatrice del Centro Ufologico Nazionale (C.U.N.)

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NUTRIZIONE: parlano gli ALIENI

di Ilaria Centoni

CONFERENZA DEL 30 Novembre 2018

Presso il Salotto Artistico Letterario “LE SUGHERE”

Via di Montecarlo n.15

55015 MARGINONE – LU

 

 

LA FORMA DELL’ACQUA

Panis angelicus fit panis hominum!
LA FORMA DELL’ACQUA
(Dalla vasca di Bethesda al Trasferimento Farmacologico Frequenziale)
di Ilaria Centoni

Conferenza del 02 Novembre 2018
FESTIVAL DELL’ORIENTE
Complesso Fieristico “Carrarafiere”
Ingresso N.5 Via Maestri del Marmo
Marina di Carrara (MS)

RELAZIONE CORREDATA ALLO SLIDESHOW 

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La forma dell’acqua

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VANGELO DI GIOVANNI  9, 5 – 7

(Guarigione del cieco nato)

“Finché son nel mondo, sono la Luce del mondo”. Ciò detto, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli occhi del cieco, dicendogli: “Va, lavati nella vasca di Siloe” che significa “Messo”. Andò dunque colui a lavarsi e tornò che ci vedeva.

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VANGELO DI GIOVANNI  5, 1- 4

(Gesù a Gerusalemme, guarisce un paralitico)

Dopo ciò, ricorrendo (la) festa dei Giudei, Gesù salì a Gerusalemme. Vi è in Gerusalemme, presso la porta delle pecore, una vasca, in ebraico detta Betesdà, la quale ha cinque portici. Sotto questi portici, giaceva una gran quantità d’infermi, ciechi, zoppi e paralitici, che aspettavano il moto dell’acqua. Un Angelo del Signore, infatti, di tempo in tempo, scendeva nella vasca, e agitava l’acqua. E chi, per primo vi si tuffava, dopo il moto dell’acqua, guariva da qualunque malattia fosse stato preso.

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La legge di risonanza

Emilio Del Giudice:

Fisico, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dell’International Institute of Biophysics di Neuss (Germania).

(Napoli, 1 gennaio 1940 – Milano, 31 gennaio 2014)

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Oscillazione di un’onda elettromagnetica

  • La lunghezza d’onda è la distanza tra due creste o due ventri.
  • La frequenza è il numero di cicli in un secondo e si misura in hertz (Hz).
  • L’ampiezza del picco rappresenta la potenza dell’onda e si misura in watt su metro quadrato (W/m2).
  • Maggiore è la lunghezza d’onda, minore è la frequenza.
  • Maggiore è la frequenza, maggiore è l’energia.

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Schema riassuntivo di un’onda elettromagnetica

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Evoluzione del  fenomeno vibratorio di un’onda

Quando le creste o i ventri di due onde combaciano  si dice che le due onde sono in fase. In questo caso, per la legge di risonanza, il risultato sarà un’unica onda con un’ampiezza maggiore, per somma delle due intensità. Nel caso di due onde luminose l’intensità della luce aumenterà. Se invece le creste dell’una corrispondono ai ventri dell’altra o viceversa, si dice che le due onde sono in opposizione di fase e nel caso della luce si annulleranno cessando di esistere. Nel caso della risonanza l’impedenza è = 0 e le distanze si annullano. (Giambattista Callegari) Questo è il motivo per cui nel mondo della fase le oscillazioni avvengono al di fuori dello spazio-tempo.

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Quando si stabilisce la risonanza  il sistema risparmia energia

Un essere vivente funziona bene quando gli viene data un’energia infinitesimale al primo livello di coerenza che andrà ad alimentare per risonanza tutti i livelli superiori. Se invece si fornisce una grande energia si produrrà uno squilibrio energetico, in quanto, questa alimenterà solo i livelli superiori, ma i livelli inferiori resteranno privi di energia.

Le cellule si riconoscono per le frequenze, non riconoscono la fonte dell’energia, la quale può essere meccanica, magnetica, luminosa o mistica e questo apre nuovi orizzonti per la cura delle patologie.

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Come fare  1 milione di euro  con monetine da un cent!

1 Cent = Energia infinitesimale che alimenta il 1° livello di coerenza

dell’acqua.

1 Cent + 1 Cent = Al 2° livello di coerenza l’energia si somma e si amplifica

per risonanza.

1 Cent + 1 Cent + 1 Cent = Al 3° livello di coerenza l’energia continua

ad amplificarsi.

1 Cent + 1 Cent + 1 Cent + 1 Cent = E così via per i successivi livelli di

coerenza.

Fino ad arrivare ad un milione di euro, ovvero il massimo dell’energia, la quale non è concentrata all’ultimo livello di coerenza, ma è distribuita uniformemente dal 1° livello fino all’ultimo.

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L’Acqua trattiene e trasmette informazioni!

Il campo elettromagnetico di un essere vivente è prodotto da oscillazioni di specifica frequenza delle molecole di Acqua di cui è composto, organizzate in Domini di coerenza  che agiscono in risonanza di fase.  Questa struttura elettromagnetica governa tutti i processi molecolari. Al contrario del mondo della forza, nel mondo della fase le oscillazioni avvengono al di fuori dello spazio-tempo, per cui se separiamo una particella in due parti, intervenendo su una parte risuona anche l’altra! (Principio di non località).

Affinché si formino i Domini di coerenza sono necessarie due condizioni:

1) La temperatura deve essere al di sotto di un certo valore critico (cioè gli urti tra molecole non devono essere troppo violenti perché in questo caso si distruggerebbe la sintonizzazione).

2) La densità delle molecole (il numero di molecole per unità di volume) deve eccedere una soglia, cioè l’ambiente deve essere affollato.

Con queste due condizioni si stabilisce lo stato di minima energia e per raggiungerlo, il sistema cede l’energia in eccesso. Lo stato naturale della materia è quello gassoso, abbassando la temperatura e alzando la densità si osserva che ogni specie transita dal gas al liquido. Abbassando ancora la temperatura, diventano coerenti anche i moti dei nuclei e si ha il solido; questi sono i tre stati della materia: gas, liquido e solido e ad ogni transizione viene rilasciata energia. Le molecole dialogano tramite il campo elettromagnetico, la cui lunghezza d’onda corrisponde al diametro della regione (dominio di coerenza) in cui avviene il dialogo, perciò tutte le molecole contenute in quella regione oscillano in fase. (La fase è il ritmo di oscillazione). Nel momento della massima oscillazione gli elettroni che sono quasi liberi e quindi ulteriormente eccitabili dal rumore ambientale (la luce del sole, agitazioni meccaniche, output di reazioni chimiche) generano vortici freddi, i quali essendo moti chiusi di elettroni, cioè di cariche elettriche, producono un campo elettromagnetico che ha una frequenza definita e alla fine un dominio di coerenza può accumulare un’energia grandissima. Quando si arriva all’istante in cui la frequenza dell’acqua coincide con la frequenza di due specie molecolari presenti nell’acqua che hanno ovviamente una frequenza uguale, queste due specie molecolari si attraggono e realizzano una reazione chimica.

Il campo magnetico terrestre allinea i momenti magnetici dei vortici freddi di elettroni.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

Effetto delle onde magnetiche ed elettromagnetiche sull’acqua delle cellule viventi

Si è visto sperimentalmente che le onde elettromagnetiche sono in grado di modificare la struttura dell’acqua organizzata in clusters, che sono simili a dei grappoli di uva. Questi agglomerati di molecole di acqua sono dovuti al fatto che l’acqua è costituita da idrogeno e ossigeno che a causa della loro differente elettronegatività formano un dipolo elettrico, (+ -), simile all’ago di una bussola, per cui i poli di segno opposto si attraggono originando così questi aggregati multiformi. I campi elettromagnetici modificando queste strutture sono in grado di far variare sensibilmente il pH dell’acqua. All’interno delle cellule viventi si svolgono molte reazioni enzimatiche. Queste ultime avvengono a determinati valori di pH, per cui se il pH dell’acqua cellulare varia, anche di poco, queste reazioni rallentano o si bloccano generando, così, molti  radicali liberi che altro non sono se non tossine acide che fanno aumentare lo stato di acidosi del nostro organismo e l’organismo che si trova in uno stato di eccessiva acidosi , ha un terreno biologico acido sul quale possono insediarsi tutte le malattie compreso il tumore. http://www.noacid.it/981-2/

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La Memoria dell’Acqua

Jacques Benveniste:

Medico francese, Direttore dell’Unità di Ricerca n°200 dell’INSERM

(Istituto Nazionale della Sanità e della Ricerca Medica) di Clamart.

(Parigi – Francia, 12 Marzo 1935 – Parigi – Francia, 03 Ottobre 2004)

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Una Ricerca pubblicata su  NATURE

Il 28.06.1988 la rivista  NATURE pubblicò una ricerca del  Dr. Jacques Benveniste dal titolo:  “Degranulazione dei basofili umani indotta da elevate diluizioni di un antisiero anti-IgE”. In pratica determinate cellule avevano reagito dopo essere state messe a contatto,  NON con una sostanza, ma con il “RICORDO” di questa nell’Acqua.

Davenas, E., F. Beauvais, J. Amara, M. Robinson, A. Miadonna, A. Tedeschi, B. Pomeranz, P. Fortner, P. Belon, J. Sainte-Laudy, B. Poitevin, J. Benveniste, “ Human Basophil degranulation triggered by very dilute antiserum against IgE ”, Nature 28.06.1988, vol.333, p.816

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Le conferme di altri Laboratori contattati da NATURE PRIMA della pubblicazione della scoperta di  Jacques Benveniste

Ruth Ben Ari Insitute (Israele)

Università di Toronto (Canadà)

Università di Milano (Italia) (Prof. Alberto Tedeschi e Prof. Antonio Miadonna)

“ LA SCIENZA DELL’INVISIBILE”, autori Massimo Citro e Masaru Emoto, Macro Edizioni. P.13

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Un Prestigiatore nella Commissione di controllo!?

Quattro Laboratori si erano associati per firmare il lavoro di Jacques Benveniste, ma dopo  l’indignazione della Comunità scientifica, fu istituita una  Commissione di controllo  formata da  John Maddox, Direttore di  NATURE, Walter Stewart, esperto antifrode e  James Randi, prestigiatore professionista, la quale non riuscì a riprodurre l’esperimento e quindi, sempre su  NATURE, fu pubblicato un altro articolo smentendo i risultati del medico francese. (Nature, 9 dicembre1993; 366 (6455): 525-7)

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Gli effetti delle Alte diluizioni

Madeleine Bastide:

Immunologa, Direttrice di un Gruppo di Ricerca della Facoltà di Farmacia dell’Università di Montpellier.

(Bourg-en-Bresse, 19.03.1935 – Bourg-en-Bresse, 10.06.2007)

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Diluizione omeopatica e risposta anticorpale

Nel 1993, lo stesso anno che  NATURE aveva pubblicato un articolo smentendo i risultati di Jacques Benveniste, la rivista  International Journal of Immunotherapy pubblicò una ricerca di  Madeleine Bastide, dove si dimostrava che l’iniezione di un estratto di un organo atto a stimolare la produzione di anticorpi, a degli embrioni di pollo ai quali era stato precedentemente asportato, in  diluizione omeopatica fino alla trentesima decimale (30 DH), aveva prodotto  UNA RISPOSTA ANTICORPALE.

Youbicier-Simo B.J., F: Boudard, M. Mekaouche, M. Bastide, e J.P.Baylé, Internat. J. of  Immunotherapy. vol. IX (3), 1993, pp.169-180

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Pubblicazioni scientifiche sulle Alte diluizioni periodo 1975 – 1997

 

Bildet 1975
Boiron 1981
Jean Cambar 1983
Aubin 1984
Wagner 1985
Sukul 1986
Guillemain 1987
Davenas 1987
Bernard Poitevin 1988
Harish e Kretschmer 1988
Cherruault 1988
Chirila  e Olinescu 1990
Doutremepuich  e Lalanne 1990
Roger Santini 1990
Cazin 1991
Bentwich 1991
Christian Endler 1991
Jean Sainte-Laudy 1991
Paolo Bellavite 1991
Khuda- Bukhsh 1991
Palmerini 1992
Lucietta Betti 1997

Bellavite, P., A. Signorini, Fondamenti Teorici e Sperimentali della Medicina Omeopatica, Nuova IPSA, Palermo, 1992

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Il modellino  Acquatico

Le molecole di una sostanza disciolta nell’Acqua chiamata SOLUTO, vengono avvolte completamente dalle molecole di Acqua e formano un  CALCO. Questo processo si chiama solvatazione e secondo la teoria del 1998 del fisico greco  Georg Anagnostatos questo CALCO fatto d’Acqua  è la copia della molecola disciolta.

L’Acqua a contatto con le molecole disciolte ha proprietà fisiche diverse dall’Acqua  libera che sono state misurate.

Arad, D., et al., “ Structure-Function Properties of Water Clusters in Proteins”, in: High Diluition Effects on Cells and Integrated Systems,  Taddei-Ferretti, C., and Marotta, P., eds, Word Scientific, Singapore, New Jersey , London , Hong Kong, 1998

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Omeopatia (Le prime misurazioni)

Nel 1992 sono state pubblicate misurazioni in grado di accertare  variazioni della struttura sovra molecolare dell’Acqua. Recenti analisi di risonanza magnetica nucleare (RMN) hanno confermato che nelle diluizioni omeopatiche c’è una diversa organizzazione dell’Acqua rispetto ai controlli.

Ogni volta che i parametri chimico fisici attestano l’avvenuta riorganizzazione, significa che l’Acqua ha acquisito  informazioni o per via del soluto o per interazione di un campo elettromagnetico.

Demangeat, J. L., C. Demangeat, P. Gries, B. Poitevin, N. Costantinesco,  «Modifications  des temps de relaxtion RMN a MHz des protons  du solvant  dans les très hautes diluitions  salines des silice  lactose», in: J. Med. Nucl. Biophy., vol 16,2, pp. 135-142, 1992

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La molecola e la sua  Essenza

A conferma di ciò, nel  1995 la Dr.ssa israeliana  Dorit Arad marcando con radioisotopi le molecole complesse disciolte in  Acqua, scoprì che il modellino  Acquatico era costituito solo dalla parte attiva della molecola, cioè dalla sua Essenza, ovvero la parte utile dal punto di vista dell’informazione, mentre le parti con scarsa importanza farmacologica erano state tralasciate.

Arad, D., et al., “ Structure-Function Properties of Water Clusters in Proteins”, in: High Diluition Effects on Cells and Integrated Systems,  Taddei-Ferretti, C., and Marotta, P., eds, Word Scientific, Singapore, New Jersey , London , Hong Kong, 1998

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L’acqua è una forma di vita

Vittorio Elia:

Docente di Elettrochimica – Università Federico II di Napoli.

(Napoli, 12 Aprile 1941)

Prof. Vittorio Elia: dal 1972 sino al 1982 professore di Chimica generale, di Chimica Fisica e di Elettrochimica.

Allievo del compianto Prof. Emilio Del Giudice, con lui e con il premio Nobel Luc Montagnier ha lavorato per comprendere la modalità di azione della medicina omeopatica, aprendo anche nuove strade da percorrere per la diagnostica e la terapia.

Ha al suo attivo  una produzione complessiva di oltre 110 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali; tra essi va sottolineato lo Studio delle proprietà chimico fisiche delle soluzioni estremamente diluite ottenute con un procedimento interattivo di successive diluizioni e succussioni.

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Le proprietà delle Soluzioni Omeopatiche

Link del Video: https://youtu.be/xFPJvkGWSTo – 13 Dicembre 2017

Testo dell’intervista

“Certo l’accusa all’omeopatia di essere una medicina che usa acqua fresca oggi non può più essere sostenuta, basterebbero le 40 pubblicazioni scientifiche che noi abbiamo prodotto negli ultimi 15 anni e che mostrano quali sono le variazioni dei parametri chimico-fisici dell’acqua per dire che non si può, a meno che non si legga la letteratura scientifica al riguardo, quella vecchia storia non si può più dire. D’altra parte pensare che un liquido che è totalmente sconosciuto e da cui è nata la vita sia poco importante in una soluzione dove conterebbe invece la presenza del soluto, è sicuramente un errore metodologico. Oggi con i dati che abbiamo a disposizione non si può più dire con il termine spregiativo: “E’ acqua fresca!” Ma possiamo dire che dal punto di vista chimico è acqua pura. Che cosa c’è di straordinariamente nuovo nelle nostre ricerche? C’è che le soluzioni ottenute per diluizione e succussione, quindi le diluizioni omeopatiche che noi chiamiamo soluzioni estremamente diluite (noi chimici) hanno delle proprietà spettroscopiche tipo il dicroismo circolare e lo spettro di fluorescenza che sono parametri che attengono alle soluzioni di macromolecole biologiche. Vi è una straordinaria similitudine nel comportamento delle diluizioni estremamente diluite con qualcosa che ha a che fare con la vita”.

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Un errore metodologico

Link del Video: https://youtu.be/t4TDbxWrL2o – 10 Maggio 2012

Testo dell’intervista

Domanda: In che senso le soluzioni omeopatiche hanno delle proprietà chimico-fisiche diverse dall’acqua di partenza?

“Benissimo! Allora… bisogna rendersi conto che le soluzioni omeopatiche vengono preparate con una metodologia che a prima vista sembra un pochino anomala, un pochino strana… perché in sostanza si prende una piccola soluzione con una piccola quantità, ma ponderale, di un soluto qualunque, la si scioglie in acqua, per es: 1 gr in 100 ml di acqua, gli si dà una forte agitazione che prende il nome di succussione, dopodiché si preleva 1 ml di questa soluzione, se ne aggiungono 99 di acqua, si dà la succussione e si replica il processo anche centinaia di volte. E’ chiaro che già dopo 4 o 5 di queste diluizioni omeopatiche la quantità di soluto che inizialmente era presente è andata ai limiti della misurabilità anche con le tecniche di analitica più raffinate e quindi è acqua pura. Immaginiamoci quando si arriva a 12 diluizioni o addirittura a 200 diluizioni… sicuramente non c’è più traccia dell’iniziale principio attivo. Quindi dal punto di vista chimico è acqua, è acqua pura. Quando per denigrare si dice che la medicina omeopatica è acqua pura, si fa un errore metodologico, perché metodologico? Perché una soluzione è formata dal soluto che è la sostanza che viene sciolta lì dentro e dal solvente. E’ vero: il soluto è andato via via scomparendo, ma che cosa è successo al solvente?… E’ rimasto inerte?… Ebbene, no! Si è profondamente modificato nelle sue caratteristiche chimico-fisiche e probabilmente, anzi, sicuramente è in grado di dare informazioni di natura terapeutica, perché non è più l’acqua di partenza, è un’acqua che ha acquisito nuove proprietà, per es: la conducibilità elettrica di cui si parlava prima è enormemente aumentata, il pH è variato in maniera misurabile e il calore di mescolamento con soluzione alcalina è notevolmente aumentato”. 

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L’omeopatia non è acqua fresca… ma calda

In migliaia di campioni di rimedi omeopatici misurati  attraverso la microcalorimetria, il chimico fisico  Vittorio Elia dell’Università  “Federico II” di Napoli ha sempre riscontrato  eccesso di calore, come se oltre all’acqua  ci fossero altre molecole  che però non ci sono. Responsabili del  calore eccedente sarebbero molecole di acqua  organizzate in modo diverso da prima che contengono l’informazione.

Elia, V., M. Niccoli, Annales of Academy of Science of New York, vol. 879, 1999, p. 241

  1. Elia, “A microcalorimetric method for the characterization of the extremely diluted solutions of homeopathic medicine”,

Homeop. Hopening Up. 55°  Congress of the International Homeopathic Medical League, Amsterdam, 1998

Dettaglio dello studio

E’ stato realizzato uno studio approfondito di termodinamica su soluzioni acquose ottenute attraverso successive diluizioni centesimali (dall’1% fino a meno di 1×10-5 mol kg-1) e succussioni. Si è voluto misurare il calore prodotto miscelando varie concentrazioni di acidi e basi con l’acqua bidistillata o con le diluizioni estreme. Con le miscele  estremamente diluite si sono ottenuti nel 92% dei casi reazioni esotermiche, rispetto alle soluzioni non trattate omeopaticamente. Nello studio si dimostra come la diluizione e la succussione (procedimenti tipici della preparazione dei rimedi omeopatici) possano alterare permanentemente le proprietà fisico-chimiche dell’acqua. La natura di questo fenomeno rimane sconosciuto, sebbene sia ampiamente indagato dal punto di vista sperimentale.

Vittorio Elia and Marcella Niccoli “Thermodynamics of extremely diluted aqueous solutions.” Annals of the New York Academy of Sciences, June 1999

Questi esperimenti sono stati effettuati presso il Dipartimento di Chimica dell’Università “Federico II” di Napoli, su acque attivate con informazioni trasmesse con l’apparecchio di Callegari dal Prof. Claudio Cardella, del Dipartimento di Meccanica aerospaziale dell’Università “La Sapienza” di Roma.

Elia, V., E. Del Giudice, E. Napoli, A. Tedeschi, “Prime evidenze sperimentali di trasferimento d’informazioni all’acqua con l’uso della tecnologia White”, La Medicina Biologica, Gen-Mar. 2008, pp. 21-23.

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Gli Aggregati molecolari sono stati misurati

Link del Video: https://youtu.be/t4TDbxWrL2o – 10 Maggio 2012

Testo dell’intervista

“Se posso essere molto ottimista, direi che ormai abbiamo una massa critica di dati sperimentali sufficienti per poter sperare di dire la verità, il giusto, in questa fase successiva, che le diluizioni omeopatiche contengono in seno al liquido degli aggregati di molecole di acqua. E non c’è ancora teoria valida per poter spiegare questo risultato sperimentale, del perché si formino gli aggregati, ma gli aggregati si formano e varie tecniche di natura spettroscopica e microscopica li hanno evidenziati e all’interno di questi aggregati, molto probabilmente (questo fa parte dei risultati prossimi che riusciremo ad ottenere) nella forma e nella dimensione di questi aggregati è conservata una memoria del procedimento e di conseguenza un’eventuale possibilità di natura terapeutica”.   

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I Domini di coerenza  sono  Pacchetti di informazioni

Emilio del Giudice – Giuliano Preparata – Getullio Talpo (Anno 1999)

Nei domini di coerenza per raggiungere lo stato fondamentale  di minima energia molecole e campi oscillano in fase fra loro e viene liberata l’energia in eccesso.

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Il segreto della  Memoria dell’ Acqua

Le zone dove le molecole oscillano in modo coerente  permettono all’Acqua  di registrare informazioni e di imitare qualunque cosa. E’ questo  stato fondamentale di minima energia che le consente di veicolare le informazioni.

Questo sarebbe il segreto della memoria dell’acqua. Uno dei fenomeni che causa l’eccitazione dei Domini di coerenza è la  Succussione.

Preparata, G., Quantum Electrodynamics Coherence in Matter, World Scientific, Singapore, New Jersey, London, Hong Kong, 1995

Durante la Succussione le molecole del soluto catturano le vibrazioni dell’acqua facendole oscillare al loro ritmo e considerato che una sostanza che vibra alla stessa frequenza di un’altra ne diviene copia dal punto di vista fisico, anche se diversa chimicamente, nel liquido rimane incisa l’informazione del soluto: memoria significa vibrare sulla frequenza ricevuta.

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Il regime di Super-Radianza

La  Succussione è essenziale per modificare la struttura dell’Acqua e gioca un ruolo chiave nei meccanismi di memorizzazione delle  informazioni.

Durante la  Succussione il guscio dei legami idrogeno delle molecole dell’Acqua organizzate in  Domini di coerenza diventa permeabile e in questo regime di  Super-Radianza può acquisire le  informazioni rilasciate dal campo elettrico del soluto disciolto.

Elia, V., M. Niccoli, Annales of Academy of Science of New York, vol. 879, 1999, p. 241

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Conservazione delle Frequenze memorizzate

Alla fine della  Succussione il guscio si riforma proteggendo le nuove frequenze da disturbi esterni e  la presenza di molecole di altra natura disciolte in  Acqua non causa problemi alle frequenze memorizzate. Le informazioni “intrappolate” possono essere distrutte solo da un  calore molto elevato  o da un intenso  Campo magnetico che fanno riaprire i gusci dei legami idrogeno.

Preparata, G., Quantum Electrodynamics Coherence in Matter, World Scientific, Singapore, New Jersey, London, Hong Kong, 1995

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La fase gassosa della Succussione

Secondo la Teoria delle  Nano-Bolle, formulata da  Louis Rey nel 2007 e le ricerche di  Philippe Vallé, la fase gassosa che si forma durante la Succussione sembra determinante per il trasferimento delle informazioni da una diluizione all’altra.  Questo è stato misurato con la  Termoluminescenza a basse temperature. “Immettendo energia termica, dopo aver attivato le strutture informate, le trappole  (Bolle), si svuotano una dopo l’altra  emettendo luce”.  Questo bagliore termoluminescente è diverso a seconda del soluto  che era stato disciolto all’origine e rappresenta la sua impronta digitale:  sostanze diverse emettono luce diversa!

Rey, L., La termoluminescenza a basse temperature è in grado di fare luce sulla natura delle altissime diluzioni?, Homeophaty , vol. 96, 2007, pp. 170-174

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La memoria  Luminale

Nell’esperimento di  Louis Rey il calore elevato faceva riaprire i legami idrogeno delle molecole in diluizione omeopatica, liberando l’informazione trasportata dalla  luce che è composta da fotoni, i quali non hanno una  Massa e sono insensibili ai campi elettrici e magnetici, ma hanno la proprietà di trasportare  l’informazione energetica delle  Masse da cui provengono, perché sono dotati di una  Memoria Luminale e stabiliscono quindi un contatto informativo tra Materia e Materia, portando con sé l’identità chimico-fisica della Massa  di provenienza. Atti Della Fondazione Giorgio Ronchi, Anno LXII N.3 p.321

Prof. Vladimir Leonidovich Voeikov: Alexander Gavrilovich Gurwitsch e Popp avevano già dimostrato che le cellule dei sistemi viventi emettono luce sotto forma di biofotoni che sono di bassa intensità e che si trovano nello spettro ultravioletto.

Il fotone è un quanto di energia elettromagnetica che viene rilasciato da elettroni eccitati, i quali si producono ad ogni reazione biochimica e metabolica del nostro organismo. Quando gli elettroni eccitati ritornano in uno stato di quiete, rilasciano questo quanto, o fotone, costituito da una quantità fissa di energia. Questo fotone ha massa pari a zero ed è caratterizzato da una natura ondulatoria, cioè vibrazionale. I fotoni rilasciati dai sistemi viventi si chiamano biofotoni e questo sistema vibrazionale determina un linguaggio in codice che riesce a veicolare delle informazioni all’interno delle cellule, fra le varie cellule e fra noi e ciò che sta fuori di noi. Quindi i biofotoni sono messaggeri del nostro organismo e vanno a coordinare tutte le varie attività.

Il sangue e il cervello sono le due principali fonti di radiazioni mitogenetiche. Quando le corrette informazioni vengono interrotte o distorte, il nostro organismo si ammala. Quando la radiazione mitogenetica del sangue si interrompe significa che un tumore si svilupperà a breve.

Il nostro sangue emette luce e in base alle variazioni di questi segnali luminosi è possibile fare delle diagnosi delle malattie.

Esistono delle apparecchiature che sono in grado di individuare queste frequenze alterate e sono in grado di veicolarne altre capaci di correggere le informazioni sbagliate e di ristabilire un equilibrio elettromagnetico prima che si manifesti una malattia, cioè come alterazione biochimica”. https://youtu.be/amvOiOTD964

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Il Paradosso elettromagnetico e la nascita della  Materia  

Trasporto di un potenziale energetico o informazione energetica, senza una manifestazione elettrica o magnetica nello spazio prima di un’interazione elettromagnetica con  una massa. Questo è il paradosso!

Se un fotone privo di Massa ma dotato di un’elevata energia, va ad impattare contro un bersaglio subendo un urto anelastico, cioè un urto in cui l‘energia meccanica totale non si conserva, improvvisamente esplode in una coppia di particelle cariche, un elettrone (Materia) e un positrone (Antimateria) che si respingono e si allontanano. L’interazione tra elettroni avviene sempre con lo scambio di fotoni. Atti Della Fondazione Giorgio Ronchi, Anno LXII N.3 p.321

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Frequenze e  Diluizioni 

Gli effetti delle Alte diluizioni dipendono dal numero delle diluizioni stesse. Lo stesso soluto può stimolare o deprimere a seconda delle diluizioni a cui è stato sottoposto e quindi può produrre anche effetti contrari. Considerato che le molecole si riconoscono in base alle frequenze, è evidente che l’energia correlata alla lunghezza d’onda del soluto cambia a seconda delle diluizioni a cui è stato sottoposto e quindi le interazioni fra le cellule possono dare risposte diverse.

Massimo Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pag.  28

Nel 1984 un ricercatore francese, Aubin, compie un esperimento che mostra come una stessa sostanza in diverse dosi produce effetti terapeutici opposti. Il gruppo di Aubin, studiando l’attività cardiotossica di alcune sostanze tossiche sul cuore di anguilla, osservò che l’Aconitina ad alta concentrazione (10-5 M) provocava tachicardia e fibrillazione mentre a bassissima concentrazione (10-18 M) non aveva alcun effetto sul cuore sano e sul cuore pretrattato (cioè intossicato con alte concentrazioni della stessa sostanza)  e mostrava uno spiccato effetto normalizzante sul ritmo cardiaco. Risultati analoghi sono stati ottenuti con la Veratrina. Da notare che la concentrazione 10-18 M è molto vicina al n° di Avogadro (10-24) che rappresenta il limite fra presenza e assenza di molecole in una diluizione omeopatica.

https://www.dionidream.com/studi-scientifici-rimedi-omeopatici/

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Alte diluizioni e risposte ai farmaci

In più pubblicazioni del 1985, 1988 e 1989, Jean Philippe Wagner dimostrò che certe diluizioni di naftochinoni  o di alcuni chemioterapici citostatici (quali Vincristina, Metothrexate, Fluoro uracile) inibiscono la blastizzazione linfocitaria, mentre in diluizioni più alte la stimolano.

Wagner, H., B. Kreher, “Cytotoxic agents as immunomodulators”, in Proc. III Meet. Of Internat. Group on Very Low Dose Effects, Atelier Alpha Bleue, 1989, Paris, p.31

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Omeopatia e Segnali elettromagnetici

Luc Montagnier:

Medico, biologo e virologo francese, Premio Nobel per la medicina nel 2008 (Chabris, 18 agosto 1932)

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Una  verità (se è tale) deve andare d’accordo con altre  verità

Con una pubblicazione del Gennaio 2009 Luc Montagnier dimostra ufficialmente che l’Acqua in diluizione omeopatica non soltanto ha una memoria, ma emette anche specifici segnali di natura elettromagnetica a bassissima frequenza,  registrabili e riproducibili. Questa risposta viene attribuita a particolari Nanostrutture presenti nell’Acqua, simili ai Domini di coerenza  osservati dal fisico  Emilio Del Giudice, ai Calchi di  Georg Anagnostatos e alle Nano-bolle di  Louis Rey e Philippe Vallée.

Montagnier, L., J. Aïssa, S. Ferris, J.-L. Montagnier, C. Levallée, “Electromagnetic signals are produced by aqueous nanostructures derived from bacterial DNA sequences”, Interdiscip. Sci. Comput. Life Sci., 2009

L’esperimento che ha dimostrato ufficialmente l’esistenza fisica dell’omeopatia.

Montagnier prepara sospensioni in soluzione acquosa di micoplasmi, batteri (E. coli) e virus e ne fa diluizioni in scala decimale, con tanto di succussione (vortex per 15 secondi), cioè prepara diluizioni omeopatiche.

Per l’esperimento utilizza un apparecchio adoperato da Benveniste: “ for this purpuse we used a device previously designed by Benveniste e Coll. (1996-2003) for the detection of signals produced by isolated molecules endowed with biological activity”. Quindi, nell’entrata dell’amplificatore di Benveniste, costituito da una bobina di filo di rame con 300 Ohm di impedenza, Montagnier introduce la fiala contenente il campione da analizzare (1 ml di soluzione), mentre in uscita un cavo si collega alla scheda audio di un PC, che registra per 6 secondi quanto emesso dai campioni. Successivamente la “Trasformata di Fourier” e l’analisi matematica dei segnali attraverso il programma “Matlab” permettono di annullare i rumori di fondo.

Il risultato è che, a differenza delle soluzioni non diluite, le sospensioni in diluizioni progressive da 10−5  (5 DH in omeopatia) a 10−12 (12 DH) emettono segnali elettromagnetici registrati dal Computer, nelle bande tra 1000 e 3000 Hz. Montagnier attribuisce questa risposta alla presenza di “particolari nano strutture nell’acqua”.

Montagnier ha cercato di distruggere tali nano strutture per cercare di comprenderne la natura e a tal proposito ha adoperato enzimi, variazioni di temperatura, solventi organici e cationi del litio per indebolire i legami idrogeno. Né gli enzimi, né i solventi, né il congelamento hanno avuto effetto; mentre il calore elevato (30 minuti a 70°) sopprime l’attività elettromagnetica e i cationi la indeboliscono appena. Uccidendo i batteri con formaldeide (che li distrugge lasciando però inalterato il materiale genetico), le diluizioni continuano ad emettere il segnale, suggerendo che responsabile del fenomeno possa essere il DNA.

Montagnier conclude quindi di aver scoperto una nuova proprietà del DNA che è la capacità di alcune sue sequenze di emettere onde elettromagnetiche, come aveva già affermato Popp con la sua teoria dei biofotoni.

(Montagnier, L., J. Aïssa, S. Ferris, J. – L. Montagnier, C. Levallée, “Electromagnetic signals are produced by aqueous nanostructures derived from bacterial DNA sequences”, Interdiscip. Sci. Comput. Life Sci., 2009)

Nel 2010, il Dr. Massimo Citro con la sua equipe dell’IDRAS, (Istituto di Ricerca “Alberto Sorti”) conferma che il DNA in diluizione omeopatica emette frequenze tra 1 e 5 KHz (1000 – 5000 Hz), assenti nei controlli.

I D R A S

Via C. BOSSI 1 – 10144 Torino

Telefono / Fax 011 48 88 35

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Conclusioni che derivano dall’esperimento di Montagnier

L’esperimento di Montagnier prova, dunque, al di là di ogni dubbio che le reazioni biochimiche sono governate da segnali elettromagnetici e, dato che il segnale elettromagnetico appare solo quando la quantità d’acqua eccede una soglia, l’origine di questi campi elettromagnetici è l’acqua.

Informare significa far oscillare le molecole d’acqua con lo stesso ritmo e in effetti si informa l’ambiente in cui si trova l’acqua perché chi porta l’informazione è il campo elettromagnetico.

Da ciò si deduce che nelle malattie, sarebbe possibile intervenire sulla rete di segnali elettromagnetici e fornire all’organismo un’acqua che abbia la rete di segnali giusti e quindi correggere i segnali, anziché fornire le molecole che correggono la chimica.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

Il teletrasporto è una realtà

Tratto da un’intervista a Emilio Del Giudice (Settembre 2013): “Montagnier è un grande virologo capace di agire con i virus e in particolare con il loro DNA; egli estrae sequenze di DNA da microrganismi, virus, batteri, cellule, frammenti lunghi in media un paio di centinaia di basi e li sospende in acqua non ionizzata e bidistillata in cui è sicuro che non ci sia nient’altro. La provetta con l’acqua e il DNA sospeso viene messa all’ingresso di una bobina  (la bobina è un filo elettrico arrotolato che si chiama anche solenoide); l’ingresso dal punto di vista fisico è il luogo in cui il campo elettromagnetico è minimo ma è massimo il suo potenziale. Dopo un po’ l’acqua si impregna del campo ambientale e a questo punto si osserva che se si lascia tutto così non succede niente, mentre succede qualcosa se si diluisce il DNA, cioè se aggiungendo acqua, diminuisce la concentrazione del DNA perché esiste una soglia di diluizione a partire dalla quale appaiono delle correnti elettriche nella bobina e quindi dei segnali elettromagnetici che possono essere registrati in modo digitale. Dopodiché questo segnale, per evitare ogni sospetto di contaminazione, viene mandato per Internet o comunque per via elettronica a un altro laboratorio lontano anche mille km in maniera che nessuno possa sospettare che pezzi di DNA, per effetto della sporcizia delle manipolazioni, si siano trasferiti. Il segnale arriva in questo laboratorio dove viene fornito a una bobina all’interno della quale, stavolta ben dentro e  non all’ingresso, c’è una provetta piena di acqua purissima. La provetta viene lasciata lì per qualche ora e si impregna del segnale in quanto si trova nell’ambiente dove c’è il campo magnetico prodotto dalla corrente elettrica che è identica a quella registrata alla partenza. Dopo qualche ora la provetta viene estratta dalla bobina e dentro la provetta viene lasciato cadere quel kit che si chiama PCR inventato dal premio Nobel Kary Mullis che consiste nelle materie prime di cui è fatto il DNA cioè i monomeri, più il catalizzatore chimico che li fa reagire, quella che si chiama polimerasi. Si osserva, contro ogni aspettativa, che i monomeri si polimerizzano in modo tale da riprodurre esattamente la sequenza iniziale, cioè il DNA iniziale è stato riprodotto esattamente nella provetta finale”.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

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L’Acqua ha due Densità

Uno studio di un gruppo di ricercatori dell’Università di Firenze e dell’Istituto Nazionale di Ottica del Consiglio Nazionale delle Ricerche, pubblicato su Nature Communication il 16.09.2013 ha trovato una conferma all’ipotesi fisica dell’esistenza di due tipi di Densità nell’acqua: “La misura delle vibrazioni intermolecolari ha rilevato la presenza di due principali organizzazioni molecolari: una caratterizzata da un elevato ordine tetraedrico dei legami a idrogeno, molto simile a quelle presenti nel ghiaccio, mentre l’altra presenta forti distorsioni del reticolo locale e dunque strutture meno ordinate e più compatte. Questi due tipi di organizzazione locale delle molecole d’acqua possono essere interpretati come evidenze dell’esistenza di acqua di bassa e alta densità”.

http://www.repubblica.it/scienze/2013/09/16/news/acqua_molecole-66644974/

Alla ricerca fiorentina, oltre a Torre, hanno contribuito anche Andrea Taschin, Paolo Bartolini, Roberto Righini e Roberto Eramo.

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Similia  Similibus  Curantur

(Albert Abrams, Becker, Stearns, Underhill, Boyd, Schneider)

I farmaci, gli integratori, gli alimenti, le radiazioni e qualsiasi altra sostanza o disciplina, assolvono al loro compito di ristabilire l’equilibrio elettromagnetico dell’organismo quando la loro frequenza è uguale a quella della malattia che si vuole curare. Dal punto di vista biofisico la malattia non è altro che l’espressione di un certo grado vibratorio, misurando il quale si potrà trovare qualche cosa con un grado simile di vibrazione che potrà imporsi sulla zona malata e distruggere la malattia per  risonanza.

Uno studio italiano del 2014 sul rimedio omeopatico Gelsemium sempervirens (usato nella cura dei sintomi di ansietà e di stress) ha dimostrato non solo che agisce come “tranquillante” in modelli sperimentali sul topo di laboratorio, ma che l’esposizione per 24 ore al Gelsemium 2CH (seconda diluizione centesimale omeopatica) ha causato la diminuzione significativa dell’espressione di 49 geni facenti parte di diverse “famiglie” implicate nell’ansia e nella risposta infiammatoria. Anche a diluizioni superiori (fino alla 30CH in cui non c’è alcuna traccia del principio attivo) i ricercatori hanno osservato un effetto ansiolitico.

Un altro studio italiano più recente del 2016 ha dimostrato l’efficacia del rimedio omeopatico Arnica montana che si è mostrato in grado di  produrre 20 cambiamenti nell’espressione di alcuni geni, risultante in una stimolazione di produzione di matrice extracellulare con un effetto di cicatrizzazione e riparazione tessutale. https://www.dionidream.com/studi-scientifici-rimedi-omeopatici/

Alcuni riscontri scientifici sugli effetti dei Rimedi Omeopatici

  • Linde, N. Clausius, G. Ramirez, et al., “Are the Clinical Effects of Homeopathy Placebo Effects? A Meta-analysis of Placebo-Controlled Trials.” Lancet, September 20, 1997, 350:834-843.

Questa pubblicazione fa un’analisi su 186 studi scientifici che riguardano l’efficacia dell’omeopatia. Di questi, 89 sono stati condotti in modo scientificamente accettabile. I risultati hanno mostrato  che i pazienti che assumevano medicine omeopatiche avevano la possibilità di sperimentare un effetto positivo 2,45 volte rispetto al placebo.

  • Kleijnen, P. Knipschild, G. ter Riet, “Clinical Trials of Homeopathy.” British Medical Journal, February 9, 1991, 302:316-323.

Questa è la meta-analisi di ricerche cliniche più citata. Questa pubblicazione analizza i dati di 107 studi sui rimedi omeopatici. Tra questi, 81 (il 77%) hanno mostrato effetti positivi. Tra i 22 studi migliori, 15 hanno mostrato con certezza efficacia. I ricercatori concludono così: “Le prove mostrate in questo lavoro probabilmente sarebbero sufficienti per stabilire che l’omeopatia è efficace per certe patologie” Inoltre, “La quantità di prove positive fornite dai migliori studi fu per noi una vera sorpresa”.

  • N. Shealy, MD, R.P. Thomlinson, V. Borgmeyer, “Osteoarthritic Pain: A Comparison of Homeopathy and Acetaminophen.” American Journal of Pain Management, 1998;8:89-91

Studio in doppio cieco, con protocollo ufficialmente approvato, per documentare l’efficacia dei rimedi omeopatici rispetto all’acetaminofene nel trattamento dei dolori da osteoartrite di 65 pazienti. I risultati dello studio hanno documentato un miglioramento dei dolori nel gruppo trattato con l’omeopatia (il beneficio fu del 55% nel gruppo trattato con l’omeopatia e del 38% nel gruppo acetaminofene). Tuttavia, la superiorità del trattamento omeopatico rispetto a quello con acetaminofene non raggiunse un significato statisticamente valido. I ricercatori conclusero che l’omeopatia nei dolori artrosici sembra sicura e almeno efficace quanto l’acetaminofene, ma priva degli effetti indesiderati sulla funzione renale ed epatica della molecola chimica. Molti dei pazienti hanno chiesto di continuare con l’omeopatia.

  • Weiser, W. Strosser, P. Klein, “Homeopathic vs. Conventional Treatment of Vertigo: A Randomized Double-Blind Controlled Clinical Study.” Archives of Otolaryngology–Head and Neck Surgery, August, 1998, 124:879-885.

Questo studio coinvolse 119 pazienti con vari tipi di vertigini. Metà dei pazienti fu trattata con l’omeopatia (sotto forma di un complesso), mentre l’altra metà con un farmaco convenzionale (betaistina idrocloridrato). In termini di efficacia, il farmaco omeopatico fu efficace quanto il prodotto chimico, ma più sicuro.

  • Reilly, M. Taylor, N. Beattie, et al., “Is Evidence for Homoeopathy Reproducible?” Lancet, December 10, 1994, 344:1601-6.

Questo studio ha preso in considerazione l’effetto immunoterapico dell’omeopatia nel caso di allergie da inalanti, replicando con successo due lavori simili pubblicati in precedenza. Nove degli undici pazienti trattati con l’omeopatia migliorarono, rispetto ai soli cinque dei tredici pazienti trattati con il placebo. I ricercatori conclusero che o le medicine omeopatiche funzionano o c’è qualcosa che non funziona negli studi scientifici controllati. Questo tipo di studio è stato di recente nuovamente replicato e sta per essere pubblicato.

  • Jacobs, L. Jimenez, S. Gloyd, “Treatment of Acute Childhood Diarrhea with Homeopathic Medicine: A Randomized Clinical Trial in Nicaragua.” Pediatrics, May 1994, 93,5:719-25.

Questo è stato il primo studio riguardante l’omeopatia ad essere pubblicato su di una rivista medica americana ufficiale. Lo studio ha preso in considerazione l’effetto di un rimedio unitario ad alta diluizione rispetto a placebo in 81 bambini, di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni, affetti da diarrea acuta. Il gruppo trattato con l’omeopatia ebbe una riduzione statisticamente significativa del 15% nella durata degli attacchi. Inoltre i bambini si sono disidratati di meno, la malnutrizione post-diarrea è stata modesta  e significativa è stata la riduzione della morbilità.

  • Ernst, T. Saradeth, and K.L. Resch, “Complementary Treatment of Varicose Veins: A Randomized Placebo-controlled, Double-Blind Trial.” Phlebology, 1990, 5:157-163.

Questo studio, che ha coinvolto 61 pazienti affetti da varici venose, ha mostrato che il trattamento omeopatico migliorava il tempo di perfusione venosa rispetto al placebo.

  • Fisher, A. Greenwood, E.C. Huskisson, et al., “Effect of Homoeopathic Treatment on Fibrositis.” British Medical Journal, August 5, 1989, 299:365-66.

Questo studio in doppio cieco ha comparato l’effetto del Rhus toxicodendron al placebo in 30 pazienti sofferenti di fibromiosite. Si è visto che nei pazienti che assumevano il rimedio omeopatico i punti dolenti si riducevano del 25% rispetto al gruppo placebo.

  • Reilly, M. Taylor, C. McSherry,”Is Homeopathy a Placebo Response? Controlled Trial of Homeopathic Potency with Pollen in Hayfever as Model.” Lancet, October 18, 1986, 881-86.

Lo studio ha comparato un rimedio omeopatico di polline ad alta diluizione col placebo in 144 pazienti con rinite allergica primaverile. I parametri considerati sono stati la conta dei pollini, l’aggravamento dei sintomi e il ricorso agli antistaminici. In conclusione, si è visto che i pazienti che assumevano l’omeopatia mostravano un miglioramento dei sintomi superiore rispetto a coloro che assumevano il placebo e che la riduzione di sintomi si traduceva in un minore ricorso agli antistaminici. I risultati hanno confermato studi precedenti e dimostrano che l’omeopatia mostra effetti diversi da quelli del placebo.

  • Lamont, “Homeopathic Treatment of Attention Deficit Hyperactivity Disorder: A Controlled Study.” British Homoeopathic Journal, October, 1997, 86:196-200.

Quarantatré bambini affetti da sindrome da deficit attentivo sono stati assegnati a caso al gruppo trattato con omeopatici e al gruppo placebo. Poi, anche quelli del gruppo placebo sono passati all’omeopatia. I risultati mostrarono che i miglioramenti si manifestavano sempre con l’omeopatia, sia che questa venisse assunta fin dall’inizio, sia nel caso fosse stata assunta dopo il placebo.

  • H. Friese, S. Kruse, H. Moeller, “Acute Otitis Media in Children: A Comparison of Conventional and Homeopathic Treatment.” Biomedical Therapy, 60,4,1997:113-116, originally published in German in Hals-Nasen-Ohren (Head, Nose, and Otolyngarology) August, 1996:462-66.

In questo studio è stata data la possibilità ai genitori di scegliere tra cura omeopatica e farmaci della medicina allopatica, somministrati dal loro otorino. 103 bambini hanno seguito la cura omeopatica, mentre 28 quella convenzionale. I ricercatori hanno constatato che nel gruppo trattato con l’omeopatia le ricadute erano del 40% per paziente, mentre tra i bambini che assumevano l’antibiotico erano del 70%. Tra i bambini curati con l’omeopatia che ebbero altre otiti, il 29,3% ebbero un massimo di 3 ricorrenze, mentre tra quelli trattati con gli antibiotici, il 43,5% ebbero un massimo di 6 ricadute.

  • Dittmann and G. Harisch, “Characterization of Differing Effects Caused by Homeopathically Prepared and Conventional Dilutions Using Cytochrome P450 2E1 and Other Enzymes as Detection Systems.” The Journal of Alternative and Complementary Medicine 1996 2:2,279-290.

L’obiettivo dello studio era quello di accertare se vi fossero differenze negli effetti tra una diluizione omeopatica (D) e una diluizione convenzionale (V) di eguale concentrazione sulla formazione di p-nitrocatecolo catalizzato dal citocromo 2E1. Arsenicum album e Potassium cyanatum (D) furono comparati con una eguale diluizione di As203 e KNC (V). E’ stata trovata una differenza statisticamente significativa nei riguardi dell’attività enzimatica. Queste differenze potrebbero essere dovute al modo con cui si preparano le sostanze in omeopatia: diluizioni progressive e succussioni intermedie.

  • Linde, W.B. Jonas, D. Melchart, D., et al., “Critical Review and Meta-Analysis of Serial Agitated Dilutions in Experimental Toxicology,” Human and Experimental Toxicology, 1994, 13:481-92.

Questa meta-analisi di 105 studi di tossicologia ha mostrato che le medicine omeopatiche potrebbero essere utili nel trattamento dell’esposizione a sostanze tossiche.

  • Davenas, B. Poitevin, and J. Benveniste, “Effect on Mouse Peritoneal Macrophages of Orally Administered Very High Dilutions of Silica.” European Journal of Pharmacology, April, 1987, 135:313-319.

Questo studio ha mostrato che SILICEA 6CH e SILICEA 10CH sono state capaci in modo statisticamente  significativo di aumentare le risposte immuni di macrofagi di topo.

  • Paolo Bellavite and Andrea Signorini, Homeopathy: A Frontier in Medical Science. Berkeley: North Atlantic, 1995.

E’ la pubblicazione più importante tra quelle che  trattano la ricerca scientifica in omeopatia. In alcuni eccellenti capitoli vengono esposte le varie teorie che tentano di dare una spiegazione al funzionamento delle diluizioni omeopatiche, alla luce della biofisica, dei frattali, del caos e della teoria della complessità.

  • Roeland van Wijk and Fred A.C. Wiegant,Cultured Mammalian Cells in Homeopathy Research: The Similia Principle in Self-Recovery. Utrecht: University of Utrecht, 1994.

Questo è un testo tecnico che riguarda studi sugli effetti delle diluizioni omeopatiche sulle cellule. E’ una verifica del principio dei simili.

  • Benefici economici delle terapie omeopatiche. Costi e benefici delle terapie omeopatiche. Caisse Nationale de l’Assurance Maladie des Travailleurs Salaris, 1996.

E’ uno studio su 130.000 prescrizioni che conferma i benefici e i vantaggi economici del metodo omeopatico. L’indagine ha anche mostrato che i giorni di assenza per malattia dal lavoro dei pazienti curati con l’omeopatia erano 3.5 volte inferiori (598 giorni/anno) rispetto ai pazienti sottoposti a cure allopatiche (2.017 giorni/anno). Sebbene le medicine omeopatiche in Francia rappresentino il 5% del totale prescritto, incidono solo del 1.2% sulle spese di rimborso dei farmaci, considerato il loro basso costo (in Francia l’omeopatia è rimborsabile dal servizio sanitario nazionale).

  • Jacobs, J, Smith, N. “Charges, utilization, and practice patterns from a pilot insurance program covering alternative medical services.” American Public Health Association Conference, New York City, November 18-21, 1996.

Questo è uno studio condotto a Seattle (USA) che ha messo a confronto l’impiego e il costo di alcune terapie alternative: omeopatia, naturopatia e agopuntura. L’omeopatia è risultata la meno costosa e, inoltre, i pazienti  che si rivolgevano a questa metodica nel complesso facevano meno visite dal medico omeopata rispetto a chi si rivolgeva agli altri medici alternativi. (Tuttavia, questo studio non ha fatto confronti con la medicina convenzionale). Vedere anche: W.B. Jonas and J. Jacobs, Healing with Homeopathy. New York: Warner, 1996.

  • “Cost-effectiveness of homeopathic treatment in a dental practice,” British Homoeopathic Journal. January, 1993;82,1:22-28

Questo studio ha preso in considerazione il lavoro di un dentista-omeopata e ha mostrato che i suoi trattamenti erano superiori in termini di rapporto costi e benefici rispetto ad un dentista convenzionale.

  • Swayne, J., W. Feldhaus. “The cost and effectiveness of homeopathy.” British Homoeopathic Journal July 1992;81,3:148-150.5H.

Questo studio ha mostrato che i medici che praticano l’omeopatia fanno meno prescrizioni e a costi inferiori rispetto ai loro colleghi convenzionali.

  • Gerhard, I, G. Reimers, C. Keller, and M. Schmuck, “Weibliche fertiltitasstorungen. Vergleich homoopathischer einzelmittel–mit konventioneller hormontherapie.” Therapeutikon. 1991;7:309-315.

Un piccolo studio sul trattamento omeopatico nell’infertilità. Ha mostrato che le cure omeopatiche, a parità di risultati, erano 30 volte meno costose rispetto alle cure convenzionali.

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Rivalutazione   dell’Omeopatia

Nella diluizione omeopatica, la sostanza di partenza non è più presente, ma nel liquido è rimasta la  memoria  dell’energia della massa di cui era composta la sostanza che ha influenzato i domini di coerenza dell’acqua e il rimedio omeopatico andrà ad influenzare per risonanza l’organo che oscilla alla stessa frequenza del rimedio. (Piergiorgio Spaggiari)

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La medicina integrata dalla fisica   

Piergiorgio Spaggiari:

Fisico e medico, già docente universitario e ricercatore del CNR, già direttore generale di importanti aziende ospedaliere della regione Lombardia.

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La terapia di regolazione

Il fisico tedesco Prof. F. A. Popp fondatore dell’Istituto Internazionale di Biofisica a Neuss (1996) ha dimostrato che tutti i processi vitali sono regolati da oscillazioni elettromagnetiche  che sono preposte ai processi biochimici. Alla base di ogni malattia c’è un disturbo del campo elettromagnetico. Le oscillazioni prodotte dai sistemi organici possono essere trasformate in oscillazioni terapeutiche mediante apparecchiature di Biorisonanza, già presenti sia in Italia che all’estero, le quali hanno lo scopo di ripristinare la funzionalità dei sistemi di regolazione dell’organismo.

Le emissioni fotoniche di basso livello originano da campi elettromagnetici coerenti delocalizzati, strettamente associati con i processi metabolici. L’emissione fotonica dell’uomo è estremamente debole ma esiste e va dai 10 ai 1000 fotoni al secondo, prodotti dal normale funzionamento delle cellule. Alla base di ogni malattia c’è un disturbo del campo elettromagnetico. Ogni cellula vivente è un risonatore elettromagnetico in grado di emettere e riassorbire radiazioni di frequenza molto alta. Il risonatore-chiave all’interno della cellula è la catena del Dna la cui elica, con la propria frequenza oscillatoria, rappresenta un produttore, un accumulatore e un emettitore di fotoni. Tale emissione è direttamente proporzionale alla salute delle cellule. Piergiorgio Spaggiari, Caterina Tribbia: Medicina quantistica (La medicina attraverso la fisica dei quanti) Tecniche Nuove 2016, pp.158/159

Fra i precursori di questo approccio terapeutico merita una menzione particolare il dr. Royal Raymond Rife che, alla fine degli anni ’20, sviluppò un generatore di frequenze con il quale trattò con successo, nei primi anni ’30, mille pazienti a cui era stato diagnosticato un cancro incurabile. A seguito di questo risultato eccezionale la University of Southern California nominò un comitato speciale di ricerca medica, il Special Medical Research Committee, per portare pazienti malati di cancro terminale  dal Pasadena County Hospital al laboratorio e clinica di Rife a San Diego, perché ricevessero la  terapia. Il team includeva medici e patologi che erano incaricati di esaminare i pazienti per 90 giorni, se fossero stati ancora in vita. Dopo 90 giorni di trattamento il Comitato concluse che l’86.5% dei pazienti era stato completamente curato. Fu poi trovata una modalità di trattamento ed anche il restante 13.5% dei pazienti rispose positivamente nelle successive 4 settimane. Quindi il tasso di guarigione totale con l’uso della tecnologia Rife raggiunse il 100%.

https://www.quantumbalancing.com/rife-historyif.htm

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Applicazione delle frequenze elettromagnetiche

Con un apparecchio ideato nel 1924 dall’Ingegnere russo J. G.Lakhovsky, generatore di oscillazioni di una lunghezza d’onda di circa 2 metri, che corrispondeva a 150.000.000 di vibrazioni al secondo (Hz), J. Magrou e il Chirurgo A. Gosset dell’Istituto Pasteur di Parigi, duplicarono l’esperimento di J. G. Lakhovsky, ottenendo la guarigione del Pelargonium (una pianta di geranio), divenuto canceroso dopo l’inoculazione del Bacterium tumefaciens. L’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple di J. G.Lakhovsky fu usato con successo in cliniche francesi, svedesi e italiane per curare escrescenze cancerogene e lesioni prodotte da ustioni da radio, gozzi e una gamma di malattie ritenute incurabili. Lakhovsky si trasferì a New York nel 1941. Il reparto di fisioterapia di un grande ospedale di New York usò il suo Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple per curare con successo artrite, bronchite cronica, lussazione congenita dell’anca e altre affezioni.  Quando Lakhovsky morì nel 1942, egli aveva gettato le basi della radiobiologia; tuttavia, la classe medica non volle dare seguito alle sue scoperte e oggi l’uso dell’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple per trattamenti medici è ufficialmente proibito dal Ministero della Sanità americano.

Nicola Brunori: La medicina e la teoria elettronica della materia – I nuovi concetti di diagnosi e di cura del Dott. Albert Abrams (1927) p.518

Già a quell’epoca J. G.Lakhovsky sosteneva che la cellula era un risonatore vivente. Quindi considerando la vita come un’armonia di vibrazioni, è facile comprendere come essa possa essere alterata o soppressa da qualsiasi circostanza che provochi uno squilibrio oscillatorio, specialmente per l’irradiazione da parte di certi microbi che annulla quella delle cellule più deboli e meno resistenti. A tutti sono note le proprietà elettriche dei germi patogeni, i quali immersi in un liquido conduttore di elettricità e in cui passi la corrente, si dispongono in modo che alcuni vanno verso il polo positivo e altri verso il polo negativo. I germi che vibrano alla stessa frequenza della cellula sono per essa inoffensivi, perché non ne modificano la lunghezza d’onda. Molti invece sono nocivi perché dotati di proprietà elettriche diverse e vibranti su di un’altra lunghezza d’onda e modificano quindi per induzione forzata l’equilibrio oscillatorio delle cellule. E’ necessario che l’ampiezza dell’oscillazione cellulare abbia un valore sufficientemente grande affinché l’organismo sia in un buono stato di difesa contro l’irradiazione offensiva di certi microbi. il microbo che vibra ad una frequenza inferiore o superiore a quella delle cellule dell’organismo, produce uno squilibrio oscillatorio nell’essere vivente. Per cui la cellula è costretta a vibrare in condizioni differenti da quelle che le impone la sua esistenza ed è obbligata a modificare l’ampiezza o la frequenza della propria vibrazione che il microbo soffoca più o meno completamente: è diventata una cellula malata. Per guarirla è necessario imporle una radiazione di frequenza e di ampiezza conveniente, la quale, ridonando alla cellula l’energia (della giusta lunghezza d’onda [NdA]) che le manca, le renda la salute e la riconduca allo stato normale primitivo. L’azione di questa radiazione ausiliaria annulla e controlla l’azione nefasta del microbo.

Nicola Brunori: La medicina e la teoria elettronica della materia – I nuovi concetti di diagnosi e di cura del Dott. Albert Abrams (1927)

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Aura dell’Essere umano

Il campo elettromagnetico delle forme viventi si estende oltre il visibile. Anche l’uomo ha un campo elettromagnetico ma normalmente non è percepibile dall’occhio umano perché è troppo debole e non ricade nello spettro visibile delle onde luminose. Solo alcune persone che hanno una vista particolarmente dotata possono vederlo, altrimenti ci vogliono degli strumenti particolari, sperimentati per la prima volta dal fisico Walter J. Kilner nel 1911 e poi dallo scienziato Semyon Davidovich Kirlian nel 1939.

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Foto Kirlian di un  pomodoro  prima della cottura (a destra) e dopo la cottura (a sinistra).

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Foto Kirlian di una mela (a sinistra) e di un fungo (a destra) appena colti.

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Dalla vasca di Betesdà al trasferimento frequenziale dei farmaci

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Il Trasferimento Farmacologico Frequenziale  (TFF)

Massimo Citro:

Medico, Ricercatore, direttore dell’Istituto di Ricerca IDRAS di Torino

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Il Codice Primo

Il TFF è stato messo a punto dal Dr.Massimo Citro  nel 1990 e consiste nel trasferimento in Acqua degli EFFETTI di una sostanza farmacologica  attraverso dei circuiti elettronici di amplificazione. Successivamente il paziente assumerà l’Acqua contenente le informazioni del farmaco, senza quindi la necessità di somministrare il farmaco in forma molecolare. In pratica  l’Acqua è capace di memorizzare le Frequenze  irradiate dal medicinale, cioè il suo Codice,  divenendo una sua copia fatta di Acqua.

Citro, M., “ TFF: un’alchimia elettronica. Basi teoriche e dati preliminari”, Empedocle (IPSA Ed.), anno X. 2/3, 1992 a., pp. 39-44.

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Dal  segnale  al  paziente

Il TFF è un tipo di trasferimento del farmaco indiretto, che si avvale cioè di un intermediario, l’Acqua, ma si può ottenere un risultato più veloce  in modo diretto, in questo caso non si attiva l’Acqua ma il paziente stesso è collegato a mezzo di cavo ed elettrodo metallico all’uscita del circuito e la risposta si ottiene già durante il trasferimento stesso. Anche le Sostanze omeopatiche si possono trasferire con lo stesso sistema.

Citro, M., “ TFF: dal farmaco alla frequenza”, Vivibios, anno II, n.3 1992 b, pp. 66-72

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Probabile  meccanismo  d’azione

Il segnale elettromagnetico del farmaco, una volta raggiunta la superficie della cellula, farebbe vibrare la membrana cellulare sulla stessa frequenza di risonanza del farmaco, come se ci fosse davvero il farmaco. La cosa interessante è che questo segnale deve percorrere la stessa via del farmaco, cioè se il farmaco veniva iniettato in vena, anche il segnale deve essere inviato in vena, come se l’organismo avesse memorizzato la via di trasmissione. Inoltre il TFF non funziona se il paziente non aveva già assunto il farmaco molecolare almeno una volta.

Citro, M., “ TFF: dal farmaco alla frequenza”, Vivibios, anno II, n.3 1992 b, pp. 66-72

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Dalla Teoria alla pratica

E’ noto che i pazienti affetti dal Morbo di Parkinson trattati con la L-DOPA, un precursore della Dopamina, in quanto, essa in forma pura non è in grado di raggiungere il cervello, lamentano numerosi e sgradevoli effetti collaterali.

Il TFF invece permette di somministrare la Dopamina pura che arriva direttamente al cervello, perché i segnali si propagano  superando ogni barriera anatomica. Tutti i pazienti trattati con il TFF hanno ottenuto benefici in tempi brevi, recuperando le loro funzioni, SENZA effetti collaterali e SENZA  presenza di tossicità. I miglioramenti perdurano finché dura l’assunzione del TFF.

Massimo Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pp. 78-79

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Intervista a Massimo Citro

Link del Video: https://youtu.be/6Mduh48mz1A – 20 Settembre 2013

Testo dell’intervista

“Abbiamo iniziato a lavorare con la Dopamina nel morbo di Parkinson perché la Dopamina chimica non arriva a… c’è una barriera emato-encefalica, per cui non arriva al cervello e dobbiamo usare la DOPA che è un precursore che passa.. arriva nel cervello e poi viene decarbossilata in Dopamina. Questo però produce un sacco di effetti collaterali, i Parkinsoniani sanno che  devono aumentare purtroppo la dose con tanti effetti collaterali. Noi passiamo il segnale della Dopamina… perché il segnale passa ogni barriera e otteniamo gli stessi effetti della Dopamina senza danni.

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Il sistema intrinseco di regolazione  (SIR)

Se assumiamo un farmaco in forma molecolare siamo costretti a prendere tutto il pacchetto, cioè anche gli sgradevoli effetti collaterali.

Se invece di quel farmaco se ne  assumono SOLO le informazioni, ovvero il suo Codice, il nostro corpo prenderà in considerazione SOLO le frequenze con cui risuona ed escluderà le informazioni che possono indurre effetti nocivi. Questo sistema intrinseco di regolazione sarebbe anche responsabile della difesa  da attacchi elettromagnetici portati dall’esterno.

Massimo Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pag.  81

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Omeopatia  e Farmaci allopatici:  Differenze

Omeopatia significa:  Similia  Similibus  Curantur  e agisce per Risonanza.

Allopatia significa:  Contraria Contrariis Curantur  e agisce per  Contrasto.

La lunghezza d’onda di un farmaco è standard e raramente presenta una radiazione, se è composto  di  sostanze chimiche. In omeopatia viene veicolata la medesima onda ma con energie differenti che dipendono dalla quantità di diluizioni a cui è stato sottoposto il  soluto di origine naturale (minerale, vegetale o animale) sottoposto alla  Dinamizzazione. Quindi la stessa sostanza può essere curativa o dannosa!

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Omeopatia  e TFF – Differenze

Link del Video: https://youtu.be/6Mduh48mz1A- 20 Settembre 2013

Testo dell’intervista

“Noi utilizziamo in comune con l’omeopatia il supporto acqua, la preparazione è diversa perché noi non diluiamo nulla ma irradiamo con frequenze dall’esterno l’acqua e poi, ovviamente, mentre l’omeopatia si basa sul principio del simile, noi utilizziamo invece farmaci cosiddetti allopatici, chimici, che non sostituiscono la terapia naturale ovviamente, sono solo un modo per noi  per poter portare avanti una ricerca che deve sfociare ben oltre, diciamo su binari paralleli ma nettamente distinti con l’omeopatia”.

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I Globuli rossi e  l’Energia

Link del Video: https://youtu.be/mB0KG7RDlVc – 22 Maggio 2017

Testo dell’intervista

“Questi sono i globuli rossi che si sono saldati assieme perché hanno perso la loro carica elettrica, si sono incollati come in una pila di monetine uno sull’altro. In questa zona si trova una grossa coalescenza, queste conformazioni sono collegate alle malattie cardiovascolari, alle artriti e alle malattie polmonari”. La dottoressa offre al paziente un po’ d’acqua strutturata, in dodici minuti la dottoressa preleva al paziente un campione di sangue da analizzare. “Qui potete osservare che le cellule sono diventate più vitali, più dinamiche. Hanno recuperato la loro carica elettrica in modo da respingersi una dall’altra, permettendogli di trasportare l’ossigeno. Possiamo osservare che al centro delle cellule si è formato un nuovo nucleo. Penso che è veramente meraviglioso che l’acqua o semplicemente bevendo l’acqua ciò possa accadere”.

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L’Acqua Strutturata fornisce la carica energetica

Per trasportare ossigeno i globuli rossi devono possedere una carica elettrica  che li faccia respingere l’uno dall’altro e ne impedisca l’aggregazione.   Pearl Laperla, Dr.ssa in medicina ed immunologia (Nevada-USA)  esaminando una goccia di sangue con un microscopio speciale, ha osservato che quando i globuli rossi perdono la loro carica elettrica  si saldano insieme l’uno sull’altro come in una pila di monetine. Queste formazioni sono state osservate nelle malattie cardiovascolari, nelle artriti e nelle malattie polmonari. Ma l’assunzione di Acqua Strutturata ristabilisce l’equilibrio.

Nello sfondo della Slide: Bioluminescenze delle forme di vita acquatiche

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L’Acqua  Brucia!

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Vladimir Leonidovich  Voeikov:

Vicepresidente dell’Istituto di Chimica Bio-organica, Prof. di Chimica Bio-organica  – Facoltà di Biologia dell’Università  Lomonosov di Mosca.

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L’Acqua di 4°Fase

Vicino alla superficie di una cellula ci sono molecole particolari di Acqua organizzata chiamata acqua della Quarta Fase. Quest’Acqua ha una carica elettrica negativa, è un potenziale donatore di elettroni ed è immersa in un’Acqua che contiene un eccesso di protoni e di ossigeno che è un recettore di elettroni e quindi potenzialmente quest’Acqua può Bruciare! La sua forma non è gassosa, non è liquida e non è solida, ma somiglia ad un Cristallo liquido quasi polimerico. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

Queste proprietà dell’acqua di cambiare stato sono conosciute da molto tempo, già dal 1930, 1940, ma chissà per quale motivo poi sono state interrotte e quasi dimenticate.  Gerald Pollack ha ripreso queste scoperte e ha avuto il merito di scoprire nuove proprietà dell’acqua che prima non si conoscevano, come ad esempio la “separazione delle cariche” oppure l’effetto dei campi elettromagnetici sulla struttura dell’acqua. Gli esseri ricevono la maggior parte dell’energia strutturata dalla separazione delle cariche elettriche dell’acqua: quindi riceviamo l’energia dall’acqua e non dal cibo. E’ l’acqua il nostro maggiore fornitore.

http://quanticmagazine.com/archives/15/01/2015/lacqua-la-base-dello-stato-vivente-intervista-al-prof-vladimir-voeikov/

Pollack e i suoi colleghi hanno scoperto che lo spessore dello strato di acqua “speciale” sulle superfici idrofile può raggiungere centinaia di micron. Le proprietà particolari di quest’acqua sono molto diverse dall’acqua di massa. Gli elettroni in quest’acqua hanno un grado molto più alto di eccitazione degli elettroni di una massa d’acqua e ci vuole solo un’energia di eccitazione piuttosto bassa per renderli liberi. Non appena una radiazione, in particolar modo lo spettro infrarosso della luce, ispessisce lo strato di acqua di zona d’esclusione, aumentando così la sua capacità di donare elettroni, l’acqua di zona d’esclusione diventa una fonte praticamente inesauribile di elettroni. Il risultato di questo processo è un accrescimento complessivo della dotazione di energia strutturale.

II° CONGRESSO-CONCERTO di PSICOMEDICINA QUANTISTICA ®

“L’Epigenetica dei Miracoli. Nuove convergenze tra Scienza e Spiritualità”

PROF. VLADIMIR VOEIKOV: L’Acqua, la base dello stato vivente

E’ interessante osservare che l’acqua nelle cellule viventi, dove ogni molecola d’acqua non dista più di qualche frazione di micron da una qualche superficie, assume un’apparenza vetrosa che gioca un ruolo importante in biologia. Come osservano Pagnotta e Bruni: “l’acqua interfacciale intra-cellulare è direttamente coinvolta nella formazione di matrici amorfe con proprietà dinamiche strutturali simili al vetro. Noi proponiamo che questa vetrosità dell’acqua, geometricamente confinata dalla presenza di superfici intracellulari solide, è una caratteristica chiave che è stata sfruttata dalla natura per costruire un meccanismo capace di accordare tra loro le molto differenti scale temporali della dinamica della proteina e del solvente; cioè di rallentare la dinamica veloce del solvente e farla sovrapporre con i tempi di trasformazione, molto più lenti, della proteina in modo da sostenere le funzioni biologiche. In aggiunta, ed egualmente importante, lo stesso meccanismo può essere usato per fermare completamente o rallentare i processi biologici, come una protezione contro condizioni estreme come la bassa temperatura o la disidratazione.”

Le proprietà anomale dell’acqua interfacciale erano già note alla fine degli anni ’40. In particolare, è stato scoperto che strati spessi di acqua, contigui a superfici biologiche, restano fermi quando il fluido circostante è vigorosamente agitato  e vi è una relazione tra lo spessore dello strato e l’intensità dell’agitazione del liquido circostante.

Le proprietà fisiche dell’acqua EZ (zone di esclusione) potrebbero essere riassunte come segue:

1) l’acqua EZ è considerevolmente più viscosa dell’acqua normale (di circa dieci volte).

2) L’acqua EZ ha un potenziale elettrico negativo (fino a 150 mV) rispetto alla normale acqua circostante; quindi la coppia acqua EZ – acqua normale è una pila redox. Questa proprietà dell’acqua EZ potrebbe render conto dell’origine delle eccitazioni elettroniche considerate da Szent-Gyorgyi.

3)  I protoni si concentrano al confine tra l’acqua EZ e l’acqua normale.

4) L’acqua EZ mostra un picco di assorbimento di luce a 270 nm; esso emette fluorescenza quando viene eccitata da luce che abbia questa lunghezza d’onda.

5) L’illuminazione dell’acqua EZ attraverso la luce (specialmente la radiazione infrarossa) accresce lo spessore dello strato.

6) L’acqua EZ non può ospitare soluti: l’acqua coerente (stato vetroso) è un liquido a bassa densità ma le sue molecole sono simultaneamente così impacchettate che l’ingresso di molecole esterne (soluti) non è consentito ed esse possono soltanto affollarsi sulla superficie.

Altre proprietà anomale delle precedenti varietà di acque coinvolgono la termodinamica (forte diminuzione del calore di mescolamento con soluzioni alcaline titolate), etc.

Il salto di potenziale elettrico esistente sull’interfaccia tra acqua coerente ed acqua non-coerente è stato stimato essere nell’intervallo 55 ÷ 120 mV , in buon accordo con i valori osservati dei potenziali elettrici sulle membrane cellulari e sull’acqua EZ.

La frequenza di oscillazione del campo elettromagnetico, intrappolato nel Dominio di Coerenza, è 0,26 eV a T=0 nello stato fondamentale del Dominio di Coerenza.

Quando il Dominio di Coerenza accumula energia questa frequenza cambia; in più la frequenza, che dipende dal numero di molecole coerenti, diminuisce quando questo numero diminuisce aumentando la temperatura. Non è stata ancora calcolata la velocità di questa decrescita, che potrebbe concepibilmente dar luogo ad una frequenza di circa 0,2 eV a temperatura ambiente. E’ interessante che gli aminoacidi coinvolti negli organismi viventi mostrano linee spettrali vicino a questo valore.

http://www.valentinachiarappa.it/intervista-a-emilio-del-giudice—prima-parte.html

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Gli elettrodi dell’Acqua

L’Acqua  organizzata in Domini di coerenza e l’Acqua caotica e disordinata possono coesistere perché la prima ha una carica elettrica  negativa e la seconda ha una carica elettrica positiva, quindi abbiamo sempre  due elettrodi. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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I  Catalizzatori dell’Acqua

Il flusso degli elettroni dall’Acqua coerente all’ossigeno che è presente nell’ Acqua disorganizzata è consentito da alcuni Catalizzatori che trasformano l’energia esterna a bassa densità in energia libera organizzata o coerente.

Questi  Catalizzatori (Interruttori) sono i carbonati e i bicarbonati (monossido e biossido di carbonio), i quali derivano dalla combustione di composti organici, principalmente carbonio che noi stessi produciamo attraverso i nostri prodotti metabolici  e che poi emettiamo con il processo della respirazione.

Quindi più noi respiriamo e più catalizzatori per l’acqua noi produciamo.

Recentemente si è scoperto che il bicarbonato di sodio sostiene una combustione stabile dell’acqua a lungo termine.

In un esperimento in una provetta, è stato osservato che esso, come tutti i bicarbonati, emette fotoni spontanei di basso livello, ma li può emettere anche in caso di stimolazione, addirittura durante un’eclissi di luna e nei due giorni successivi e l’emissione è oscillante per un’altra settimana successiva all’eclissi. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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Un principio Contrario alla 2° Legge della termodinamica

I sistemi acquosi sono dei trasformatori di reazione con un’alta capacità informativa. Prendono un’energia a bassa densità, come per esempio il calore e la trasformano in energia libera ad alta densità, con un principio che è contrario alla seconda legge della termodinamica e che si avvicina alla Termodinamica dei sistemi aperti e dissipativi, studiati dal premio Nobel (1977)   per la chimica Ilya Pregogine. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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L’Acqua è un Combustibile

L’acqua gelificata di quarta fase è un Combustibile. E’ ossidata dall’ossigeno e i prodotti di questa combustione sono Acqua, ossigeno ed energia.

Si tratta di un’Acqua coerente a bassa entropia che è convertita in un’Acqua disordinata ad alta entropia.

L’acqua è il catalizzatore necessario per i processi di combustione. Se noi prendiamo un pezzo di carbone completamente secco e lo mettiamo a contatto con l’ossigeno in un ambiente altrettanto secco non c’è combustione, affinché ci sia combustione bisogna aggiungere un pochino di acqua. Il carbone non si trasforma in anidride carbonica per la presenza dell’ossigeno che c’è nell’aria, ma per l’ossigeno presente nelle molecole dell’acqua. L’ossigeno si unisce al carbonio e forma l’anidride carbonica, mentre gli atomi di idrogeno rilasciati si uniscono all’ossigeno e vanno a formare ancora acqua. Quindi non è il carbone che brucia, ma è l’acqua che brucia.

https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

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Processo del Sistema acquatico

Il  Processo dell’Acqua che Brucia è supportato dai Carbonati che sono sempre presenti in qualsiasi tipo di Acqua. Poi sotto l’influenza dell’energia radiante  (soprattutto dei raggi infrarossi), quella parte di Acqua che non è stata utilizzata nel processo di combustione, viene riconvertita in Acqua organizzata o di quarta fase. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

I biofotoni o ultra-deboli emissioni di fotoni biologici sono onde elettromagnetiche deboli che sono state rilevate nella gamma ultravioletta dello spettro e sono stati scoperti nel 1923 dal biologo russo Alexander Gavrilovich Gurwitsch (1874-1954). Egli ha introdotto il concetto di radiazione mitogenetica. Il punto chiave di questa scoperta è che queste emissioni a bassa energia hanno un’influenza sul ruolo della fisiologia cellulare.

Affinché una cellula possa dividersi in due cellule figlie sono necessarie due condizioni:

  • Deve replicare il suo DNA nel nucleo.
  • Ci deve essere uno stimolo dall’ambiente che dia un impulso alla divisione.

Senza questo stimolo la mitosi non può iniziare. Ci sono due meccanismi possibili che possono dare inizio a questo processo:

  • Modello chiave e serratura: in base a questo concetto ci sono dei recettori sulla membrana cellulare per degli ormoni mitotici, i quali danno il via al processo della mitosi. Questo è il modello prevalente oggi in biologia.
  • Modello di risonanza, secondo il quale la superficie cellulare è un’unità coerente oscillante che risuona con lo stimolo mitotico di natura pure oscillatoria. Quindi anche questo si può chiamare un modello chiave e serratura, ma molto più moderno di quello precedente. La differenza che c’è fra i due modelli si può spiegare con l’apertura della macchina con la chiave o con il telecomando.

A questo proposito Alexander Gavrilovich Gurwitsch fece un esperimento interessante: illuminando la radice di una cipolla con una luce fotonica, vide che il numero delle mitosi della parte che era stata colpita dalla luce era superiore di quello della parte non illuminata, facilmente verificabile tagliando a fettine la radice. Questo prova che lo stimolo esterno che dà inizio alla mitosi è costituito da un’onda fotonica di natura ultravioletta. Se non c’è divisione cellulare non c’è vita e se non c’è una radiazione mitogenetica non c’è vita.

Ci sono due tipi principali di radiazioni mitogenetiche: quelle spontanee e quelle stimolate: le radiazioni mitogenetiche spontanee accompagnano anche alcune reazioni biochimiche e dei processi chimico-fisici che si verificano all’interno dei sistemi acquosi e nelle reazioni redox che avvengono nei sistemi acquosi. Le condizioni fondamentali affinché si possano attivare le radiazioni mitogenetiche è la presenza di acqua e di ossigeno. https://www.youtube.com/watch?v=Zq9rMRVbvvY

L’energia che occorre per eccitare i campi elettromagnetici affinché rilascino queste radiazioni mitogenetiche deriva dai processi metabolici.

La sorgente primaria di energia, sia per la radiazione mitogenetica, nel campo dell’ultravioletto, sia per le emissioni biofotoniche, nel campo del visibile, sono i processi ossidativi e le reazioni che coinvolgono l’ossigeno e che direttamente vengono ridotte con elettroni che sono estratti da una sorta di carburante che provoca una combustione. Quindi non solo energia estratta dai processi mitocondriali, ma anche energia estratta da questa forma di combustione legata ai processi ossidativi. La più grossa differenza con i processi di combustione che si verificano in biochimica è che producono luce, mentre invece i processi di putrefazione o di decomposizione producono calore. Nei processi ossidativi c’è sempre emissione di luce o nello spettro del visibile o nello spettro dell’ultravioletto e se c’è luce significa che c’è una radiazione elettromagnetica ordinata, se invece c’è calore non c’è ordinamento nella radiazione. https://youtu.be/amvOiOTD964

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Le vibrazioni dell’acqua

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L’Acqua non ha  Radiazioni proprie

L’Acqua chimicamente è una combinazione di idrogeno e di ossigeno ed è senza vita. Ma a contatto  di un minerale, di un essere umano  o di un qualsiasi emettitore di onde,  entra rapidamente in vibrazione, si dinamizza e mantiene per un determinato tempo e in condizioni idonee le Radiazioni che ha ricevuto. Le Acque zampillanti che provengono da una sorgente naturale sono le migliori, perché si sono arricchite delle radiazioni dei minerali con i quali sono venute a contatto durante il loro tragitto e sono Vive, al contrario di quelle imbottigliate, dove le Radiazioni diminuiscono rapidamente e dopo 10-15 giorni se non erano molto alte, scompaiono!

Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011

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Le acque a 7 frequenze  (Acque a luce bianca)

 Le Acque che scaturiscono in Luoghi Sacri, soprattutto nei Santuari Mariani,  hanno caratteristiche particolari:

  • Reazioni di precipitazione colloidale diverse
  • Differenti spettrometrie
  • Possiedono TUTTE le sette frequenze di base su cui, secondo la Scuola Francese di Auricolomedicina del Dott. Paul Nogier risuonano i vari tessuti biologici

L’Acqua di Lourdes (non alla sorgente) emette 22 mila Bovis

L’Acqua del fiume Giordano……………………..19 mila Bovis

L’Acqua del Gange………………………………..18 mila Bovis

L’Acqua del pozzo di Zam Zam………………….20,5 mila Bovis

Ciccolo, E., Verso l’unità cosmo, La Rosa Ed., Crescentino, 1991 – “L’energia delle acque a luce bianca”, E. Ciccolo, Mediterranee, 2001

[L’Unità Bovis (UB) corrisponde a un ångström, usato in fisica per misurare le lunghezze d’onda infinitesimali ed è pari alla decimiliardesima parte di un metro]

Elenco delle 7 frequenze

  • Frequenza A (ca. 2,5 Hz) energia di tipo elettrico, frequenza di base dei tessuti, corrisponde alla cellula, alle mucose, alla pelle.
  • Frequenza B (ca. 5 Hz) energia di tipo magnetico, regola le funzioni respiratorie, digestive ed endocrine – tranne quelle surrenaliche.
  • Frequenza C (ca. 10 Hz) energia di tipo magnetico-polarizzata, regola le funzioni circolatorie, muscolari ed ossee, il sistema renale e genitale.
  • Frequenza D (ca. 20 Hz) energia conduttrice di tutte le altre energie, regola l’equilibrio delle simmetrie, cioè il bilanciamento tra i due emisferi.
  • Frequenza E (ca. 40 Hz) energia di tipo magnetico-polarizzata, regola le funzioni dell’apparato neurologico e neurovegetativo.
  • Frequenza F (ca. 80 Hz) energia di tipo magnetico, regola i centri della sottocorteccia cerebrale che comandano le funzioni della frequenza E, è correlata alla sensazione di sentirsi a proprio agio o a disagio.
  • Frequenza G (ca. 160 Hz) energia di tipo elettrico, corrisponde alla coscienza, è influenzata da tutte le altre frequenze ma a sua volta è in grado di influenzarle.

Le acque sacre a 7 frequenze sono dette “a luce bianca” (o anche “Acque Bianche”) e possono essere suddivise secondo la risonanza con i 4 elementi:

  • Acqua di Lourdes, elemento terra, predominano le frequenze A-G, è adatta alla purificazione.
  • Acqua di Montichiari, elemento acqua, predominano le frequenze B-F, stimola l’elevazione energetica e spirituale dell’essere.
  • Acqua di Medjugorje, corrispondente all’elemento aria, predominano le frequenze C-E, favorisce l’assimilazione corretta di ossigeno ed alimenti,
  • Acqua di San Damiano, elemento fuoco, predomina la frequenza D, generalmente utilizzata in disequilibri del sistema nervoso

(“L’energia delle acque a luce bianca”, E. Ciccolo – Mediterranee, 2001).

Nel baricentro delle piramidi energetiche si trova sempre dell’acqua. A Lourdes, a Fatima, a Medjugorje, a San Damiano, a Montichiari (BS) troviamo l’acqua ed è sempre un’acqua carica di energie utili all’uomo. (http://www.salutenatura.com/acque-mariane)

E c’è un fatto che ha sempre sconcertato gli scienziati: nell’acqua delle piscine di Lourdes entrano ogni giorno centinaia di ammalati. La sera l’acqua è sporca e torbida, ma priva di germi. Nessun ammalato è mai stato contagiato durante quei bagni.

Dice la Dr.ssa Enza Ciccolo: “Mi chiesi: “Chissà quanti batteri deve contenere quell’acqua”, e decisi di analizzarla. Ne portai un campione nel mio laboratorio e vidi che era piena di organismi patogeni, ma che questi erano diventati innocui, non erano aggressivi. Facendo un esame spettroscopico, constatai che in quell’acqua erano presenti tutte le frequenze della luce, cosa che non si riscontra mai nelle altre acque. Ed erano proprio quelle frequenze perfette, straordinarie, potenti, che impedivano ai germi patogeni di agire, di nuocere. Ho constatato, inoltre, che quelle particolari frequenze presenti nell’acqua di Lourdes, portano benefici a tutto il corpo, ma in particolare ai tessuti che hanno un’origine ectodermica, cioè la pelle e il sistema nervoso. E’ noto infatti che a Lourdes sono moltissime le guarigioni che riguardano le malattie della pelle e quelle legate al sistema nervoso, come le paralisi”.

(Ciccolo, E., Verso l’unità cosmo, La Rosa Ed., Crescentino, 1991)

(“L’energia delle acque a luce bianca”, E. Ciccolo, Mediterranee, 2001)

Riscontri scientifici hanno dimostrato che le popolazioni che utilizzano acque ionizzate altamente alcaline hanno una longevità maggiore e non soffrono di molte patologie così dette da civilizzazione.

L’acqua Alcalina non è un invenzione umana, ma una creazione della natura.

Infatti è Alcalina l’acqua del mare, l’acqua delle sorgenti dei fiumi e dei laghi. Molti di questi sparsi nel mondo sono altamente alcalini fino a pH 9-10. Se andiamo a scavare nella nostra storia evolutiva scopriamo che gran parte dell’evoluzione umana si è svolta attorno ai laghi della Rift Valley, specialmente in uno in particolare: il Turkana. Attorno a queste acque, sono stati ritrovati i fossili di ben 6 tipi dei nostri antenati, tra cui l’Homo Hergaster che sarebbe poi diventato Homo Sapiens. Il Turkana è il lago alcalino più grande del mondo, con un pH di circa 9,5 – 9,7. Il Malawi con un pH 8,8-9, l’acqua di Lourdes in Francia oltre pH 9.

Invece le acque degli acquedotti o che compriamo in bottiglia hanno un valore pH quasi neutro 6,8 – 7,8.

http://acquaalcalinaionizzata.altervista.org/blog/lacqua-alcalina-ionizzata/?doing_wp_cron=1415322478.5694539546966552734375 17 Aprile 2013

Le acque di montagna più famose del mondo, le acque rinomate per le loro proprietà curative, sono altamente alcaline. Mi riferisco alle acque che scendono dall’Himalaya, e in particolare alle acque della Valle Hunza, che hanno un pH tra il 9 e l’11.

http://www.respiriamoverde.com/blog/2013/09/11/bicarbonato-di-sodio-e-ph-sangue-la-spiegazione-di-john-barron/

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L’Acqua di Lourdes

Andrè Bovis (1871-1947)   ha affermato che: “Da molti anni si osserva che le acque minerali attinte alla sorgente, presentano proprietà curative dovute alla loro radioattività. […] Grazie alla Radioestesia e ad appositi apparati di misura (Biometro e Pendolo Paradiamagnetico) si è potuto rilevare il comportamento di alcune acque minerali alla sorgente ”.

L’Acqua di Lourdes “attinta alla sorgente della grotta di Massabielle il 30 Agosto 1934 ed analizzata il 20 Settembre 1934 presentava una radiazione di 156.000 ångström (A). Invece l’acqua attinta  il 15 Agosto 1926, cioè otto anni prima, presentava 78.000 ångström (A)”e questa radiazione non cessa dopo qualche giorno, a differenza di tutte le altre acque misurate alla sorgente che presentano una lunghezza d’onda che varia da 11.000  a 78.000  ångström (A). André Simoneton,“Radiovitalità degli alimenti – Ipotesi sulla vita e la salute”,  Andromeda Edizioni, Gennaio 2016, pp. 147-148-149

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L’Acqua memorizza le informazioni cristallizzandole

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Masaru Emoto, Scienziato giapponese, negli U.S.A. si è interessato alla risonanza magnetica.

(Yokohama, 22 luglio 1943 – Yokohama, 17 ottobre 2014)

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I cristalli dell’Acqua cambiano forma a seconda dell’Energia  a cui vengono esposti (Foto dei cristalli ottenuti da Masaru Emoto)

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La Musica e i cristalli dell’Acqua (Foto dei cristalli ottenuti da Masaru Emoto) https://youtu.be/mB0KG7RDlVc

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Similitudine fra un  cristallo  dell’Acqua di Lourdes, un Ostensorio e un’Aureola (Seguono foto)

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La mitica  Avalon  (Glastombury-Inghilterra Meridionale)

Avalon significa  “Isola delle mele” e secondo antiche leggende celtiche sarebbe una delle sacre soglie per il mondo dell’altrove.

Sarebbe interessante uno studio approfondito sulle Acque di quella zona, in quanto, le mele colte da quegli alberi non marciscono, rimangono fresche anche a distanza di un anno e alla fine mummificano.

Citro, Masaru Emoto, “Nella memoria dell’acqua i farmaci del futuro” Macro Edizioni 2011, pag.35

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La  Vita nasce nell’Acqua

L’acqua contiene il codice della vita?… C’è un’intima connessione fra noi e l’acqua che nelle diluizioni omeopatiche rivela un comportamento simile alle macromolecole biologiche. Vi è una straordinaria similitudine nel comportamento delle diluizioni estremamente diluite con qualcosa che ha a che fare con la vita”. (Vittorio Elia) https://youtu.be/xFPJvkGWSTo

Per comprendere l’importanza di mantenere alcalino l’ambiente del nostro corpo basta ricordare che sono alcalini sia il mare, dal quale si è sviluppata la vita sulla Terra, che il liquido amniotico nel quale eravamo immersi durante la gestazione. I cibi saturi di elettroni, o ioni idrossido o H-, sono alcalini, mentre quelli saturi di idrogeno, protoni o H+, sono acidi. I cibi alcalini sono pieni di elettroni, cioè di energia elettrochimica, che è l’energia con cui il corpo funziona; essi forniscono al corpo energia proprio per mezzo degli elettroni, mentre quelli acidi lo privano di energia elettrochimica.

Questo succede anche nelle batterie: quelle alcaline nuove sono piene di energia in quanto sature di elettroni, mentre le batterie esauste sono state svuotate di elettroni e sono acide, cioè piene di protoni.

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Area 51 Top Secret

Le immagini che seguono sarebbero state registrate presso un’installazione sotterranea Top Secret del Governo USA. Esse mostrano dei contenitori il cui aspetto coincide con la testimonianza di D. Hennesy. Il filmato è stato trafugato da un certo Thomas C.

©1995, 2000 Film Productions, UFO Area 51: Tecnologia Aliena Volume 2, a cura di Maurizio Baiata. Esclusiva FUTURO s.n.c. Roma.

Consulenza Editoriale di Roberto Pinotti C.U.N. Post Produzione STUDIO M.I.O. Roma

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La probabile clonazione dei Grigi avviene con l’ausilio dell’acqua

(Seguono i fermi immagine del video) Link del Video: https://youtu.be/AwzL9gwGE_c

01 Giugno 2017

L’acqua e il salto dimensionale

Nel corso dei secoli l’acqua è sempre stata associata a strutture megalitiche come quelle di Stonehenge o di Giza e persino di Coral Castle in Florida.

E’ provato che un tempo era presente per creare un processo di movimento e per costruire queste strutture in pietra.

Interessanti le osservazioni del Colonnello Philip Corso dei servizi segreti americani che vide gli Alieni precipitati a Roswell. Il Colonnello pensava che l’acqua avesse contribuito a rendere queste strutture senza peso in modo che potessero essere spostate. Disse che l’acqua creando il moto ondoso perpendicolare alla superficie terrestre, faceva si che la materia diventasse priva di peso. Per il Colonnello era un mistero il ruolo dell’acqua nella creazione del mondo multidimensionale e nella formazione di un involucro magnetico intorno alla materia, ma secondo la sua teoria, portando acqua corrente attraverso un campo elettromagnetico, si potrebbero aprire dei portali dimensionali. (Tratto dall’intervista della giornalista Paola Leopizzi Harris: “Così parlò Philip Corso” edizioni XPublishing Roma 2017 pp. 50-51)

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L’Acqua degli Angeli

Gli Alieni W56 bevono una grande quantità di acqua piovana raccolta entro le nubi, addizionata con i minerali di cui ha bisogno l’organismo e con alcuni Confetti argentati di composizione ignota. L’acqua piovana è quasi distillata, ha un  pH compreso fra 5 e 6,5 ed è priva di batteri e di calcare.

Anche l’acqua contenuta all’interno della  Frutta e della  Verdura è pura ed ha un alto potere disintossicante!

“Contattismi di massa” di Stefano Breccia, edizioni Nexus, Gennaio 2007, pag. 252

FINE PRESENTAZIONE
GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE
Ilaria Centoni

RECAPITI

Ilaria Centoni
Socia C.U.N. (Centro Ufologico Nazionale)
Socia G.R.U. SHADO Lucca
Referente di zona G.A.U.S
Blog: sentieroignoto.wordpress.com
Facebook: Ilaria Centoni
Skype: ilaria.centoni

U.F.O…. TUTTO CHIARO (La consapevolezza di una realtà)

C.U.N. Toscana – Convegno Ufologico 2018
Conferenza del 14 Ottobre
Palazzo Pellegrini – Sala “Rodolfo Cope”
Via 1° Maggio – 55047 QUERCETA – (LU)

RES INEXPLICATA VOLANS

RES INEXPLICATA VOLANS

Conferenza del 19 Gennaio 2018

Presso “Villa Le Sughere”
Via di Montecarlo n°15
55011 MARGINONE = LU

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